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giovedì 2 agosto 2012

Pensieri [Aldo/PdS/Olimpiadi]

Agli europei, in finale, sullo 0-2 avrei voluto far entrare Domenghini. Oltre a Baggio, è ovvio. 
Domenghini come a dire quegli uomini timidi del settentrione duro, quel settentrione da fatica, nebbia e due parole al minuto. Uomini forti come alberi, alberi possibilmente al gelo.  
Uomini da missile, da impresa a terra, uomini da rabbia e velocità, uomini da arena.
Gente come poteva essere un Aldo Maldera Terzo, con quel Terzo che da bambini sembrava un vezzo, non un ordine di discendenza. Ora che è passato tanto, tanto tempo riesco appena a pensare che aldomalderaterzo, terzino da nove natte (goals, per i lettori non locali) all'anno, uno dei "vecchi" del nostro scudetto più bello, a quell'epoca era tanto più giovane di me.

Il ricordo di Maldera su RomaChannel

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Il Polo della Speranza (degli ultimi a morire), in acronimo PdS, è un'idea allucinante che tuttavia mi rincuora: perchè mi fa capire che la sinistra vuole continuare nella propria onesta opera di autoabbattimento a prescindere da presenti ed assenti. 
Insomma, per quanto i dissidenti - prima - fossero indigesti, non era un'operazione in odio ad essi. Non era, cioè, un dispetto per pochi infimi.
Loro sono proprio così. Grazie per la coerenza, compagni.

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Una settimana di Olimpiadi e nessuna emozione particolare.
Si potrà mai brandizzare la noia?

lunedì 10 marzo 2008

La rosa resiste. E svanisce l'Ulivo.


Nello stesso giorno in cui Zapatero rivince le elezioni, e si conferma - se ce ne fosse stato bisogno - il leader della sinistra europea, si registra un addio che quasi passa sotto silenzio, e che pure dovrebbe colpirci molto.

Romano Prodi lascia la politica. C'era un bell'articolo, ieri, sul Corriere, di Ernesto Galli della Loggia, quasi presago dell'imminente decisione di Prodi; che - rimosso nella sostanza dal Pd (questo è il tenore dell'articolo, infatti) - vi si rimuove da sè, formalmente.
Prodi, tuttavia, piaccia o no, è l'uomo che si è inventato una sinistra vincente in Italia.
Costo di quest'operazione è stato l'eclisse del socialismo, che pure vive ed è vincente (lo abbiamo visto) in Spagna e in Francia. Tuttavia il merito di Prodi va pienamente riconosciuto. Egli ha saputo inventare - un pò anche insieme a Berlusconi... - uno schema inedito per la politica italiana. E in questo schema ha pure vinto.
Poi, che lo schema sia buono o meno ognuno lo giudichi da sè.
Il nuovo che avanza sta comunque travolgendo anche queste formule novelle... L'Ulivo svanisce con colui che lo ha creato. L'Italia continua la propria inesausta ricerca di nuovi modelli aggregativi ed elettorali.

Mi permetto solo di rilevare come, altrove, una modernità anche (decisamente) superiore tuttavia si coniughi (bene) con tradizione e storia politica.
ps. ovviamente non commento l'offerta di candidatura di Boselli a Mastella. E' proprio vero che ognuno ha il socialismo che si merita.

venerdì 25 gennaio 2008

La musica è finita. Gli amici se ne vadano.

Ognuno valuterà da sè le ragioni di quel che è accaduto.
Prodi ha (legittimamente da punto di vista umano, imprudentemente da quello politico: e Prodi è un uomo che fa il politico) voluto "parlamentarizzare" il dibattito. Il risultato è che così il supernano, rivelatosi vero stratega, ha buon gioco nel respingere le offerte di esecutivi istituzionali, può dribblare l'ingenua sponda veltroniana e puntare dritto alle elezioni con questa orrida legge: lì, verosimilmente, trionferà, costituendo così il Parlamento che lo manderà al Quirinale (questa è una inesattezza: spiego all'interno di commenti).
Complimenti, dunque, a tutti noi.
Ma soprattutto complimenti a Voi, maiores che da quindici anni dettate la rotta di questo centrosinistra. Su quindici anni, sei anni e mezzo di governo. Quattro governi caduti, e tre premier diversi. Calo dei consensi al Nord stimabile nell'ordine del 30-40%. Potrei continuare. Nessuna riforma importante approvata in tutto il periodo di Governo, a cominciare dalla legge sul conflitto di interessi. Legittimazione politica dell'avversario meno legittimabile unita alla propria perdita di credibilità attraverso lo schizofrenico balletto tra bicamerali e comparsate ai girotondi.

Io potrei ancora continuare.
Il problema, tuttavia, è se intendete continuare Voi.