Cerca nel blog

sabato 29 giugno 2013

#LoveisLove. Che bello, che giusto, che peccato.

Nel corso dell'ultima settimana la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato il Defence of Marriage Act (Doma), la legge federale americana secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna, giudicandola incostituzionale in quanto violerebbe il quinto emendamento sulla difesa delle libertà individuali. La Corte non si è tuttavia pronunciata circa il fatto che le coppie dello stesso sesso abbiano il diritto costituzionale di sposarsi. In un'altra decisione, arrivata poco dopo, i giudici hanno di fatto aperto la strada ai matrimoni gay in California: la Corte ha infatti deciso che i sostenitori della Proposition 8, il referendum con il quale i californiani bocciarono i  matrimoni omosessuali nel novembre 2008, non hanno i requisiti legali  per chiedere la sua difesa davanti alla Corte Suprema. Una vittoria enorme per la comunità gay americana. La sentenza, che ha visto 5 voti a favore e 4 contrari, implica che donne e uomini gay legalmente sposati possano rivendicare gli stessi vantaggi federali a disposizione delle coppie eterosessuali. Una vittoria, quella dell'abolizione della Doma, riconosciuta dallo stesso presidente Obama in un tweet, e che costituisce un passo storico verso la #marriageEquality, l'uguaglianza tra i matrimoni, l'hashtag usato da mesi su twitter dai sostenitori del matrimonio omosessuale.
Obama  termina il suo messaggio con un nuovo hashtag, decisamente significativo: "LoveIsLove", l'amore è amore.

Questa è la cronaca, obiettiva e civile. Che parla e dice (molto) bene. Almeno per me.
Tuttavia la realtà, la cultura degli uomini, intesa non come erudizione ma come custume sociale, anche quando condivide, quando approva la straordinaria innovazione giurisprudenziale, vive spesso nel suo intimo resistenze di fondo, significative e non trascurabili. E forse neppure consapevoli.

Lo vediamo e lo sentiamo spesso.
Nella concretezza dei fatti e dei confronti quotidiani tutto è ancora molto difficile. Tutto è ancora molto ambiguo. Tanti fautori pubblici della libertà, nel privato sono più restii a comprendere le svolte. Verrebbe da dire che solo il tempo, come sempre accade, disciplinerà e governerà le cose, attribuendovi un senso e nuove forme. Anche concettuali.

Nel frattempo cito un caso significativo e in qualche modo divertente.
Tampo fa feci ascoltare questa canzone - evidentemente d'amore - ad una persona: emancipata, tollerante, laica.
Mi sentii dire che era bellissima, ed in effetti lo è.
Quando però spiegai che si trattava dell'amore di due uomini il commento fu laconico, e tuttavia notevolmente indicativo.
"Che peccato", disse.

Nessun commento: