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lunedì 28 febbraio 2011

Quand'è che viene domani ? (Una bunga notte)


Berlusconi che A) attacca la scuola pubblica; che B) polemizza con il Presidente della Repubblica, troppo pubblico anche lui; e che tra A) e B) ti rilancia il processo breve; poi quelli che la pena di morte è "il minimo" (!) per chi ammazza; infine le crisi internazionali, le guerre civili, che esistono o meno a seconda degli spazi che la cronaca interna lascia a quella estera. In mezzo a questo le ennesime primarie del Pd. Tralasciamo quelli che "i libici non ci stanno", o che quegli altri "ci rubano il lavoro". Qui c'è "troppa destra", ma se si va a sinistra "...è la fine": l'Eurabia, vuoi mettere? E tra qualche sera Santoro, altre polemiche assicurate.

Viene da essere qualunquisti, a un certo punto. L'abbiamo già visto. Abbiamo già visto tutto.
Quand'è che finisce? Quand'è che viene domani?
E' una bunga notte.

mercoledì 23 febbraio 2011

Noi, i buoni, e la Libia.


Pare evidente che il popolo libico sia stato abbandonato a se stesso. Non solo dalla comunità internazionale, terribilmente inerte. Le uniche vere preoccupazioni, anche sul web, sembrano riguardare le conseguenze economiche e quelle migratorie di ciò che sta accadendo. Di chi muore, e di chi vede morire il fratello, o l'amico, o il figlio, si registra una considerazione - anche emotiva - ben inferiore a quella riscontrata in altri casi. Vuol dire che il nostro ego civile di italiani brava gente ce lo massaggeremo, come al solito, con la prossima campagna contro l'abbandono dei cani in autostrada. Che i cani non rompono le palle a nessuno, e soprattutto non sbarcano.

martedì 15 febbraio 2011

Try all / Trial - Il destino compiuto di un artista.

La sperimentazione estrema porta con sè benefici e rischi; ogni vero artista lo sa.
E alla fine la critica, inevitabilmente, esprime il suo giudizio.

lunedì 14 febbraio 2011

Masse e libertà.

Le masse non esistono. E se esistono fanno paura.
Ma le persone sì che esistono, ognuna diversa.
Così, quando un uomo è libero, è libero; non solo a parole, ma nei fatti.
E quando lo è davvero, non ha paura di essere libero da solo.



Io sono un autarchico (1976), di e con N.Moretti

mercoledì 2 febbraio 2011

Si chiama Nicola Rossi.


"Voglio proprio vederlo un politico che rinuncia a un posto in Parlamento, ai privilegi, per seguire i suoi ideali..." "Sono tutti capaci di dire che non gli sta bene quel che fa il loro partito, ma poi, quando si tratta di mollare le poltrone non ce n'è uno che se ne va..." "Si parla tanto di cattiva politica, ma i primi a non volerla cambiare sono loro, i politici. Ce ne fosse uno a compiere un gesto significativo...".

Quante volte avrete ascoltato queste parole... Quante volte...

Quel politico, però, c'è; esiste.
Si chiama Nicola Rossi.

E purtroppo era, è, uno dei migliori in circolazione.
Peccato - si dice ora - che a stancarsi sia gente così.
Quel che non si dice, però, è che gente così ha altro nella vita, è altro nella vita.
Non è la politica. Non vive di politica. E, ad un certo punto, decide di non perdere più tempo con la politica, questa politica.
In cui, dice lui "è impossibile dare un contributo".

Ecco perchè tutti devono e dovranno ricordarselo, questo nome.
Nicola Rossi.
Lui ha "mollato la poltrona". Ma chi ci ha perso, in questo caso, è la poltrona.