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venerdì 8 aprile 2011

Ma quale fascista?


Si è fatto un gran discutere sul disegno di legge per l'abrogazione della XII norma transitoria della Costituzione ("E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista"), presentato nei giorni scorsi da un gruppo di senatori del Pdl.
Da subito mi è parso ridicolo il ddl, ma pure ridicole le veementi reazioni di molta sinistra, che ha purtroppo ancora bisogno dell'antifascismo quale collante della propria residualità.
Si parla infatti del niente, comunque la si metta.

Ma quale fascista - chiedetevi - penserebbe mai di far normare, di far riconoscere , legittimare, il suo essere fascista?
Domandarono forse l'autorizzazione a marciare su Roma, nel 1922?
Chiesero forse il permesso di menare a destra e (soprattutto) manca?

Basterebbe porsi questo interrogativo (banale, peraltro) per liquidare tutta questa storia per quello che è.
Eppure, da una parte, questi epigoni da quattro soldi in (ideale) camicia nera vogliono che si creda, che ci credono; dall'altra, i difensori (di un'imitazione, di una fiction) della democrazia, pure.
Ci credono - in teoria - tutti: perchè non avendo, a quanto pare, granchè da dire dell'oggi, a tutti conviene guardare indietro; facendo finta che ci sia ancora qualcosa.

E qualcosa in effetti c'è. Una diffusa ipocrisia.

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