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mercoledì 14 gennaio 2009

Essere di sinistra, essere riformisti. The importance of being B.C. (BREVE ANALISI ITALIANA / II)

una breve, possibilmente onesta, analisi italiana: prosecuzione.

Prevedevo che la reazione al mio primo post sull'argomento "per una breve, possibilmente onesta, analisi italiana", sarebbe sfociato in quel che - in effetti - è stato. Io l'avevo messa giù così apposta, quel "possibilmente" era tutto un prgoramma: che posso non fidarmi di me, è vero, ma nemmeno mi ..."fido" degli amici che scrivono su questo spazio di web. Luca e Cioci, messo lì (è stata una provocazione, è evidente) il mio Bettino a bersaglio, non ci hanno pensato due volte e hanno sparato (Cioci addirittura accusandomi di "idolatria"). Nemmeno è valso a qualcosa l'invito a "lasciar finire" Bettino, cioè ad ascoltare quel che egli dice nell'ultima parte del video.
Peccato, però, perchè quella non era, invece, una provocazione.
E' importante, quel che Craxi dice in quell'ultima parte. Quando parla delle liberalizzazioni scellerate fatte negli anni '90 (e a seguire).
E' importante perchè quel Craxi lì, quando dice quelle cose lì, è il Craxi politico - di elevatissima statura - che nelle cronache e nella storia è stato - io insisito nel dire a torto - oscurato dal Craxi preteso emblema del malaffare.
Lo dissi già tempo fa, e lo ripeto. Le vicende giudiziarie di Craxi non mi interessano, e non perchè credo che sia stato un santo: nemmeno di questo mi interesso, che a nessun politico, peraltro, spetta (o meglio compete) la santità.
Mi interessa moltissimo, invece, il politico Craxi: che non si riduce certamente - sgombriamo il campo dai dubbi e dalle sciocchezze - alla sola legge Mammì, o all'etichetta ormai stanca della "Milano da bere".
Questo forse piace (o peggio occorre, ormai) pensare al popolo di giovani e sempregiovani giacobini che vedrebbero Berlusconi anche nelle tazzine del caffè, se solo con il cucchiaino potessero accopparlo. Ma Craxi è stato molto di più, di questo.
Ed è stato - mettiamolo bene in chiaro - un uomo della sinistra, italiana ed europea: creativo, non v'è dubbio, che la propria sinistra si è inventato, e che ha inventato competitiva, vincente; comprensibile, pragmatica; magari a volte arrogante, anche: ma viva, almeno, e capace di contare, di decidere, e di avere -quel che è fondamentale - una visione SOCIALE del mercato.
Precisamente su questo vorrei spendere alcune parole.
Craxi non era un servo del grande capitale. Questo non era certamente un "vizio" del socialismo italiano.
Quando parla, nel video, delle liberalizzazioni, esprime un concetto molto preciso, di una precisa valenza sociale e quindi per questo - ripeto - certamente "di sinistra".
Sì, "di sinistra". Semmai fu buttare a mare, liberalizzando a caso, anni e anni di investimento pubblico in settori strategici (magari talora - perchè no? - anche con buoni risultati), una scelta "non di sinistra". E quando poi si liberalizzò sfacciatamente in favore di amici (cui in realtà si è usata troppa deferenza per definire quei rapporti genuinamente amicali)... fu forse, quella, per caso, un'azione "di sinistra" !?
Dal 1993 la storia dell'Italia industriale è segnata da un susseguirsi di ...disimpegni: che lo Stato ha operato (da imprenditore), o che ha favorito (quando a disimpegnare, da sola o con esso medesimo, era la stessa grande industria privata).
Questo è avvenuto con ogni governo, di qualsiasi colore esso fosse o si mostrasse.
Dal 1993 mi viene in mente una sola occasione in cui abbiamo - per così dire - "rischiato" un'inversione a questa consolidata tendenza: fu con il caso "Rovati", e con la proposta di scorporo della rete Telecom, che prevedeva appunto l'ingresso della Cassa depositi e prestiti nel capitale di Telecom.
Da molte parti si gridò letteralmente allo scandalo: a mio avviso, immotivatamente; quella proposta fu giudicata indecente perchè si ripeteva - più come mantra che come asserto ragionato - che "lo Stato non deve essere imprenditore".
Ma chi l'ha deciso, poi, che debba essere per forza così? Forse qualcuno lo ha mai dimostrato?
La recente crisi finanziaria, il travolgimento del settore bancario ci indicano che l'intervento statale è invece NECESSARIO, ANZI PRETESO quando la situazione è ingovernabile altrimenti; cioè solo quando non ci sono più grandi capitali privati (cioè la parte sana, così si dice[va], dell'economia) disponibili all'impiego.
Il Caso Alitalia, inoltre, è assolutamente paradigmatico di tutto quanto sopra enunciato: i cittadini pagano, banche e capitale privato beneficiano.
Con postcomunisti e forzitalioti al timone di comando è sempre andata così, fatta eccezione - ripeto - per qualche intelligente sortita di Prodi: che a Craxi, ci scommetterei, non sarebbe dispiaciuta (a prescindere da chi fosse l'estensore della sortita).
Oggi, forse, c'è ancora chi crede in posizioni che pure sembravano sconfitte: tanto da una Storia mal raccontata, quanto da pessime cronache dell'attuale. Forse, oggi, le pessime cronache e la Storia "menzognata", sputtanate dai fatti, non risultano più così attendibili da impedire a quelle stesse posizioni di dimostrarsi sagge. Buone. Opportune.
Forse oggi, sarebbe (più) giusto, qualunque cosa si pensi di Bettino Craxi, analizzare davvero il suo percorso politico.
E, quando si sente parlare di riformismo, in Italia, pensare per un secondo a chi ne parla, oggi, e cosa - e come, ha riformato.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche a me interessa il Craxi politico più che il Craxi amico di Berlusconi o il Craxi imputato.E gli devo imputare almeno tre cose.
1)L'abnorme crescita del debito pubblico sotto il suo governo,cosa che ancora oggi dobbiamo scontare.Per inciso gli "sporchi" governi democristiani non avevano mai raggiunto risultati così negativi.
2)Il comportamento disonesto di tanti,troppi amministratori socialisti in Italia.I reati di Craxi riguardano la sua storia processuale,ma quelli dei suoi uomini riguardano per forza la sua sfera politica.Se tanti socialisti rubavano,era perché il PSI era gestito in modo tale da non prevedere nessuna forma di controllo sui suoi uomini,così da aprire la porta ai peggiori ambiziosi.(Questo discorso oggi si può tranquillamente estendere a Veltroni).
3)Il suo comportamento-non proprio da statista-che lo ha portato a condurre la politica "dei due forni",ad amministrare col PCI e governare con la DC.E'chiaro che qualsiasi politico punta a stare al potere - altrimenti sarebbe inutile - ma nessun partito può per questo rinunciare ad avere un programma chiaro,definito e coerente.Hanno avuto un comportamento molto più coerente certi democristiani:Ciriaco De Mita su tutti.

