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giovedì 5 luglio 2012

3.7.98. Quando Robi sbagliò la storia del mondo.

A volte alcuni episodi spaccano in due la storia del mondo.
La rompono, la corrompono. 
Il tre di luglio del millenovecentonovantotto, più o meno alle sette di sera, in uno stadio banalmente moderno, un pallone banalmente moderno marchiato Adidas non entrò in una porta da football - sport ormai anch'esso piuttosto banale e mai, mai più abbastanza antico - per pochi modernissimi millimetri.
La traiettoria era sbagliata, seppure di poco.
Quell'errore - neanche a dirlo - ha innescato conseguenze. E come un battito di farfalla a Tokyo può scatenare una tempesta in Brasile, è evidente che ad una traiettoria sbagliata - sebbene di poco -  a nord di Parigi possa (o forse addirittura debba) corrispondere una serie di eventi, concatenati l'uno all'altro, sull'intero orbe terracqueo.
Se le cose vi girano male, se il mondo non vi piace, se il futuro vi spaventa, provate a ricordarvi di quel giorno e non siate mai più così leggeri da dire, per quanto vi sembri ovvio, "è solo una partita di calcio".
Perchè il calcio sono giocatori di calcio. Perchè certi giocatori trascendono il campo, lo stadio, la televisione e gli almanacchi.
Che certi giocatori spaccano la storia del mondo perchè possono anche riportarla indietro, se solo vogliono.
Non siate scettici. Magari un giorno racconteranno che quella palla è entrata, che la traiettoria era giusta; anzi, perfetta. E avranno ragione, e resterete di sasso.
Così magari un giorno anche la storia del mondo sarà perfetta; e ogni cosa al mondo starà esattamente dove deve essere. Cioè appena sotto la traversa. Lì sospinta da una forza lieve che è un colpo sotto, al volo, in un pomeriggio caldo, in un giorno che non ci si ricorda, davanti a un televisore e ai vent'anni, dove la nostra speranza era più forte del destino, e di tutte le storie sbagliate del mondo. Anche di questa.

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