Domani si vota negli Usa.
Uno dei migliori presidenti nella storia di questo paese, o quantomeno uno di quelli che si sono ritrovati a guidarlo - con coraggio, passione e dignità - in uno dei suoi momenti peggiori (peraltro raggiungendo obiettivi in molteplici ambiti, specie nella lotta al terrorismo) si troverà a sfidare, tra gli altri, un sinistro ultrà religioso, nella fattispecie mormone, che non avendo alcuna idea in materia economica e/o sociale ha affidato le proprie aspirazioni alla manifestata intenzione di vietare l'aborto e di cancellare la riforma sanitaria, favorevole ai ceti meno abbienti, varata dal presidente uscente.
La cosa inquietante è che secondo i sondaggi entrambi possono vincere.
La cosa positiva è che secondo i sondaggi entrambi possono vincere.
Questa è infatti la forza, la bellezza, la ricchezza dell'America: l'essere un paese in cui tutto può accadere. Dove c'era un texano neocon che leggeva libri al contrario, è poi arrivato un afroamericano nato alle Hawaii, colto e progressista.
Cose che da noi non sembrano possibili, per diverse ipotetiche ragioni.
Analizziamole.
Analizziamole.
Potrebbe essere perchè in Italia non ci sono abbastanza texani; oppure perchè i nostri afroamericani non vengono da Honolulu; o più seriamente (e verosimilmente) perchè abbiamo perso pure la voglia di chiederci perchè.

Nessun commento:
Posta un commento