Non si può mica sempre tacere. Fanno bene i governi europei, in primis quello francese, a dire quel che pensano delle esternazioni del Pontefice, in tema di prevenzione AIDS. Se le affermazioni di Benedetto XVI le avesse fatte un comune cittadino, probabilmente sarebbero state oggetto di irrisione: ma le fa un Papa, e non ci si può ridere sopra. A proposito di risa: mi fanno ridere, invece, i difensori ad oltranza della linea "purista" di Ratzinger, che ha in ogni caso il pregio di essere molto chiara e per nulla ipocrita. Ratzinger, infatti, con questa radicale onestà intellettuale (che dimostra ogni volta apre bocca) mi pare smentire ogni volontà difensiva (che pure i suoi collaboratori più stretti perseguono): attacca e cerca lo scontro, anzi. E lo trova, dunque; particolarmente oltralpe, dove i germi della rivoluzione, nella sua matrice illuminista, continuano a fiorire e a generare lo spirito critico che caratterizza la Francia da secoli. In qualunque tempo, con qualunque governo, loro non chinano il capo al dogma. Più o meno paradossale che sia.Cerca nel blog
mercoledì 25 marzo 2009
Rivoluzione permanente.
Non si può mica sempre tacere. Fanno bene i governi europei, in primis quello francese, a dire quel che pensano delle esternazioni del Pontefice, in tema di prevenzione AIDS. Se le affermazioni di Benedetto XVI le avesse fatte un comune cittadino, probabilmente sarebbero state oggetto di irrisione: ma le fa un Papa, e non ci si può ridere sopra. A proposito di risa: mi fanno ridere, invece, i difensori ad oltranza della linea "purista" di Ratzinger, che ha in ogni caso il pregio di essere molto chiara e per nulla ipocrita. Ratzinger, infatti, con questa radicale onestà intellettuale (che dimostra ogni volta apre bocca) mi pare smentire ogni volontà difensiva (che pure i suoi collaboratori più stretti perseguono): attacca e cerca lo scontro, anzi. E lo trova, dunque; particolarmente oltralpe, dove i germi della rivoluzione, nella sua matrice illuminista, continuano a fiorire e a generare lo spirito critico che caratterizza la Francia da secoli. In qualunque tempo, con qualunque governo, loro non chinano il capo al dogma. Più o meno paradossale che sia.domenica 22 marzo 2009
Il ritorno dell'innominabile.
Perchè l'innominabile ha sofferto, ed è un uomo coraggioso. Va compreso. Va compreso sempre.
Mont Ventoux, 2000. L'innominabile scala in solitaria con il fu Pantani Marco la salita che fu fatale a Simpson. All'arrivo, plateale, l'innominabile rallenta e lascia transitare Pantani al traguardo. Quando Pantani si accorge del regalo, si adira moltissimo. Si dice che fu una delle sue maggiori sofferenze sportive.
Premorendo, lui non riuscirà a vedere conclusa l'epica finta dell'innominabile.
Ma a quanto pare, nemmeno noi abbiamo visto tutto.
Resta dunque qualcosa che, a questo punto, almeno mi auguro sia vero.
Pallista, prepotente, senza il senso del limite, lo stile dell'innominabile emulò quello di G.W.: ma scadendogli due mandati, G.W. non ha potuto ricandidarsi, non ha potuto perdere come doveva. Non ha potuto subire l'umiliazione dei numeri, e per lui - alla fine - ha pagato il povero ed incolpevole Mc Cain.
Bene, dunque, che l'innominabile ritorni. Perchè a noi non fregava nulla di veder perdere Hincapie; volevamo, vogliamo lui.
Lui, di fronte alla sconfitta che certamente verrà. E se almeno stavolta sarà tutto vero, sarà pesante, sarà dura. E poco importerà se l'innominabile dirà che "è perchè è vecchio".
E' lui che sceglie di invecchiarci davanti agli occhi, e poi lui giovane non è mai stato.
Così come Pantani, purtroppo, non sarà mai vecchio.
Due storie diverse, opposte. Nessuna delle due esemplare: ma una, almeno, vera.
E cara, che ho voglia di ricordarne l'inizio.
domenica 15 marzo 2009
Il compagno di viaggio.
