La questione è semplice da un lato. Più complessa dall'altro.
L'art. 153 D.Lgs. 152/2006 ha previsto che le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali vengano affidate al gestore in concessione d'uso gratuito.
Questa prescrizione, ove applicata, avrebbe mutato significativamente lo stato delle cose: il Comune di Vercelli incassa infatti annualmente Euro 1.250.000 dal gestore, a titolo di canone idrico riconosciuto e quantificato dall'Autorità d'Ambito (ATO) n.2. Tale somma è, in estrema sostanza, pagata dagli utenti a mezzo bolletta.
L'art. 153 sopra citato prevede che tale somma non sia dovuta.
Ad Asti, in una situazione assolutamente identica, il canone è stato annullato.
A Vercelli no. A Vercelli il Comune porterà a zero il canone in 5 anni.
Questo, a dire il vero, sulla base di un parere legale acquisito dall'ATO nel quale è stata evidenziata la non operatività rispetto alle concessioni e gli accordi contrattuali già in essere, e , quindi, la non operatività, nella fattispecie in esame, dell'art. 153.
Dare atto di questo è giusto e necessario, perchè è evidente che sulle questioni tecnico-giuridiche l'interpretazione (di norme e contesti di applicazione normativa) è indispensabile.
E' tuttavia un fatto che sia stata l'Amministrazione medesima, nel corso dell'ultimo consiglio, a proporre un emendamento alla propria deliberazione prevedendo uno "sconto" di 600.000 Euro sui primi tre anni di canone. Questo - si è detto - per venire incontro ai cittadini.
Ma alcune considerazioni si impongono.
a) se una cosa è dovuta è dovuta. E se non è dovuta non lo è.
b) pertanto, se si decide di venire incontro ai cittadini, evidentemente si ritiene che le ragioni dei cittadini abbiano un senso. E un "fumus".
c) Se questo "fumus" c'è, esso non può ritenersi parziale, e allora il canone va azzerato (come, ripetiamo, è stato fatto altrove).
d) In ogni caso, se si vuol tendere una mano all'utente, ci pare giusto rilevare come 600.000 Euro su 3.750.000 non possano propriamente ritenersi ...una mano tesa.
I gruppi di Margherita e Rifondazione Comunista avevano proposto un emendamento volto all'azzeramento immediato del canone, ma la presentazione (e l'approvazione a maggioranza) dell'emendamento del Sindaco ha impedito che esso fosse messo a votazione.
Credo, tuttavia, che tale questione non possa rinersi esaurita, nè, in alcun modo trascurabile.
Penso che non debba essere strumentalizzata, in alcun modo, ma va affrontata: con serena obiettività.
Vi è di mezzo la tutela del consumo, e - questo per quanto riguarda la costruzione del Pd - la scelta del profilo che questo nuovo partito vuole darsi.
Non sui massimi sistemi, ma sulle questioni che toccano davvero la gente.
(link alla norma: http://www.reteambiente.it/ra/normativa/istituzioni/8556_Dlgs152_06_vige.htm)
9 commenti:
nteressante. voglio informarvi anche sul mio territorio quale sia la situazione
SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO. GIANNI MENTIGAZZI
Penso che Vercelli abbia bisogno di ben altri primati che non quello di essere l'unico luogo, tra gli oltre 200 Comuni vercellesi, biellesi, valsesiani e casalesi appartenenti all'ATO 2 Piemonte, i cui amministratori hanno deciso di fregarsene del Decreto Legge n. 152 del 3 aprile 2006 col quale sono stati aboliti i canoni comunali sull'uso delle reti idriche e fognarie da parte delle società di gestione del servizio. Agli utenti vercellesi detto canone costa ogni anno, come tu giustamente rilevi, 1.250.000 Euro, sotto forma di 20 % di sovrapprezzo tariffario su ogni metro cubo d'acqua consumato, che Atena raccoglie in bolletta e versa al Comune, senza che un solo centesimo sia destinato all'acqua, ma invece utilizzato per sopperire a spese che diversamente non avrebbero altra copertura.
E' sorprendente che una Giunta comunale colma di esperti giuristi, invece di rifarsi all'elementare principio democratico secondo cui le leggi non si interpretano ma si applicano, abbia scelto di imbarcarsi, con la supina acquiescenza della propria maggioranza consiliare di centro destra in una vertenza che la contrappone all'intera città.
