La cosa che ti cambia, addosso, è la pelle, ti cambiano i capelli.
La trasformazione del corpo segna il passare del tempo, e il passare del tempo è la misura di qualcosa che inevitabilmente progredisce.
O almeno così dicono, forse perchè sembri più giusto ed accettabile quel che tanto non si può cambiare.
E vivere è, del resto, esattamente questo, l'accettazione di qualcosa. Che solo accettando quel che la vita ci riserva, siamo poi realmente liberi di scegliere all'interno di mille possibilità non interdette dal destino.
A volte scoprendo nuove parti di noi, che curiosamente ci sembrano - nell'essere nuove - pure giovani.
Giovani e magari anche qualcosa di più, proprio come quei capelli e quella pelle, di cui è rimasta oggi solo una traccia fotografica.
Cose che hanno lasciato spazio ad altre cose, nuove; e ad altre cose buone; e ad nuovo, più consapevole, meravigliarsi.
E se è vero che non si torna indietro, magari si va altrove.
Che troppa verità a un certo punto stanca, e si ha di nuovo voglia di ipotesi.
E se è vero che non si torna indietro, magari si va altrove.
Che troppa verità a un certo punto stanca, e si ha di nuovo voglia di ipotesi.

Nessun commento:
Posta un commento