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domenica 7 aprile 2013

Lo scudo crucciato.



L'errore, dice oggi al Corriere un crucciato Casini, è stato quello di dare il sangue per un progetto sbagliato.
A chi di quel progetto ha fatto idealmente parte da prima di lui (che ancora a pochi mesi dalle elezioni vagheggiava altre, più sicure, alleanze), e che pur potendo rappresentare a buon diritto "il nuovo" ha accettato di condividere un percorso - sia pure su binari distinti - con chi nuovo certamente non era, questo j'accuse a posteriori del leader centrista suona sorprendente.
Specie considerando che sarebbe stato assai facile imputare le ragioni di un risultato insufficiente alle sciagurate alleanze; eppure nessuno dei compagni di viaggio di Casini lo ha fatto. Almeno esplicitamente.
Questione di stile, forse, o di lucidità. 
Perchè in politica non si scarica il passato - per liberarsene - con un'intervista; in politica si cambia strada senza rinnegare gli errori. Che sono serviti, infine, proprio a cambiarla.
Ma a chi deve difendersi da un insuccesso, è comprensibile, torna utile lo scudo dell'alibi.
Uno scudo appunto troppo crucciato, per un'analisi obiettiva.



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