
La Commissione disciplinare della Figc ha disposto la radiazione di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini. Per l'ex direttore generale della Juventus, per l'ex amministratore delegato della Juventus e per l'ex vicepresidente della Figc la Disciplinare ha adottato «la sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc»
(Sole 24 Ore, 15.6.2011)
Si dice sempre che la predica deve provenire da un pulpito degno.
O almeno ce lo si augura.
Ricordo che dopo il 1998 fui insultato (in più di un'occasione) per aver difeso - in qualche, tutto sommato banale, discussione calcistica - Zeman il reprobo.
Zeman che sarebbe diventato, da quel momento in poi, l'indesiderato (e quindi l'escluso) di un calcio che - causa le sue [di lui], peraltro puntuali, denunce sulla crisi etica del calcio stesso - gli rimproverava di aver sputato nel piatto in cui aveva mangiato; ma più ancora - stranamente - gli rimproverava, in fondo, di non aver vinto mai nulla, in carriera.
Esisteva, tra le fila di molti "tifosi", quasi un'ossessione, che diventava una liturgia del disprezzo per questa persona. Per questo "perdente": che così lo si definiva. Come se il perdere di per sè meritasse disprezzo. O magari, invece, obbligasse - secondo qualche strampalata teoria - al tacere le nefandezze di certo vincere.
Si fosse in un bar o in uno studio televisivo, poco cambiava; anzi, nulla.
La colpa di Zeman era fatta per tutti di sconfitte piene di gol e di irriconoscenza.
Tempo fa il tecnico boemo rivelò come la sua messa al bando non fosse una mera teorizzazione, non fosse dietrologia. Le risultanze, anche documentali di Calciopoli, stabilirono che aveva ragione: fu una serie di poteri, e di personaggi, a decretarne la reiezione dal sistema calcio italiano.
Oggi, in considerazione di quelle poche righe che stanno sopra, in apertura, e di quel che dicono, credo sia giusto ricordare da chi siano provenute tante (sicuramente la maggior parte) delle critiche che hanno toccato Zeman; fino all'irrisione, fino all'annichilimento; direi sotto l'aspetto umano prima ancora che sportivo.
Questo, è chiaro, indipendentemente dalle colpe tecniche che egli possa aver avuto come allenatore.
Ecco di seguito alcune significative testimonianze.
"Zeman non sa allenare e lo denuncio per calunnia" (L.Moggi, 24.11.09)
"Zeman è un bugiardo che soffre di complessi" (L.Moggi, 24.11.09)
"Zeman non sa allenare" [II] (L.Moggi, 8.6.2011)
"Su Zeman si possono dire tante cose. Io, come allenatore, lo ritengo da sempre modestissimo. Lo dice il curriculum. E poi inizia la sua carriera da raccomandato, da suo zio Vycpalek, lo stimavo come allenatore e come uomo, che ce lo propose" (A.Giraudo, maggio 2005)
E per non dimenticare proprio nulla:
"A Zeman diamo una bella legnata" (L.Moggi, 9.2.2005)
"Su Zeman si possono dire tante cose. Io, come allenatore, lo ritengo da sempre modestissimo. Lo dice il curriculum. E poi inizia la sua carriera da raccomandato, da suo zio Vycpalek, lo stimavo come allenatore e come uomo, che ce lo propose" (A.Giraudo, maggio 2005)
E per non dimenticare proprio nulla:
"A Zeman diamo una bella legnata" (L.Moggi, 9.2.2005)
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