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domenica 4 ottobre 2009

Un uomo, un politico. Punto.



Conosco Giusi La Ganga, già potente del fu Psi craxiano ormai da qualche anno. La fama pubblica di questo politico è, naturalmente condizionata dagli eventi di Tangentopoli. Quella fama non mi è mai stata ignota, ma quando feci la sua conoscenza non mi sentii in alcun modo imbarazzato da questo. Avevo presente la sua vicenda giudiziaria, ma mi incuriosiva assai di più capire perchè quell'uomo fosse stato descritto (da molti, in quegli anni e anche dopo) un "prodigio della politica". Sono contento di averlo capito, e non mi sono imbarazzato di questo incontro, mai: perchè in esso non v'era nulla di ambiguo. Certo c'è stato e c'è ancora qualcuno che quando mi parla sgrana gli occhi e mi chiede "ma tu sei l'amico di La Ganga?"; e io gli rispondo di sì, perchè è vero. Non amici per la pelle, forse, ma amici, questo sì.

In questi anni La Ganga è anche venuto a Vercelli, in alcuni convegni da me organizzati (ancora come Margherita), suscitando - con quelle venute - non poche polemiche.
Ma non era un problema: le polemiche fanno parte della politica, e della vita.

Ho conosciuto, dunque, Giusi La Ganga. Ho scoperto in lui un uomo molto intelligente, molto colto, disponibile, gentile, corretto. Di levatura politica ed umana obiettivamente straordinaria, nel senso pieno del termine. Certo ho anche scoperto alcuni difetti: una certa rigidità, una qualche indifferenza all'argomentazione altrui (un classico è "ma non dire stronzate!", con "z" dura su un inconfondibile accento torinese), e una incapacità - a volte - ad adattarsi ai nuovi schemi (più mediatici che analitici) della politica (rispetto ai quali egli ha forti riserve morali).

Ultimamente le nostre posizioni, pure affini su molti punti, si sono allontanate.

Il congresso del Pd vede infatti Giusi convintamente a sostegno di Bersani (e Morgando, in Piemonte) e il sottoscritto convintamente a sostegno di Franceschini (e Damiano, in Piemonte). Naturalmente Giusi mi ha spiegato che io non ho capito nulla, che sono per la politica liquida eccetera eccetera, mentre io gli ho più volte chiesto cosa sia realmente rimasto, di craxiano, in lui. Lui dice "tutto", e io resto un pò perplesso; ma che sia anche solo tanto, o poco, questo non importa: perchè il piacere di conoscere Giusi La Ganga, di poter dire che è una persona che mi ha consentito di capire meglio alcuni lati della politica (anche in dissenso da lui, anche quando mi critica aspramente) è qualcosa che resta, positivamente, in ogni caso.

Così, leggendo questa intervista sulla Stampa di ieri, ho il piacere di ritrovarci il Giusi che ho conosciuto, e che credo dovrebbe essere conosciuto da tutti. La casa, le foto, Turati, l'ammezzato, Matteotti, la rivoluzione dei garofani, i libri (quanti libri..), i quadri, gli arrosti.
Una persona non comune, che bisognerebbe conoscere, senza pregiudizi. Non per amarlo, per dirgli bravo, ma semplicemente per conoscerlo.
Certo, intendiamoci, non è infallibile. Ritengo, ad esempio, che abbia mancato, ad aver omesso - alla domanda "e le nuove leve?", qualsiasi riferimento al sottoscritto.
Ma si sa, ormai io sono un etereo franceschiniano, mentre lui un solido comunista. E' la vita.
E se leggerete questo articolo della Stampa ne troverete tanta, dentro.

2 commenti:

Lorenzo Mortara ha detto...

In effetti quando lo venni a sentire lasciò piacevolmnte sorpreso anche me. Fece l'intervento migliore, non ricordo più che disse, ma ricordo che poi dissi al Macho che l'unico intervento che mi era parso volenteroso era il suo.
Non credo potremo mai andare d'accordo, ma rispettosi delle reciproche polemiche forse sì. Viva i polemici

Ciao Gabri
Lore

Anonimo ha detto...

CONTINUI A DIFENDERE L'INDIFENDIBILE...CONTENTO TU.....