Cerca nel blog

sabato 25 luglio 2009

Teniamo acceso il Jazz:Re:Found.


Un mese fa, ora più ora meno, aveva inizio a Vercelli l'edizione n.2 del Jazz:Re:Found (sito).
Piccolo, grande, delizioso festival, per nulla provinciale (ed anzi appieno europeo, come pochi altri chez nous), con l'ambizione sanamente visionaria di unire la città e il territorio di oggi alle sue possibilità di domani - oltre che a mondi realmente nuovi, il JRF ha colorato Vercelli per tre giorni, regalandole e regalandoci un'Idea.
Assurto agli onori alla cronaca nazionale, il JRF ci ha mostrato i Lamb nella loro unica performance italiana del 2009, ma ..anche molto altro.
Ho conosciuto bene - in questi mesi - chi, e come, e quanto ha lavorato perchè questo potesse avvenire. Si tratta dell'associazione culturale Casanoego, che rappresenta - per qualità di proposta e dedizione - una rarità in positivo, e non solo qui in risaia;ma si tratta soprattutto di persone. Potrei dire che sono persone uniche; ma ai fini di quel che voglio sottolineare è più importante e pertinente ricordare quel che è stato (da loro) realizzato, e quel che non bisogna assolutamente disperdere: in energie ed entusiamo: personali, ma anche istituzionali (va detto, e questo è molto positivo, che tutti si sono adoperati: ogni ente, senza eccezioni, e senza distinzione di appartenenza politica).
Per questo credo sia giusto celebrare, ad un mese dal sipario, questa bella (e, almeno per me, anche formativa) esperienza. E dire che - anche per il futuro di questa città - il JRF non va spento.
Resti invece acceso, con la nostra voglia di cambiare.
ps. fate un giro sul sito del JRF: guardate la clip: se non c'eravate, capirete.



domenica 19 luglio 2009

Bersani vs Franceschini.

Ho ricevuto questa sintesi eleborata da Stefano Ceccanti relativamente alle "piattaforme" dei due principali candidati alla segreteria Pd. Credo che nulla, in fondo, possa essere del tutto obiettivo, ma qui si riprendono frasi, espressioni, testi attribuibili direttamente a B e F. Quindi qualcosa vorrà dire. E, per me, dice.

Le 5 differenze chiare e nette tra Franceschini e Bersani
1. La forma partito del Pd: sovrani solo gli iscritti o anche gli elettori?
1a. Franceschini: iscritti ed elettori

"Mettiamo un po' d'ordine nelle regole ma non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del Pd, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l'elezione degli organi territoriali, affiancando a loro gli elettori, da chiamare nei momenti delle grandi scelte, com'è certamente l'elezione di un segretario nazionale. Non alziamo barriere.Gli elettori del Pd non sono estranei, sono parte di noi. Sono quelli che arrivano nelle grandi mobilitazioni civili, che ci sostengono nelle campagne elettorali, che riempiono le piazze e i comitati.Ecco perché difendo questo equilibrio e perché penso che le primarie del 25 ottobre saranno un'altra momento importante per noi e per la democrazia italiana. Io voglio un partito solido.Ma fare un partito solido nel 2009 non significa rispolverare i modelli di cinquant'anni fa."

1b. Bersani: iscritti

"La sovranità appartiene agli iscritti che, sulla base di regole, la delegano in determinate occasioni agli elettori."

2. Il Pd nel sistema politico: partito di centrosinistra o di sinistra?
2a. Franceschini: centrosinistra

"Non torneremo indietro, ad un centro-sinistra col trattino, basato su una divisione di compiti nel raccogliere consenso o nel rappresentare pezzi di società e che circoscriva la nostra capacità espansiva.Solo ipotizzarlo significa dichiarare fallita l'esperienza del Pd, che è nato proprio sul superamento di quella divisione di compiti e significa non avere capito che quello schema si trascina forse in pezzi di classe dirigente ma non esiste più da tempo nel nostro popolo.Un unico popolo fin da prima che nascesse il Partito democratico."

2b. Bersani: sinistra

" Io parlo di un Partito Democratico che vuole interpretare ed estendere l’area del centrosinistra con il profilo di un partito popolare, un partito di una sinistra democratica e liberale che abita dove abitano le forze progressiste, socialiste, liberaldemocratiche del mondo, che partecipa all’alleanza tra socialisti e democratici in Europa."

3. Il retroterra sociale del Pd: interclassismo dinamico o lavoro dipendente con limitate aperture?
3a. Franceschini: interclassismo dinamico

"Per noi il mondo del lavoro di oggi è fatto insieme da lavoratori e imprenditori. E gli imprenditori non hanno smesso, come è stato detto, di essere nostri nemici per diventare nostri amici se rispettano le regole. Gli imprenditori sono una parte del mondo del lavoro e una parte di noi democratici."

3b. Bersani: aperti ai non dipendenti purché in regola

"Bisogna che ci diciamo, molto semplicemente, che un imprenditore privato, cooperativo, artigiano, commerciante che sta nelle regole fa pienamente parte del nostro progetto, è un protagonista del nostro progetto!"

4. Quale sistema politico vuole il Pd: Bipolare o multipolare?
4a. Franceschini: bipolare

"Non torneremo nemmeno indietro a scelte politiche né accetteremo leggi elettorali che spostino a dopo il voto la scelta delle alleanze, sottraendo ai cittadini il diritto di conoscerle e sceglierle prima."

