Quando si sentono elargire patenti di "sconfitta" politica con grande facilità, o quando, anche su questioni più amene (lo sport, ad esempio) si sente dire di Tizio o di Caio che "quelli sono dei falliti perchè non hanno mai vinto niente", occorrerebbe interrogarsi a fondo su cosa si intenda per "sconfitta" e su cosa si intenda invece per "vittoria", e quindi per "vincitore".
La storia insegna che è giudizio difficile, e sempre molto azzardato, quello che vuole ridurre gli uomini ai loro riconoscimenti pubblici, ai loro premi, o per altri versi alle classifiche.
Gandhi, ad esempio, benchè universalmente riconosciuto come simbolo della non violenza, non lo vinse mai, il Nobel per la pace.
In compenso lo assegnarono a Kissinger, nel 1973. Cioè, per ironia della sorte, nello stesso anno in cui si consumò il violentissimo e sanguinario golpe cileno dell'11 settembre, sostenuto dal governo statunitense di cui lo stesso Kissinger era alto funzionario.
Dunque Gandhi è stato un perdente, e Kissinger un vincitore.
Questo, almeno, sembrerebbe dire la logica del riconoscimento, quella del premio e del cosiddetto '"albo d'oro".
La conclusione viene da sè, se non altro per chi la voglia intendere.
Un documento controverso ma significativo, il testo della lettera che Gandhi scrisse a Hitler nel luglio del 1939 (non fu la prima, peraltro) per tentare di scongiurare l'imminente guerra.
Caro amico,
alcuni amici mi hanno chiesto con insistenza di scriverle una lettera per il bene dell'umanità. Io ho resistito alla richiesta, a causa della sensazione che qualunque lettera da parte mia sarebbe stata interpretata come un atto di impertinenza.
Tuttavia, qualcosa mi spinge a fare lo stesso un tentativo, qualunque valore esso possa avere.
E' evidente che lei oggi è l'unica persona al mondo che possa scongiurare una guerra che potrebbe riportare l'umanità ad uno stato selvaggio. E' disposto a pagare questo prezzo per raggiungere il suo obiettivo, qualunque valore questo obiettivo possa avere per lei? Ascolterà l'appello di uno che ha deliberatamente rinnegato il metodo della guerra, non senza considerevoli risultati?
In ogni caso le anticipo le mie scuse se in qualche modo ho sbagliato decidendo di scriverle.
Sinceramente vostro,
M. K. Gandhi"

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