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giovedì 1 novembre 2012

L'intransigenza nella passione.


Cambiano le epoche, cambiano i punti di vista, cambiano le persone.
Ma al di là delle trasformazioni, dentro e fuori di sè, e della loro piuttosto naturale necessità, di una cosa mi convinco sempre di più.
Sia un fatto di politica, sia il lavoro, lo sport o la letteratura, o l'arte, oppure la storia di qualche grande impresa, o invece di un'inascoltata Cassandra e di qualche irriducibile idealista, e delle loro implacabili sconfitte: il punto è che serve intransigenza nella passione, perchè sia vera ed autentica passione.
E soprattutto affinchè chi si appassiona possa riconoscersi autentico, guardando a sè medesimo come a qualcosa che in qualche modo resti, mentre passa. E non invece ad un'illusione, per quanto bella e luminosa si mostri, mentre semplicemente - appunto - illude.
Tentare l'illogico, insomma, che poi così illogico può non sembrare.
Sfidare il buon senso, e con esso l'ambiguità prudente di due innocue parole combinate.
Gettare via il certo, ammesso di averlo mai posseduto.
Pagare il conto, fino all'ultimo.
Tutto per affidarsi alla propria idea. Sembra incredibile ma per alcuni ne vale, ne è valsa, ne varrà la pena. 

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