P.S.
In tutto questo non posso non aggiungere l'attacco alla scala mobile.Capisco che forse era un provvedimento da prendere - anche se istintivamente non ne sono convinto - ma ha dato il via a quel processo di distruzione degli interessi dei lavoratori che oggi vede nei craxiani Brunetta e Sacconi i più degni continuatori.

Anonimo ha detto...

Secondo me l'idea che il fine giustifichi i mezzi non è per nulla socialista anzi...

L'idea che se delinqui per emergere a discapito dell'altrui libertà (anche economica, perchè no) sei nel giusto (e di questo sono invasati i berluscones), non c'entra nulla con il socialismo.

Questa è l'idea che Bettino ed i suoi fedelissimi hanno portato avanti in quei maledetti anni che sono stati purtroppo la miccia che ha buttato questo popolo (ma che fatica a chiamarlo così) in un tunnel di ignoranza ed inciviltà che non vede la fine...

Delinquere e delinquere predicando di essere nel giusto son due cose diverse e per un uomo di governo la seconda è una colpa grave, mortale per le responsabilità storica di questo messaggio...


Se poi parliamo di teorie economiche e del ruolo di fondamentale controllo da parte dello stato...concordo con quanto da te scritto (ed aggiungo che Prodi è stato di gran lunga il miglior presidente del consiglio da me "vissuto", colpa di molti di noi a non averlo capito...).
Ma..come dimenticare qui maledetti anni?

Cioci

Anonimo ha detto...

Caro Gabri, probabilmente anche Totò Riina, una volta nella vita, avrà fatto attraversare la strada ad una vecchietta cieca, ma non mi pare il caso di riassumere la sua figura umana in quella del "boy scout".

Ciò che di buono imputi a Bettino, lo puoi ritrovare in altre centinaia di pensatori politici; se sono le idee a cui sei affezionato, usa altri esempi per propagandarle.

Se invece quello che apprezzi è l'uomo... non posso proprio condividere, mi dispiace.

