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venerdì 18 settembre 2009

Partiti.

Siamo partiti. Il Congresso, seppure nelle forme moderne, mixate e segmentate tra solido e liquido, dove solo si evocano - per il momento - Franceschini e Bersani, così distanti dal momumentale assemblearismo di ieri, dove ancora puoi immaginare il leader in carne e ossa al tavolo di presidenza, è partito.
Il Pd è al momento delle scelte, e deve viverlo appieno: con civiltà, onestà, speriamo anche entusiasmo; senza paura.
L'unico rischio vero, infatti, sarebbe quello di non scegliere.
E il pericolo, quindi, viene solo da chi prudenzialmente non si schiera, per un motivo di mera opportunità. Non ce ne sono pochi, purtroppo: ma sono sempre meno, per fortuna.
Non bisogna dirlo? Io credo di sì, che si debba, invece: che è infatti proprio questo il momento di parlare, di dire, di dire tutto.
Con civiltà, onestà, speriamo anche entusiasmo. E senza più paraculismi.
Di paraculismi, finti unanimismi, tradimenti, ripicche silenziose siamo quasi morti.
Ora parliamo, invece. Restiamo vivi. E democratici.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi piace!!!!