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mercoledì 22 giugno 2011

36. Mio zio sono io.

Ringrazio di cuore - nell'attesa di farlo personalmente, o quantomeno non serialmente - chi mi ha lasciato un messaggio d'augurio, nei vari modi che la tecnologia contempla; ringrazio anche chi mi ha semplicemente pensato.
Gli anni che passano mi fanno effetto; ma sapere che intorno a me c'è un calore ed un affetto sincero mi fa bene.
Tempo fa, guardando i mondiali di calcio capitava che uscissero quasi fuori dallo schermo uomini attempati e con espressioni stravolte; erano gli ultratrentacinquenni. Il telecronista di turno gli usava la delicatezza che si ha per un pezzo d'antiquariato, e tuttavia anche la spietatezza che si riserva ad un tacchino il giorno del ringraziamento: "Pensate, signore e signori, questo atleta ha addirittura trentasei anni". In quel periodo Franco Baresi mi sembrava mio zio.
Oggi, parafrasando Carmelo Bene, mio zio sono io.
Un abbraccio
g

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