Gabriele Molinari ha detto...

luca, ho capito. bella lezione, come sempre. ma adesso mi fai il nome delle centinaia di uomini politici di cui parli, grazie. altrimenti sono discorsi ad minchiam, come quello su totò riina.

cioci, 1. credi davvero che la corruttela in italia si sia limitata al psi e al pentapartito, (e a F.I., dopo)...? se è così credo che tu sia lontano dalla realtà; se non è così non capisco perchè ostinarsi contro un capro espiatorio che ha, peraltro, purtroppo, espiato.
2. credi davvero che tutto il male italiano si esaurisca negli anni '80 e nel berlusca? dimmi allora qualche volta cosa ne pensi del ruolo dei post-pci su: liberalizzazioni, rapporti con il mondo finanziario, scalate ad ex società di stato, scalate a banche. non entro poi nella faccenda delle coop rosse, quello sarebbe un altro bel discorsetto. e di bassolino, dimmi: che ne pensi? lo sai, si, di chi egli sia stato e sia un grande sodale, tra i big dell'ex pci?...? 3. posso avere una tua riflessione, che attendo da tempo, su colaninno jr. candidato nel pd da veltroni (quindi non da un reietto socialista) e del silenzio del pd sulla vicenda alitalia? 4. SE NEGLI ANNI '80 IL PSI AVESSE CANDIDATO IL FIGLIO DI LIGRESTI MENTRE IL PADRE, A CAPO DI UN CARTELLO DI IMPRENDITORI AMICI, RILEVAVA IL ...MEGLIO DI UN'AZIENDA DI STATO DECOTTA (MENTRE I CITTADINI ITALIANI NE PAGAVANO I DEBITI...) COSA AVRESTI DETTO? (SII SINCERO...). SICCOME LO IMMAGINO MI ASPETTEREI UN IDENTICO GIUDIZIO PER CHI, OGGI, ASSISTE SILENTE AD UN'OPERAZIONE TRA LE PIU' SFACCIATE MAI VISTE IN ITALIA...5. giusto per dire le cose come stanno: il psi non ha mai candidato il figlio di ligresti, nè un caso simile ebbe a verificarsi, nei famigerati '80.
un caso? mah...
IPOTESI: C'E' CHI E' SOTTO UNA LENTE DI INGRANDIMENTO, E CHI TIENE LA LENTE SOPRA QUALCUN ALTRO. QUESTA MI PARE LA STORIA ITALIANA DI QUESTI ULTIMI DECENNI. ANDIAMO OLTRE, QUINDI, E PARLIAMO DI POLITICA.
CON CRAXI UN PARTITO DELL'8% ANDO' AL 15% E LA SINISTRA AL GOVERNO.
CON VELTRONI UN PARTITO DEL 33% ANDO' AL 16%. E LA COSA SI STA RIPETENDO CON UN ALTRO PARTITO: ALL'OPPOSIZIONE PER L'ETERNITA', QUINDI. CHAPEAU.

Anonimo ha detto...

Caro Gabri, il fatto che Bettino fosse in ottima compagnia, ai tempi delle sue scorribande, non l'ha mai messo in dubbio nessuno.
Sei stato tu ad incentrare il tema della discussione sulla figura di Craxi, cercando di "rivalutarlo".
Per quanto mi riguarda, la conseguenza della famosa chiamata in causa di tutti i colleghi parlamentari (se vogliamo desumerne la fondatezza dalla massima "chi tace acconsente"), avrebbe dovuto essere una naturale obliterazione degli accusati, nessuno escluso, dalla scena politica.
E non quell'assurda equazione che Craxi stesso, nella disperazione, suggeriva ed auspicava: "tutti colpevoli=tutti innocenti".
Non si lava la propria colpa additando quelle altrui.

P.S. Se consideri aumentare il voti del partito un grande risultato politico, suppongo tu stia diventando un super-fan di DP. ; )

Anonimo ha detto...

Va bene.Sta di fatto che il debito pubblico italiano è schizzato così in alto negli anni del governo a guida socialista.Ai tempi di Moro,di Fanfani e di Andreotti,si era mantenuto costante.

E sta anche di fatto che,in proporzione,ci sono stati più ladri nel PSI che nella DC.Come la mettiamo?

P.S.
Il figlio di Colaninno non c'entra nulla.Il figlio di Colaninno ha deciso di fare politica:di fare un mestiere diverso dal padre.Le argomentazioni più intelligenti sull'Alitalia le ha fatte proprio lui,per la cronaca.

Gabriele Molinari ha detto...

