Normalmente un politico, come ogni uomo pubblico, diventa mito con la morte. Si pensi solo a Kennedy, cui andarsene (peraltro tragicamente) giovò e non poco. Per Obama la regola non vale, e le cose paiono invece invertirsi: egli è stato consegnato al mito assai prima della sua (speriamo lontana) dipartita. E' stato da subito così incredibilmente feticcio che più che di una Nazione egli pare assurto a capo di una Chiesa.
Di una Chiesa mondiale, s'intenda.
Ovunque, infatti, dilaga la Obama-mania; autenticamente: così tutti paiono attendersi miracoli più che azioni di governo; e virtù taumaturgiche, più che abilità politica.
Ma così non funziona: Obama è un politico, e la sua storia personale ce lo descrive anche piuttosto cinico, come del resto è lecito attendersi da uno che arriva giovane, figo e nero alla Casa Bianca (del fatto che è nero - ovvio - se ne è parlato molto; ma proviamo a vedere quanti giovani e fighi ce l'hanno fatta prima di lui...ecco, forse solo Kennedy).
Ora, però, è finita la parte del marketing; ora gli tocca davvero governare, assumere scelte nell'interesse della sua gente, e finchè non riusciremo ad emanciparci - ahimè - un pò anche nel nostro.
Ora, pertanto, è tempo - per lui - di ritornare umano, di vivere nel proprio tempo e non oltre lo stesso. E di lasciare perdere, sottraendovisi, i fanatismi da stadio che pure continuano a manifestarsi.
Proprio oggi leggevo i commenti dei lettori di Repubblica.it, mentre scorrevano le immagini del giuramento.
Due di essi, ricorrenti, mi hanno colpito. Uno diceva che Obama è bravo perchè è scomodo. L'altro che mentre lui giura sulla Costituzione i nostri la cambiano ad uso personale.
Ora, a capire che un Capo di Stato è scomodo ...il primo giorno di governo ci vogliono dei poteri divinatori. E se lo si pensa solo perchè è nero...allora pare che si voglia quasi alimentare, anzichè eliminarlo del tutto, il fantasma della discriminante razziale.
Secondariamente, può banalmente osservarsi che tutti i Capi di Stato giurano sulla propria Costituzione. E' così anche da noi.
Tutto sta in chi sia colui che giura.
Peraltro non è previsto che la Costituzione sia immutabile; non è previsto dalla Costituzione stessa: che più intelligentemente dei suoi "tifosi" prevede da sè il rimedio alla propria (ove) raggiunta vetustà.
Ovviamente non c'è nessun intento di difendere S.B., quanto invece, più semplicemente, l'invito a non vedere tutto in chiave mitologica.
Proviamo dunque a vivere il presente insieme ad Obama, criticamente e senza dogmi di fede.
Che il "mondo sia cambiato", come oggi sento dire un pò ovunque, è certamente auspicabile...ma non è vero. Vediamo, aspettiamo, verifichiamo: siamo o non siamo illuministi?
8 commenti:
Una persona di colore al governo del mondo.
Il mondo è cambiato, è pazzascamente distante dalla nostra italietta ed a prescindere di cosa succederà ora (penso non molto).
Mi accontento di poco?
E' che non mi pare poco.
Cioci
Ma è esattamente quello che io contesto, cioci.
Il cambiamento non può stare nel colore.
Se c'è stato si vedrà nelle idee.
Del resto non penso che se Berlusconi fosse nato a Dakar tu lo valuteresti diversamente. Ma soprattutto voglio sperare che non pensi che i disonesti siano per forza bianchi.
Quanto alla nostra italietta, dipende da noi (anche da te), se potrà cambiare. L'America è passata da Bush a Obama, nulla è impossibile.
Piuttosto prepariamo l'alternativa. Siccome Obama non è la sinistra americana tradizionale, ipotizzo che il nostro Obama non potrà rappresentare la sinistra italiana tradizionale.
Facendo un paragone tra USA e Ita Obama è un moderatissimo, di quelli che qua a te stanno sul c...: sei sicuro che lì l'avresti votato? se si, sei pronto a moderatizzarti anche qui. a meno che non la tua preferenza non dipenda solo dal fatto che è nero. in tal caso puoi ricominciare dalla prima riga: "ma è esattamente quello che io contesto, cioc...
Non mi pare sia cambiato il mondo, non ancora. Certo è stata la prima volta che in così tanti si sono interessati all'elezione e al giuramento di un presidente USA, ma è anche vero che mai era stato così semplice farlo: c'erano dirette internet ovunque, era più difficile non beccarne una che il contrario.
Piuttosto sono cambiati gli Stati Uniti.
Normalmente si dice che in momenti gravi, quando c'è la paura, in occidente si vota a destra, perchè la destra ha risposte certe e drastiche (che magari non servono, ma danno tanto il senso di aver fatto qualcosa). Stavolta, invece, il momento non è propizio per nessuno, e gli americani hanno scelto il nuovo, la discontinuità.
