Chissà se arriverà, alla fine, anche il riscatto che attendiamo per la libertà "made in Italy": intendendola come assenza di costrizione, almeno morale, nel luogo in cui tutto ha preso una piega talmente assurda da sembrare, finalmente, un pò serio.
Ormai è abbastanza chiaro a tutti che la libertà in Italia, è delinquere e legiferare per sterilizzare i delitti; allo stesso tempo, però, ad un attento osservatore non sfuggirà come esista, ormai, anche la (pretesa alla) libertà di inventarsi competenze per il Csm o per qualche altro organo, all'occorrenza. E se qualcuno ti spiega che non si può, che è incostituzionale, quel qualcuno diventa un servo, e la Costituzione un ostaggio inerme, che dice quel che le si fa dire.
La libertà, in Italia, è di mostrare i "veri" valori, ma è anche rivendicare il diritto alla segretezza dei propri peccati. E se qualcuno prova a distinguere un caso dall'altro diventa un servo causidico di un potere sottile.
La libertà, da noi, è di strumentalizzare ogni cosa. Sia una cosa buona, sia una cosa schifosa.
E' attendere che qualcosa o qualcuno ci liberi da un tiranno senza che noi si debba parlare nemmeno di tirannia. E' sperare, anzi, che nessuno ci mostri davvero mai il volto vero del tiranno, e la natura sordida di questa tirannia.
Non fa prigionieri, l'Italia, perchè l'Italia è essa stessa prigioniera.
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