Cerca nel blog

domenica 22 marzo 2009

Il ritorno dell'innominabile.

Non si nomina, l'innominabile. Ma se l'innominabile ritorna, proprio perchè è l'innominabile, non si può ignorarne il ritorno. I cui motivi nemmeno immagino: personalmente penso abbia già fatto abbastanza male al ciclismo, l'innominabile, ma chissà, probabilmente non basta. Trasformandolo in un baraccone vuoto, dove l'inspiegabile e l'arroganza trionfano, come nei misteri della fede, dove la bassa estetica e la finzione dominano, l'innominabile ha fatto scuola. E storia, seppure con la minuscola. Che dove c'era un'impresa, lui ha portato la fiction. Dove c'era la discreta sensualità dell'impresa, lui ha portato un'inedita pornografia: neanche tanto buona, a dirla tutta.
E dove c'era, per gli altri, il baratro della vergogna, per lui una aggressiva presunzione di innocenza: anzi, direi superstizione: "l'innominabile il bello, l'innominabile il buono, l'innominabile il forte". Ah, quanta fottuta retorica. E così, anche quando l'innominabile umilia gli avversari e de Coubertin, come con il povero Simeoni qualche Tour fa - reo il Simeoni di aver testimoniato a un processo contro il medico dell'innominabile - quando cioè l'innominabile "sceriffa" la gara e dice "se c'è questo qui la fuga non parte", anche di fronte al rodeo borioso del texano, tutti zitti.

Perchè l'innominabile ha sofferto, ed è un uomo coraggioso. Va compreso. Va compreso sempre.
Mont Ventoux, 2000. L'innominabile scala in solitaria con il fu Pantani Marco la salita che fu fatale a Simpson. All'arrivo, plateale, l'innominabile rallenta e lascia transitare Pantani al traguardo. Quando Pantani si accorge del regalo, si adira moltissimo. Si dice che fu una delle sue maggiori sofferenze sportive.
Premorendo, lui non riuscirà a vedere conclusa l'epica finta dell'innominabile.
Ma a quanto pare, nemmeno noi abbiamo visto tutto.
Resta dunque qualcosa che, a questo punto, almeno mi auguro sia vero.
Pallista, prepotente, senza il senso del limite, lo stile dell'innominabile emulò quello di G.W.: ma scadendogli due mandati, G.W. non ha potuto ricandidarsi, non ha potuto perdere come doveva. Non ha potuto subire l'umiliazione dei numeri, e per lui - alla fine - ha pagato il povero ed incolpevole Mc Cain.
Bene, dunque, che l'innominabile ritorni. Perchè a noi non fregava nulla di veder perdere Hincapie; volevamo, vogliamo lui.
Lui, di fronte alla sconfitta che certamente verrà. E se almeno stavolta sarà tutto vero, sarà pesante, sarà dura. E poco importerà se l'innominabile dirà che "è perchè è vecchio".
E' lui che sceglie di invecchiarci davanti agli occhi, e poi lui giovane non è mai stato.
Così come Pantani, purtroppo, non sarà mai vecchio.
Due storie diverse, opposte. Nessuna delle due esemplare: ma una, almeno, vera.

E cara, che ho voglia di ricordarne l'inizio.



Nessun commento: