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domenica 19 febbraio 2012

Il virus (attaccare la destra).


Ormai si sa che basta non essere organici a Fiom e Camusso per non poter più essere ritenuti "di sinistra". Ma da qui a sentir bollare Walter Veltroni (dopo la [ottima] intervista a Repubblica sull'art.18) come politico "di destra" ce ne passa. Eppure il tam tam mediatico è questo.

Ora il dubbio, più che altro, è: nel caso, gliel'avrò mica attaccata io? Le occasioni di contagio, vedete, ci sono state.
E ancora: come si trasmette la "destra"?
Occorrerebbe chiederlo a tutti i sedicenti sinistrorsi per cui chi pensa troppo libero pensa male.
E pensa immaturo. E pensa conservatore.
Che rischiano di far prendere la destra a tutti, così.

venerdì 17 febbraio 2012

Lavatevi di nuovo le Mani Pulite.



A quanto sembra non era un problema della Prima Repubblica.
A sentire quel che dice il Presidente della Corte dei Conti, la corruzione viaggia come e più di prima, e resta "il vero" problema italiano. 
Certo, dopo 20 anni dal primo arresto di "Mani Pulite", è giusto ricordare quali indiscusse (e gravi) responsabilità vi furono, in capo ai protagonisti di una classe politica che all'epoca venne letteralmente (e tuttavia parzialmente) spazzata via; ma è bene anche rammentare come vi sia stata altresì una grande ed insana voglia di capri espiatori: perchè quelli andavano e vanno sempre bene, nella nostra moralmente piccola Italia.
E l'unica cosa certa, in questa nostra ulteriormente rimpicciolita Italia - che pare non cambiare mai solo in ciò che è deteriore - è che una seminuova classe politica, che appunto si stima corrotta quanto e più della vecchia, dimostra ogni giorno di più la propria ineguagliabile incapacità di azione. E prima ancora di pensiero.
Cinque anni fa, quando ho "inaugurato" questo blog, scrivevo come Craxi, al netto della vicenda giudiziaria, fosse stato - per me - un grande politico, e che tuttavia anche al lordo della stessa fosse probabilmente imparagonabile - sempre da un punto di vista politico, sottolineo - al niente contemporaneo (con l'eccezione di Romano Prodi, che è stato - sempre ad avviso di chi scrive - l'unico vero politico "di massa" di questi ultimi 20 anni). Ne ho ricevuto critiche ed in certi casi addirittura insulti. E quando non mi venivano per Craxi - da sinistra - mi arrivavano per Prodi - da destra. 
A quelli che criticavano, da sinistra e destra, verrebbe oggi facile chiedere se siano soddisfatti dell'ottimo lavoro svolto dai paladini della guerra permanente, condotta in nome di minisuperuomini o di ideologie morte, eppure mai sepolte. Una guerra peraltro feroce e radicale in pubblico, e tuttavia (spesso) assai meno in privato.
A farne scapito sono stati soprattutto coloro che hanno interpretato (pur con tutti gli errori che si fanno, e che fanno anche o soprattutto i politici) la politica come sfida, e non solo come rifugio, o collocazione, o come calcolo. Oltre agli Italiani tutti, naturalmente.
Così la morale è che adesso le mani sono sempre poco pulite, e che anche tutto il resto non brilla.
Per usare un eufemismo educato, s'intende.
Il Paese è fragile, opaco, fermo, e ricorre alle forzate e disperate cure di un governo tecnico: sospeso tra il non essere affatto politico, e l'esserlo talora paradossalmente troppo. In ogni caso ci tocca essergli grati, a Monti e ai suoi ministri. Anche se è chiaro che manca qualcosa: manca qualcosa di veramente e sanamente politico. 
Qualcosa a cui ci siamo totalmente disabituati. 
Qualcosa che spiegherò così, concludendo.
Se oggi alcuni, magari nostalgici e un po' rancorosi, ricorderanno e rimpiangeranno (a torto o a ragione) la "vittima" Bettino Craxi, tutti, ma proprio tutti, dovrebbero comunque ricordare e rimpiangere il coraggio e la visione del Politico Bettino Craxi. Comunque si chiamasse quel Politico Bettino Craxi.

martedì 14 febbraio 2012

Limonare con gioia.


