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domenica 1 maggio 2011

Una strada.


In un giorno di piazze affollatissime, affollate per motivi diversi e verso i quali - appunto per la loro diversità - nutro sentimenti diversi, sento quanto mai il piacere di trovarmi, invece, su una strada. Una strada che corre, che sposta; che ti sposta. Che ti toglie dalla staticità di un rito. Che ti lascia nel pensiero di muoverti, nella consapevolezza di una partenza, e nel desiderio di un arrivo, in fondo neanche sicuro. Qualsiasi strada: assolata, buia; deserta, popolata; grande, piccola strada. Basta che ti porti con sè. Per riportarti, magari, qui, di nuovo. Ma che ti lasci, in quel viaggio, libero con te. Libero di non credere a quel che sembra dovere. Libero di non appartenere, o di appartenere ad altro.

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