Oggi, stroncato da un infarto, in campo, è morto un giovane calciatore: si chiamava Piermario Morosini.
Poco più di dieci anni fa, in circostanze diverse ma non meno tristi, perdeva la vita un altro giovane calciatore: si chiamava Vittorio Mero, detto Vito.
Io Piermario non lo conoscevo, Vito invece si.
Lo conoscevo, il Vito, che eravamo dei ragazzini.
Giocavamo a basket, non a calcio.
Lui era bravo in tutti gli sport. Divenne adulto in fretta, nonchè un atleta importante.
Giocavamo a basket, non a calcio.
Lui era bravo in tutti gli sport. Divenne adulto in fretta, nonchè un atleta importante.
Vito aveva una serietà e una determinazione uniche: quelle che probabilmente aveva anche Piermario, per essere arrivato lì dove era arrivato. Ed era leale, fin da piccolo: qualità non secondaria che le cronache dicono appartenesse anche a Piermario.
Tra l'altro ci vedo anche una certa somiglianza fisica, tra i due: la stessa faccia da "grande", il pizzetto, un taglio di capelli abbastanza simile.
Anche l'espressione, candida e fiera insieme, me li accomuna.
.
Anche l'espressione, candida e fiera insieme, me li accomuna.
.
Quella del 23 gennaio del 2002 credo resterà una delle sere più amare e tristi della mia vita.
Erano ormai alcuni anni che non incontravo più Vittorio, ma era inaccettabile l'idea che non l'avrei rivisto.
Penso, stasera, al dolore di chi conosceva Piermario: questo povero ragazzo già più volte travolto dal destino. Di chi gli stringeva le mani. Di chi gli stava nel cuore. Quel cuore che lo ha fermato a 25 anni, pochi meno di quelli che aveva Vito quando se ne andò.
E penso anche che quando muore un giovane calciatore, quando la forza e l'invincibilità dell'eroe si arrendono alla vita, allora torniamo tutti un po' bambini, impotenti e inebetiti nel nostro sbigottimento.
Da domani per Piermario, oltre alle polemiche che verranno, ci sarà soprattutto il ricordo di chi gli vuol bene.
Quello che a Vito non è mai mancato e non mancherà.

Nessun commento:
Posta un commento