Bacio collettivo e simbolico contro Giovanardi? Non dubitatene, la Storia sarà sconvolta dall'ennesima, simbolica protesta della vecchia, simbolica sinistra italiana. Vecchia anche o soprattutto quando vuole, giovanilmente, "limonare con gioia" per affermare non si capisce bene cosa. 
Perchè prendere troppo sul serio uno come Giovanardi, che oggi peraltro conta quel che conta, poco, dal momento che non ha cariche istituzionali, e farlo poi "limonando" (magari anche con gioia, non so con quanto senso), sembra proprio l'ennesima scusa per fare un po' di casino; meglio se delegato alle più giovani leve, ma in ogni caso rinunciando - e questo è quel che conta - ad affrontare altrove questioni di assai maggior rilievo; questioni su cui non c'è uno straccio di idea. E si sa, e si vede. 
Non c'è idea, intendiamoci, salvo quella, sempre valida, di conservare: conservare tutto, conservare tutti, conservare comunque. 
E salvo però appiattirsi su Monti, quando parla, quando decide, quando comunica quello che ha deciso; qualunque cosa egli dica o decida di decidere; anche quando gli tocca in sorte di sostenere - più o meno - le stesse irricevibili tesi di quelli che da sinistra sono dovuti scappare (magari col marchio di "fascista", prima, e "berlusconiano", poi). 
Ma la sinistra italiana, si sa, è sempre sensibile a chi comanda. A tratti gli è capitato addirittura con Silvio. E se chi comanda confonde il contenimento della spesa con la rinuncia ad organizzare - anzi, a provare a organizzare - il più importante evento del mondo (che delusione, questa, dall'"uomo che può salvare l'Europa"), e le liberalizzazioni con un indistinto calcio nel popo' indistinto delle destre ed avide professioni, tanto meglio. 
Si limona anche con più gioia. Nell'attesa, o con la prospettiva di non si sa bene cosa.
Ma in fondo il domani non è mai stato un problema, per chi vive di ieri.

lunedì 13 febbraio 2012

Te sei te.



Di tutto quello che lessi dopo, questa frase resta la cosa che ricordo di più e meglio.
Una frase che forse conta relativamente poco, per come lui stava e pensava in quel momento.

La sera prima di morire incontra due giovani, in ascensore, all'interno del residence.
Si dicono una serie di cose, alcune di circostanza, altre meno.
Lui ad un certo punto pensa che quelli lo prendano in giro, poi chiariscono.
Mentre parla, diranno poi loro, lui si interrompe e di colpo spara nove parole secche.

Te sei te, e poi non sei più te.

Così dice.
E' uno sparo la cui eco non svanisce.
E' un'amara verità. Come l'averti perso.
Ciao.

domenica 12 febbraio 2012

Magna, Grecia.


Fuoco e fiamme. E manco olimpiche.

venerdì 10 febbraio 2012

"Vabbuò" Quiz (e i forti sospetti su Peter Rei)

Quale, tra i celebri comandanti sotto raffigurati, in riscontro all'esclamazione, non velatamente interrogativa,  "Comandante, i passeggeri si stanno calando nelle lance da soli", rivoltagli da un suo sottoposto, ha risposto con l'enigmatica espressione "Vabbuò"?




1) Peter Rei (Comandante del robot antropomorfo "Gundam")
2) Ernesto Guevara de la Serna ("Comandante Che")
3) Francesco Schettino (Comandante Costa Concordia)

mercoledì 8 febbraio 2012

Il calcio inglese in dieci minuti e 55.




Detto questo, quando Capello se ne va è sempre una buona notizia.