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lunedì 8 dicembre 2008

Spogliarsi dell'ipocrisia.

L'altroieri ho letto su Repubblica.it la notizia che You Tube vorrebbe censurare i filmati contenenti scene di nudo. Anzi, basta "la semplice presenza di un letto, vestiti trasparenti, posture che "stimolino sessualmente il pubblico". Nudi parziali, anche fuori da un contesto erotico. Video dove la telecamera insiste sul seno, le natiche o altri punti caldi, anche coperti, dei personaggi". Questo perchè il board di Google, che ne è la proprietaria, sarebbe stanco di vedere l'azienda continuamente citata in giudizio da chi lamenta la violazione di diritti di copyright, ovvero biasimata dagli sponsor per l'eccessiva licenziosità dei contenuti del popolare sito di condivisione. La cosa (valutazioni legali e ...commerciali a parte) mi è parsa in sè piuttosto assurda; eppure, tuttavia in linea con l'assurda, recente tendenza a (voler) negare la dignità del corpo nudo, proprio mentre la volgarità, vestita o meno, dilaga incontrastata sull'orbe terracqueo. Chiunque assista ad un reality show (e non c'è moralismo, dico subito che a me è capitato e capita di guardarne), o più generalmente chiunque guardi la tv commerciale (dagli '80 in poi), sa bene di quali cose abiette sia in grado di proporre la democrazia catodica. Quanto poi, specificamente, a tette e culi, dal Drive-in in poi il crescendo del nudo, o più puntualmente dello "svestito", peraltro interpretato con italica filosofia pecorecciara, è stato incontrollabile; ed è arrivato persino a corrompere la castigata programmazione Rai, dove a orari impensabili si vedono porzioni abbondanti (e di per loro anche appetitose) di carne.
Personalmente, però, ho sempre ritenuto che fosse assai ipocrita spogliare le veline alle sette di sera, e poi scandalizzarsi per i film porno.
Peraltro ho anche sempre pensato che fosse più porno un talk show dove una persona mette in piazza il proprio privato, che non le performances - tanto per citare quello che ho "sentito" definire su FB "orgoglio vercellese" - di Omar Galanti (conoscendolo da prima della "svolta hard" mi fa un pò effetto ricorrere allo pseudonimo). "Omar", peraltro, è un ragazzo per bene, che ha fatto una scelta di vita magari singolare, ma del tutto onesta; mentre non mi sentirei di dire altrettanto di chi mercifica stati d'animo.
Detto questo, e fatto un salto sulle ipocrisie "tradizionali", torno a questa crociata antisex del nuovo puritanesimo d'assalto, per il quale la nudità del corpo e la sessualità si fondono con un'idea di "peccato" che è talmente abusata, e distorta, da suscitare quasi tenerezza.
Davvero "il peccato", nel 2008, è ancora lo spogliarsi!? Siamo dunque ancora fermi a questo punto?
E se abbiamo ancora voglia di dichiarare guerra ad un capezzolo, davvero non allarma neanche un pò la "mignottocrazia" (definizione di Paolo Guzzanti) che imperversa anche ben al di là dei nostri confini?
Detto questo, ieri, letta la notizia di cui sopra, ho linkato su FB un breve video di "Huevos de oro" di Bigas Luna. Si tratta di uno dei film che ho amato di più in assoluto, per la spontaneità (certamente non solo sessuale) che esprime: ricordando, poi, come già solo in quei 3 minuti compaiano ben 4 (!) tette, e ritenendo quindi il "contenuto" assai prossimo alla programmata esecuzione, non ho voluto perdere tempo.
L'oscurantsmo avanza: piuttosto bizzarro, peraltro.
Che tette su YT no, ma tette sulla TV si; e calendari a profusione: diavolite, rugbysti, colombare, tronisti.
Ma il massimo è quando la politica si mette al servizio della morale: lì sì che si supera l'immaginabile.
A Torino qualcuno bollò quasi come pornografo Mapplethorpe, ma anche in America non se la passano meglio.
Dalla Repubblica di stamattina apprendo che c'è "Polemica in Usa per il film "The Reader". Charlie Finch, noto critico americano, accusa: "Repellente l'uso del corpo attraente di Kate Winslet per creare un clima di comprensione nei confronti di un personaggio odioso i cui crimini non vengono mostrati". Nel film dretto da Stephen Daldry, l'attrice interpreta il ruolo di Hanna Schimtz, un ex guardia del campo di concentramento di Auschwitz che nella Berlino del dopoguerra seduce un ragazzino".
Giudicate voi. E, mi raccomando: siate sempre molto vestiti e poco attraenti, se potete: che la virtù meglio verrà a cercarvi a domicilio.
(foto di Jam Abelanet: nudo nel metrò parigino)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

You tube che fa da apripista alla Rai? No, figuriamoci. La Rai è molto più avanti, all'avanguardia con i tempi che corrono....e se qualcuno se ne fosse dimenticato, anche solo per un attimo, ecco la penosa censura di Brokeback Mountain proprio ieri sera.
Dice bene Gramellini oggi sulla Stampa "Vorrei sapere chi stabilisce la gerarchia dei miei pruriti, senza neppure valutarne il contesto". Io, invece, vorrei sapere perché la linea Maginot del buonsenso e della decenza viene tracciata da chi come dice mio padre appartiene alla categoria delle "braccia strappate all'agricoltura".

Anonimo ha detto...

La lotta contro il cattivo gusto - concordo con te - deve partirre da basi ben diverse rispetto a questa (neo)censura. Piuttosto io censurerei il brutto: quando due tette e un culo sono belli da vedere (per gente non dell'asilo, s'intende!) ben vengano...
Why not?