Ovvio che Obama non è il *nuovo*, ma sicuramente è qualcosa di diverso e nuovo rispetto agli ultimi otto disgraziati anni.
Il colore conta, perchè è il primo di un colore diverso, e questo non può non avere importanza, almeno là.
Per il resto è un democratico, con un governo di clintoniani (tranne Hillary :P ), cosa ci possiamo aspettare se non un Clinton terzo, un po' più brioso, figo e penso determinato?
Di sicuro se dovessi scegliere chi essere tra Obama e McCain, stasera, sceglierei sicuramente McCain. Lui stanotte dorme tranquillo: non ha il peso della presidenza, non ha più a che fare con la Palin e, soprattutto, ha Obama come presidente.
il discorso è completamente diverso.
Il vero rimedio alla paura,il vero partito delle garanzie e dunque della sicurezza,è la sinistra.Non la destra.
Obama ha avuto il merito di dirlo chiaramente.
Mentre la nostra sinistra continua a razzolare bene(va be':benino)e a predicare malissimo.
Gabri
affermare che il colore della pelle non conti in uno dei paesi più cosmopoliti e con più problemi di aparthaid fino all'altro giorno è un po' bizzarro...
Leggi cosa avevo messo in nota alcuni giorni fa su face...by Lerner
La festa mondiale di noi bastardi
Martedì, 20 Gennaio 2009
il Bastardo
La festa mondiale di noi bastardi
La festa è comunque stra-meritata per il salto in avanti che Obama ha fatto compiere all’umanità, semplicemente credendoci. E presentandosi come incrocio di luoghi e culture non dissimulato, al contrario, facendone il tesoro cui attingere risorse nella sua ambiziosa ricerca dell’eccellenza.
Viva Barack Hussein Obama, dunque. La sua festa non è solo la festa dell’America nuova. E’ la festa mondiale di tutti noi bastardi. Poi ci sono i miracoli che l’uomo può compiere se non vorrà trasformarsi in semidio accecato dalla superbia, e invece continuerà a credere nei gesti che ha compiuto: ultimo, alla vigilia dell’insediamento, l’esaltazione del volontariato sociale da cui lui stesso proviene.
Questi miracoli sono strettamente connessi alla sua natura meticcia e cosmopolita. Si possono sintetizzare in una formula: accompagnare con dolcezza la fase di declino che inevitabilmente la superpotenza da lui guidata continuerà a vivere. Impresa difficilissima perchè richiede una sintonia profonda con l’americano medio costretto a modificare i suoi stili di vita, oltre che lungimiranza e visione globale.
Non a caso parlo di miracoli, cioè roba alla portata dell’uomo di fede, ma pur sempre rara. Noi sappiamo già che Barack Hussein Obama non sarà in ogni caso un presidente qualunque: lo sappiamo da “come” è giunto alla Casa Bianca e dal colore della sua pelle. Ci basta per esultare, sperando che l’effetto Obama si avverta presto in tutto il pianeta. Ma non sappiamo ancora se sarà anche l’uomo dei miracoli, ovvero se ci aiuterà a scongiurare decenni di gierre e povertà.
Diciamo che ha in mano le carte giuste per provarci.
Io sarò un non moderato ma in questi giorni godo proprio fino in fondo (e qui, lo ammetto, prevale il tifoso) per l'Avvento di Obama, non fosse altro per la smorfia di dolore dei molti pervasi ancora oggi da profondo razzismo nei confronti di chiunque sia diverso e che si trovano un bel palo nel deretano (e penso a chi vive a Cape Town come a molti nostri conoscenti...).
Scusa la caduta di stile ma rende bene l'idea.
Quanto a me...ho SEMPRE votato e continuerò a farlo...votando chi si avvicina (od è meno lontano fai tu...) dalle mie idee.
Insomma noi estremisti non possiamo mica sperare di votare chi la pensa come noi, destino ingrato!
Quanto alle idee...il ragazzo sembra averne...vedremo!
Cioci
Caro Cioci, sottoscrivo il tuo post (con una speciale menzione al gioioso "palo" sfondarazzisti) parola per parola, spazi compresi.
Fin troppo facile meravigliarsi di come il grande "cambiamento" sia cominciato con la negazione degli aumenti di stipendio ai dipendenti della Casa Bianca, la riconcessione dei finanziamenti alle associazioni pro-aborto e un missile che ha accoppato 23 persone (com'era cattivo Bush....) Ah, dimenticavo la sospensione dei processi a Guantanamo...e un discreto mucchietto di dollari speso per l'inauguration day...Auguro a tutti i sostenitori del "cambiamento" di Obama che il buongiorno non si veda dal mattino...e che, soprattutto - visto che per ora decido di rimanere in questo Paese - non fiacchi la speranza del cambiamento della nostra classe politica (eufemisno...).
carlo
Scusate: ovviamente "eufemismo"...
carlo
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