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venerdì 23 marzo 2012
Fakhra Younas (1980 - 2012)
mercoledì 21 marzo 2012
Tornare.
- Tornare è sbagliato -
Michael Phelps
domenica 18 marzo 2012
Ciao Sebastiano.
Un caro amico proprio ieri notte è diventato papà, di un bambino che si chiama Sebastiano.
Poche ore prima quel futuro papà ed io eravamo insieme a Novara, dove un (altro) mattone di qualcosa di grande ed importante - o che almeno noi speriamo e soprattutto vogliamo tale - è stato messo.
L'Italia di domani, chiamatela futura o come vi pare, ha però bisogno di concretezza e di fiducia, oggi, appunto per dare una prospettiva credibile a quel che verrà.
E allora mi piace salutare Sebastiano con l'impegno, di tanti, a questa concretezza e a questa fiducia. Ciao Sebastiano, e un abbraccio ai tuoi bei genitori.
giovedì 1 marzo 2012
Dalla (1943 -
Si muove la città, con le piazze, i giardini e la gente nei bar.
Ciao.
martedì 28 febbraio 2012
Zoff.
70 anni italiani.
"Ero rimasto allo stadio più degli altri per le interviste e tornai in albergo non con le guardie del corpo, come succede oggi, ma sul furgoncino del magazziniere. Gaetano mi aspettava. Mangiammo un boccone, bevemmo un bicchiere, ci sembrava sciocco festeggiare in modo clamoroso: mica si poteva andare a ballare, sarebbe stato come sporcare il momento. Tornammo in camera e ci sdraiammo sul letto, sfiniti da troppa felicità. Però la degustammo fino all'ultima goccia, niente come lo sport sa dare gioie pazzesche che durano un attimo, e bisogna farlo durare nel cuore. Eravamo estasiati da quella gioia, inebetiti. [...] Gaetano torna sempre. Lo penso a ogni esagerazione di qualcuno, a ogni urlo senza senso. L'esasperazione dei toni mi fa sentire ancora più profondamente il vuoto della perdita. Gaetano mi manca nel caos delle parole inutili, dei valori assurdi, delle menate, in questo frastuono di cose vecchie col vestito nuovo"
La Repubblica, 1° settembre 2009
Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l'Italia stesse vincendo per 20 a 0 e che avesse segnato anche Zoff, di testa, su calcio d'angolo.
Il secondo tragico Fantozzi, 1976
domenica 19 febbraio 2012
Il virus (attaccare la destra).
Ormai si sa che basta non essere organici a Fiom e Camusso per non poter più essere ritenuti "di sinistra". Ma da qui a sentir bollare Walter Veltroni (dopo la [ottima] intervista a Repubblica sull'art.18) come politico "di destra" ce ne passa. Eppure il tam tam mediatico è questo.
Ora il dubbio, più che altro, è: nel caso, gliel'avrò mica attaccata io? Occasioni di contagio, come vedete, ci sono state.
E ancora: come si trasmette la "destra"?
Occorrerebbe chiederlo a tutti i sedicenti sinistrorsi per cui chi pensa troppo libero pensa male.
E pensa immaturo. E pensa conservatore.
Che rischiano di far prendere la destra a tutti, così.
venerdì 17 febbraio 2012
Lavatevi di nuovo le Mani Pulite.
A quanto sembra non era un problema della Prima Repubblica.
A sentire quel che dice il Presidente della Corte dei Conti, la corruzione viaggia come e più di prima, e resta "il vero" problema italiano.
Certo, dopo 20 anni dal primo arresto di "Mani Pulite", è giusto ricordare quali indiscusse (e gravi) responsabilità vi furono, in capo ai protagonisti di una classe politica che all'epoca venne letteralmente (e tuttavia parzialmente) spazzata via; ma è bene anche rammentare come vi sia stata altresì una grande ed insana voglia di capri espiatori: perchè quelli andavano e vanno sempre bene, nella nostra moralmente piccola Italia.
E l'unica cosa certa, in questa nostra ulteriormente rimpicciolita Italia - che pare non cambiare mai solo in ciò che è deteriore - è che una seminuova classe politica, che appunto si stima corrotta quanto e più della vecchia, dimostra ogni giorno di più la propria ineguagliabile incapacità di azione. E prima ancora di pensiero.
Cinque anni fa, quando ho "inaugurato" questo blog, scrivevo come Craxi, al netto della vicenda giudiziaria, fosse stato - per me - un grande politico, e che tuttavia anche al lordo della stessa fosse probabilmente imparagonabile - sempre da un punto di vista politico, sottolineo - al niente contemporaneo (con l'eccezione di Romano Prodi, che è stato - sempre ad avviso di chi scrive - l'unico vero politico "di massa" di questi ultimi 20 anni). Ne ho ricevuto critiche ed in certi casi addirittura insulti. E quando non mi venivano per Craxi - da sinistra - mi arrivavano per Prodi - da destra.
A quelli che criticavano, da sinistra e destra, verrebbe oggi facile chiedere se siano soddisfatti dell'ottimo lavoro svolto dai paladini della guerra permanente, condotta in nome di minisuperuomini o di ideologie morte, eppure mai sepolte. Una guerra peraltro feroce e radicale in pubblico, e tuttavia (spesso) assai meno in privato.
A farne scapito sono stati soprattutto coloro che hanno interpretato (pur con tutti gli errori che si fanno, e che fanno anche o soprattutto i politici) la politica come sfida, e non solo come rifugio, o collocazione, o come calcolo. Oltre agli Italiani tutti, naturalmente.
Così la morale è che adesso le mani sono sempre poco pulite, e che anche tutto il resto non brilla.
Per usare un eufemismo educato, s'intende.
Il Paese è fragile, opaco, fermo, e ricorre alle forzate e disperate cure di un governo tecnico: sospeso tra il non essere affatto politico, e l'esserlo talora paradossalmente troppo. In ogni caso ci tocca essergli grati, a Monti e ai suoi ministri. Anche se è chiaro che manca qualcosa: manca qualcosa di veramente e sanamente politico.
Qualcosa a cui ci siamo totalmente disabituati.
Qualcosa che spiegherò così, concludendo.
Se oggi alcuni, magari nostalgici e un po' rancorosi, ricorderanno e rimpiangeranno (a torto o a ragione) la "vittima" Bettino Craxi, tutti, ma proprio tutti, dovrebbero comunque ricordare e rimpiangere il coraggio e la visione del Politico Bettino Craxi. Comunque si chiamasse quel Politico Bettino Craxi.
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