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giovedì 5 marzo 2009

Il delirio sdoganato.

Il testo dice più o meno questo: se hai un padre troppo preso dal lavoro, un tizio poco incline alle smancerie, che ti molla quattro a zero quando lui e quell'altra disgraziata di tua madre si separano (oddio!), amico mio, preparati: è assai probabile che tu diventerai gay. Perchè, in fondo in fondo, la confusione esistenziale in cui ti ha gettato quell'uomo dal whisky facile, può essere guarita solamente da un altro uomo: che ti sodomizzi a dovere, in robuste gare "a chi fa meglio sesso". Però la colpa di tutto è anche un pò della tua mamma: il testo, infatti, dice anche questo: se tua mamma ti vuol troppo bene e anche tu le vuoi troppo bene, e se lei rompe un pò troppo i maroni, e tu sei un tantino insicuro, allora la frittata è fatta. Non parliamo, poi, se leggi quello zozzone di Freud: sei spacciato. Ma siccome c'è sempre una salvezza, presto o tardi, per incanto - ad una festa - incontrerai una ragazza: alla quale, all'improvviso, comincerai a raccontare della tua vita (facendo attenzione a glissare sulla sodomia, s'intende), e come in un film...puff!...ti innamorerai di lei, ci farai un figlio, e finalmente - solo allora - sarai "un altro uomo" e allora, finalmente, parlerai anche "con il cuore in mano". Sintetizzata, ma poi mica tanto, questa è la storia che racconta la reclamizzata "Luca era gay", canzone in concorso all'ultimo Sanremo. Non avendo io visto Sanremo, ed avendo sentito questa delirante canzone solo ieri sera, in auto, per radio, arrivo in ritardo a provare lo sconcerto che questa performance di assurdo gusto merita. Purtroppo la censura non c'è più, e se c'è colpisce altro. L'idiozia, oggi, ha un salvacondotto speciale.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ma va a cagare .

Gabriele Molinari ha detto...

hai anche un cognome, o dovevi scegliere tra quello e un'educazione approssimativa?