4b Bersani: lo decidiamo con gli altri oppositori (che lo vogliono multipolare)

"La legge elettorale dovrà essere coerente con la forma di governo, dovrà evitare quindi ogni ritorno al proporzionalismo puro e perseguire un buon equilibrio fra rappresentanza, stabilità, governabilità, muovendosi nell’ambito di un bipolarismo nel quale l’elettore pretende di avere visibilità del quadro di alleanze e della loro stabilità. Questo equilibrio si può ottenere attraverso sistemi misti, ma la chiave politica è questa: la misura di questo equilibrio dovrà essere ricercato dialogando con tutte le forze politiche e parlamentari interessate a opporsi ai rischi di deformazione della democrazia, insiti nel modello della destra."

5. Le coalizioni: con perno il Pd o rifacimenti dell'Unione?
5a. Franceschini: Pd perno di coalizioni per governare

"non torneremo a quella stagione delle coalizioni frammentate e litigiose, costruite con l'unico collante del nemico.Quel tipo di coalizione che ha sempre colpevolmente coperto la qualità dell'azione dei governi di centrosinistra.Formeremo una alleanza che dia agli italiani la garanzia di un programma condiviso e realizzabile. Credibile non solo per vincere ma anche per poi riuscire a governare. E difenderemo i principi del bipolarismo e dell'alternanza tanto faticosamente conquistati."

5b. Bersani: riorganizzare il campo degli oppositori

"L’originaria ispirazione dell’Ulivo non può essere rimossa, nè vivere solo in una chiave evocativa, perchè non è infatti esaurita la questione sostanziale dell’incontro fra tutte le culture, le esperienze politiche e progressiste ancora oggi divise. E, tuttavia, questo non può essere un compito esaustivo; si deve accompagnare all’esigenza di riconoscere l’autonomia e la responsabilità di altre forze del Centrosinistra e dell’opposizione e di tracciare i primi passi politici per una riorganizzazione del campo dell’alternativa. Da soli non si può fare nulla."

Ma se non vi fidate delle sintesi mie o di altri (e fate sempre bene a diffidare)
Qui sta l'intervento integrale di Franceschini
http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&doc=1
Qui sta l'intervento integrale di Bersani
http://www.pierluigibersani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=1291

sabato 18 luglio 2009

Era il mille e Novecento.



Muore Cronkite. Sarà difficile spiegare chi fosse alle nuove generazioni; a chi non ha visto il Novecento e le sue innovazioni ora lente, ora veloci; a chi non ha visto il Novecento, con le sue guerre, calde e fredde, e la sua pace armata; a chi non ha visto allunaggi, edizioni straordinarie, la tv. La Tv. Che sembrava un mostro onnipotente, e invece ora è quasi già nel passato. Come Cronkite.

mercoledì 8 luglio 2009

Il mio Presidente.


E' all'Aquila, cammina in mezzo alle macerie, guida il G8. Peccato debba ripartire per Washington.

venerdì 3 luglio 2009

Dalla parte dell'underdog. Elogio di Jenson Button.


Mi piacciono gli sfavoriti. Quelli veri: non coccolati dalle maggioranze, nè dalle minoranze illuminate. Mi piacciono quelli che sono "in mezzo", senza approdare ad una carezza.
Quelli che non conquistano le masse, nè i cuori troppo difficili.
Mi piace il loro non conquistare. Che a volte diventa per un caso, solo un conquistare tardivo.
Una tardiva conquista, che tuttavia è precaria.

Un vero underdog è condannato a restituire quella precaria illusione di vittoria.
E anche se vince, è certo: lo dimenticheranno.
A volte riescono a dimenticarlo anche mentre vince.
Egli non può vincere, infatti. Se lo fa, infatti, sembra una trappola del destino.

Ma è proprio quando l'underdog è bello, romantico, non convenzionale, che tutto quel che precede trova miglior conferma.
Quale miglior conferma di una bellezza minoritaria?
Quale miglior conferma di una diversità minoritaria?

Mi piaceva Jenson Button quando sembrava un predestinato. Ma è durato poco: come fa un underdog ad essere un predestinato? Mi piaceva anche quando arrivava quindicesimo. Mi piace ancora di più oggi che vince sempre; e tuttavia è un compiuto, splendido underdog.
Definito "paracarro" da Briatore, "meteora" da i giornalisti", mezzo pilota" da quelli che si accalcano nei bar.
Tutti possono spiegarti perchè non è un campione.

Nell'opinione comune egli vince infatti per un inganno, per una truffa che in fondo, tuttavia, nessuno sa rivelare; per un impiccio che nessuno sa levare.
E in fondo non conta che vinca oggi, ti dicono. Perchè domani perderà.

E che bello, quindi, tifare per Jenson Button. Che oggi vince, che domani perderà. Che oggi passa con la sua orribile macchina color bianco+evidenziatore e immediatamente è già lontano dai cuori e dalle memorie di tifosi ed addetti ai lavori.
Cari cultori, e contemporaneamente schiavi dell'ovvio: ma vi rendete conto di che cosa mirabile avete creato? Un tifo esteticamente appagante, che Button è meraviglioso; simbolicamente minoritario, che Button è in sè un'ombra di romanticismo intollerabile (ma qui, è vero, torniamo nell'estetica); e (duri quel che duri) anche oggettivamente vittorioso (ma qui torniamo nel falsato, no?).

Detestavo Schumacher. E non mi appassiona Vettel.
Mi piace, quindi, e mi piacerà, perdere; magari qualche volta forse vincere; ma sempre con i miei underdog.
Tenetevi la Ferrari, la McLaren, la normalità, la giustezza del tifo. Manco liberi di quello, in fondo.