Vi aspettavate Pd, Berlusconi e Casini? No, c'è una cosa più importante di cui discutere.
Ieri, nella suggestiva cornice della Fondazione Bassetti a Milano, ho assistito al seminario / presentazione di un testo che dovrebbe essere sulle scrivanie ma soprattutto nella testa di tutti i policy makers.
Il rapporto, dal titolo "Taking European Knowledge Society Seriously" (VEDI) è il prodotto di un gruppo di lavoro di esperti (tra cui Brian Wynne e Mariachiara Tallacchini) che, per mandato della Commissione Europea, ha messo in evidenza tre aspetti, in particolare della scienza europea e della sua governance: 1) come rispondere al problema diffuso della mancanza di fiducia nella scienza presso la società europea; 2) come implementare la democrazia e il coinvolgimento della società civile; 3) identificare alcune urgenti sfide di policy che riguardano i cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile.
Il seminario proponeva di mettere a fuoco questi temi alla luce della diffusa percezione della necessità di caratterizzare la "società della conoscenza" in termini di innovazione responsabile.
Numerosi gli interventi, tra cui quello dell'Assessore Regionale alle infrastrutture della Lombardia, Cattaneo; Cattaneo ha colto il punto chiave della questione: ovvero "come recuperare un rapporto di fiducia con l'opinione pubblica, gli elettori, sulle questioni scientifiche?" Ecco: come fare?
Sarebbe bello che tutti (in particolare i politici) leggessero questo libro, per poi provare a discuterne insieme.
Una cosa sul nostro nuovo partito però voglio dirla: mi auguro infatti che in esso, oltre alla rigorosa parità sessuale, vi sia anche quella tra forma e sostanza. Tra gli spot e le idee. Idee che siano possibilmente nuove (o almeno non vecchie), e forti: forti come quelle che emergono da questo testo. Che chiede solo di essere letto, con un pò di tempo, e non invece ridotto a fulmineo e inconcludente carosello quale è (generalmente) la comunicazione contemporanea. E la politica, che ne è figlia.
