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giovedì 27 dicembre 2012

Attraversare la notte (forza, Italia credibile).



Più di un mese a non scrivere; ma dovendo fare molte altre cose, a volte diventa inevitabile.
In questo intermezzo emergono, a mio avviso, solo due fatti degni di nota: Renzi ha perso le sue primarie, formalizzando la "consegna" del "fu Pd" alla socialdemocrazia europea (anche se dubito che la socialdemocrazia europea sostenga quello che sostiene Fassina) e Monti, anche se in un modo un po' criptico - almeno in prima battuta - ha deciso di "salire in campo", accettando la sfida di costruire un polo liberale vero in un paese che non l'ha mai avuto.
Scelta, questa, va riconosciuto, che con un Pd a trazione renziana sarebbe stata molto più complicata.
Quanto a Berlusconi non c'è niente da dire, perchè costui ha ormai deciso di proseguire in un senile percorso di autoemarginazione; e questo malgrado le quotidiane sortite e comparsate tv. Sarà, questo, un classico caso di eclissi da sovraesposizione; più lo vede più la gente comprende infatti l'invecchiamento suo e di idee che in fondo egli non ha mai avuto.

E adesso dunque prepariamoci ad entrare nel vivo. Ne scriveremo nei prossimi giorni; per ora accontentiamoci di segnalare una cosa affatto banale. 
Chi capita all'estero, specie in Europa, ha modo di capire quanto e come, nell'ultimo anno, la considerazione dell'Italia sia cresciuta, esponenzialmente.
Questo potrà fare storcere il naso tanto agli euroscettici che agli anti-montiani (sono gli stessi, peraltro), ma la credibilità è un requisito fondamentale, tanto per le persone che per le nazioni. E' vero che abbiamo un po' perso la confidenza con la parola credibilità e soprattutto con l'attribuire valore al significato della stessa (in questo la classe politica, tutta, è stata fortemente responsabile), ma è chiaro che o si riparte da lì - cioè appunto dal rendere credibile il nostro "essere Italiani", o il nostro accontentarsi dell'"essere italiani" come espediente retorico, quasi ad esorcismo di una manifesta inadeguatezza, non ci potrà più salvare. 

Forza, dunque, Italia credibile: nessuna maledizione ci condanna, come ha detto giustamente Montezemolo in queste settimane; ma un voto che non debba premiare - i prossimi 24 e 25 febbraio - questo bisogno assoluto di fiducia e credibilità, quel voto sì sarebbe una maledizione.
L'Italia ha tutte le risorse per attraversare la notte - economica, intellettuale e morale - in cui è piombata; ma è bene che davvero tutti comprendano come il tempo, stavolta, sia scaduto. 
Che non è (più) un modo di dire. 
Che un declino irreversibile è annunciato, e che sta a noi - potendolo ancora fare - scongiurarlo.

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