Nicola,
1. l'Italia di Moro e Fanfani era un'Italia diversa. Craxi e Andreotti (al governo in periodi, invece, paragonabili) hanno generato lo stesso debito: peraltro indebitarsi è relativo, occorre anche vedere per cosa ci si indebita. L'Italia degli anni '80, infatti, era un paese assai moderno rispetto alla media europea.
2. falso storico. I dati sugli inquisiti nel corso dei primi anni '90 danno il PSI terzo, dietro a DC e PCI.
E il PSI era quasi in tutte le amministrazioni locali. Verifica pure.
3. io non ho contestato quel che ha detto colaninno jr, bensì quello che non ha detto il PD. Le argomentazioni più intelligenti su alitalia le ha fatte il governo prodi, peraltro: peraltro anche in quel caso scaricato da veltroni&c.

Gabriele Molinari ha detto...

luca, forse non ci siamo capiti:
ti invitavo a fare i nomi degli altri 100 difensori dello stato imprenditore.
quanto al criterio di valutazione di un politico...ma no, certo, aumentare i voti è terribilmente out...che sciocco che sono! ed ecco perchè nel pd c'è veltroni: ora me lo spiego!

Anonimo ha detto...

Probabile che rida ancora
di Filippo Facci
"Interno notte. È il 15 luglio 1996 e sono quasi le tre del mattino. Bettino Craxi è accanto al suo fido Luca Josi e sta ammaliando un bivacco di attenti ragazzotti, tra i quali lo scrivente. Parla da ore. Discorsi pazzeschi che spaziano dai più incredibili retroscena sul terrorismo a improbabili affreschi sulla guerra d’Africa, e in quel momento non c’è altro luogo al mondo dove valga la pena di essere. Si parla anche di socialismo, ovviamente. Il socialismo di qua, il socialismo di là. Perché il socialismo, del resto il socialismo. «Che poi, il socialismo», scandisce Craxi a un certo punto, e ci mette in mezzo anche una pausa delle sue, lunghissima, «che cazzo sia ’sto socialismo, alla fine, non l’ha ancora capito nessuno». Una pausa, poi dal gruppetto parte una risatina accennata. Poi un’altra, timida. Un’altra. E un’altra. Poi è uno scoppio demenziale, un fragore di risate isteriche, un delirio liberatorio che spezza la notte di Hammamet: i ragazzotti stramazzano dal ridere e Bettino da principio è come inceppato, li guarda come se gli stessero facendo un affronto: ma poi comincia a sorridere anche lui, a ridere anche lui, forte, sempre più forte, ma un po’ di lato, perché si vergogna, ride, e all’inferno tutti quanti. Bettino Craxi è morto il 19 gennaio di 9 anni fa."
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=322418

Peccato tu sia troppo giovane per esserci stato...

Gabriele Molinari ha detto...

L'ho letto, l'ho letto. Avrei voglia di dirti molte cose (ad esempio che non è un articolo su craxi e che è lungo almeno 5 volte questo pezzo) ma mi limito a questo: 1) e allora? 2) il problema è la frase di craxi? 3) luca, il privato è sacro e merita rispetto, e spero che su questo concorderai. lo merita anche di più se sei malato e hai poco da vivere.
non c'è niente da fare: io continuo a dire "politica" e mi si continua a rispondere "pettegolezzo".
ps. aspetto sempre i cento nomi.

Anonimo ha detto...

Come ben sai, a mio parere un uomo pubblico non ha, per sua scelta, alcun "privato" da rispettare.
L'articolo di Facci è stato pubblicato da "Il Giornale" così come l'ho postato (vedi link).
I 100 "difensori dello stato imprenditore" te li racconterò a puntate, iniziando dal più promettente "newcomer" della categoria: Giulio Tremonti.

Anonimo ha detto...

1)Sì,ma quando c'è stata la vera modernizzazione del Paese?Quando si sono costruite le autostrade e le case popolari,quando si è unificata la scuola media,quando si è nazionalizzata l'energia elettrica?Con Moro e Fanfani.
I democristiani hanno modernizzato molto di più indebitandosi molto di meno.C'è qualcosa che non va,è evidente.
2)Certo,questo lo so.Ma la DC e il PCI erano partiti da più del 30%.Il PSI dal 12-13,quand'è andata bene.E'evidente che,in proporzione,c'era più marcio nel PSI che nei due grossi partiti di massa.
3)Calma.Il PD,con le persone deputate a parlare(Bersani e,appunto,Colaninno junior)quello che doveva dire l'ha detto.La voce che è clamorosamente mancata è quella di Veltroni,al di là di dire "compagnia di bandierina"(gne gne gne).