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domenica 8 luglio 2012

Italia 90 + 22.


Ventidue anni fa esatti, in queste ore, stava per concludersi il XIV Campionato mondiale di calcio, organizzato per quella edizione in Italia: passerà alla storia, appunto, come "Italia 90". Questo qui sopra è il pupazzo asettico, a metà strada tra il brutto, il simpatico e il grottesco, che fu scelto come mascotte ufficiale. Eravamo, allora, il paese del design (qualcuno dice che lo siamo ancora, ma sembra fede più che convinzione), volevamo stupire: saltò fuori questo mostriciattolo, dal nome Ciao, che ancora sta appeso a qualche mazzo di chiavi, o impresso su qualche vecchio astuccio, nascosto in qualche pezzo di mondo.
Ebbene, in quelle ore che mi separavano dalla finale (una finale che sarebbe stata noiosa come spesso capita ai mondiali, meno agli europei) mi chiedevo se mai più in vita mia avrei vissuto una simile emozione sportiva, un simile coinvolgimento popolare, una simile spensieratezza.
La risposta è no.
Per questo, ancora oggi, malgrado polemiche pregresse e postume sull'organizzazione, che da noi non mancano mai, e mai mancheranno, ho un ricordo bellissimo di Italia 90, di quella Nazionale, di quegli stadi colorati, e di quel mese di festa. Di quelle notti. E me lo tengo stretto.
Con poche immagini. L'inizio. La felicità. La delusione.
 

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