Ben diverso è stato, ad esempio, l'atteggiamento espresso dall'Amministrazione di centro destra di Asti (unico comune capoluogo piemontese, insieme a Vercelli, ad aver introdotto tale sovrapprezzo), la quale ha tempestivamente provveduto a deliberane l'abolizione dal 1 gennaio 2007.
Il che sta a dimostrare che il grado di migliore o peggiore gestione della cosa pubblica è determinato, prima ancora che dal colore politico di coloro che amministrano, dal loro buon senso e dal loro rispetto delle regole di uno stato di diritto che dovrebbero essere sempre alla base di una buona politica.
La conferma di tale affermazione viene anche, sul fronte avverso, dall'atteggiamento davvero inqualificabile tenuto in Consiglio Comunale da quella parte dei consiglieri di centro sinistra che, oltre a non sottoscrivere l'emendamento presentato da voi della Margherita e da Rifondazione, hanno preferito, taluni disertare la seduta, altri dileguarsi prima del voto e altri ancora dilettarsi in pretestuose disquisizioni sulla pretesa impossibilità di abolire o anche solo ridurre il prelievo effettuato dalle tasche dei cittadini ...in quanto non si saprebbe come sostituire questo genere di entrata. Il che è tutto dire, considerato che il bilancio consuntivo comunale del 2006 ha denunciato l'esistenza di un avanzo di amministrazione – cioè soldi non spesi – superiore ai due milioni di Euro.
Gilberto Valeri
Ex Presidente della Provincia di Vercelli, Coordinatore del Gruppo Iniziativa di Base e aderente al costituendo Pd
caro gabriele, sottoscrivo in pieno il tuo post. In modo particolare prendo in prestito la tua ultima osservazione per ribadire che è esattamente sulla soluzione a questi temi, quelli che coinvolgono ed interessano davvero "da vicino" la vita della gente, che il Partito democratico deve caratterizzarsi. L'acqua è un bene comune, ed è un diritto. Se peraltro esiste una legge che abolisce i canoni comunali sulle reti idriche è del tutto illegittimo che il Comune operi in senso contrario. Siamo un paese che troppo spesso manipola le norme ad usum delphini quando dovrebbe limitarsi semplicemente ad applicarle. Tanto peggio è che qui stiamo parlando di un'amministrazione comunale che, contravvenendo alla legge, anzichè andare incontro alle esigenze dei cittadini li umilia e li obbliga a pagare tariffe peraltro non destinate direttamente all'uso della rete idrica. Insomma, apprezzo molto questa battaglia e ti appoggio pienamente. Un saluto. Roberto Giachetti
Condivido,speriamo che il partito democratico a Vercelli sappia superare queste difficoltà iniziali.
Ci sono temi che interessano da vicino la gente che deve vederci protagonisti.
gianni
Se organizzi una petizione hai la nostra firma
Vale e Paolo
Ma Bob Red ......che dice? io amo l'acqua di casale e chivasso!
La questione è di grandissima rilevanza e credo(mi auguro)che coinvolgerà molta,molta gente visto che riguarda,direttamente e senza equivoci,i nostri soldi.
A condizione che la si informi come si deve.
Questa questione permette,fra l'altro,di riaprire il dibattito sulla pubblica amministrazione e sulle possibili misure per controllarne gli atti in maniera efficace.Che è poi la prima emergenza in Italia.
Continuare così
Dessì Nicola
Unire le forze per questa battaglia sull'acqua penso sia la più grande opportunità, che tocca noi del centro-sinistra e tutte le forze politiche che si vorranno unire, per dare lo slancio giusto e propositivo al Partito Democratico.
In questa fase di stallo, in attesa della costruzione del coordinamento provinciale da un lato e della difficoltà a definire politiche reali sul nostro territorio dall'altra, è essenziale intraprendere insieme e coesi la questione dell'abolizione immediato del canone idrico sulle reti idriche e fognarie.
Un tema come questo, di enorme importanza tecnico-amministrativa e di grande rilievo politico, merita l'attenzione e il volontario interessamento di tutti coloro che, anche appartenenti a bandiere poliche diverse e condividendo lo spirito e l'obiettivo comune, intendono di un NO alla mala(e inefficace)amministrazione pubblica.
Marcello Scariati - Partito Democratico
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