Se uno si ferma un attimo, riflette e prova ad andare oltre il luogo comune. Qualunque luogo comune.Se uno si ferma un attimo, si prende il rischio di avere un'idea magari anche impopolare, però intimamente sua, non presa in prestito al discount dell'opinione pubblica.
Ma più generalmente, se uno si ferma un attimo, mette i pensieri in ordine e poi - qualunque cosa pensi o creda di pensare sul referendum di domenica e lunedì prossimi - parla, allora non dovrebbe - credo - affermare, in rapida successione, che:
1. Premessa: voterà 4 Si.
(pur non condividendola, ritengo ovviamente che sia una scelta rispettabilissima)
2. "Noi cittadini, che tante cose non le sappiamo, sui quesiti fondamentali non siamo stati informati come dovevamo. A me sarebbe piaciuto assistere a una discussione aperta e leale, invece non abbiamo capito le ragioni dei favorevoli e dei contrari"
(però allora - mi domando - in base a cosa si decide di votare Si? Ma andiamo pure avanti)
3. "I quesiti secondo me meritavano un approfondimento, la gente non è mica scema. Hanno evitato il confronto, ma non si possono fare i trucchi".
(mi ripeto: o non è chiaro con quale consapevolezza si voti Si, oppure si ritiene - e anche stavolta non si capisce in base a cosa - di essere gli unici ad avere compreso i quesiti)
4. (sul quorum) "Non sono ottimista per natura ma ci spero, mi sembra che l’Italia abbia voglia di voltare pagina e soffi un vento di cambiamento".
(continuo a non avere ben chiaro in cosa questi 4 Si - di cui 3 su a) e b) gestione delle risorse idriche, per farle restare esattamente come sono, cioè pubbliche per diritto divino; e c) sull'energia nucleare, per continuare a non produrla - dovrebbero far "voltar pagina" al Paese)
5. "Una delle scintille di questo cambiamento è stata la mobilitazione delle donne, che andrà avanti perché l’Italia diventi davvero "un paese per donne".
(...ma, e mi si perdoni l'espressione, che cazzo c'entra questo con l'acqua, l'energia e pure col legittimo impedimento!?)
Insomma, non so proprio perchè artisti e intellettuali generici (perchè di tali si tratta) debbano trovare ospitalità sui giornali per parlare di temi su cui non hanno alcuna competenza (e infatti , peraltro, lo dicono). Non so, allo stesso modo, perchè questi giornali insistano a voler promuovere un élite di Sapienti Supercivili che ci dovrebbe portare fuori dal Medioevo berlusconiano; e che - beninteso - sceglie di farlo dicendoci di votare 4 Si a un referendum che riguarda 3 temi diversi, senza dire una parola sui motivi per cui esprimerà quel voto.
Eppure, mi dico, dovrà venire quel momento, quello di fermarsi un attimo. Magari anche un po' di più, se serve. Io credo proprio, e sempre con maggior convinzione, che serva, che sia addirittura indispensabile. Ammesso che non sia già - speriamo di no - tardivo.
Ma più generalmente, se uno si ferma un attimo, mette i pensieri in ordine e poi - qualunque cosa pensi o creda di pensare sul referendum di domenica e lunedì prossimi - parla, allora non dovrebbe - credo - affermare, in rapida successione, che:
1. Premessa: voterà 4 Si.
(pur non condividendola, ritengo ovviamente che sia una scelta rispettabilissima)
2. "Noi cittadini, che tante cose non le sappiamo, sui quesiti fondamentali non siamo stati informati come dovevamo. A me sarebbe piaciuto assistere a una discussione aperta e leale, invece non abbiamo capito le ragioni dei favorevoli e dei contrari"
(però allora - mi domando - in base a cosa si decide di votare Si? Ma andiamo pure avanti)
3. "I quesiti secondo me meritavano un approfondimento, la gente non è mica scema. Hanno evitato il confronto, ma non si possono fare i trucchi".
(mi ripeto: o non è chiaro con quale consapevolezza si voti Si, oppure si ritiene - e anche stavolta non si capisce in base a cosa - di essere gli unici ad avere compreso i quesiti)
4. (sul quorum) "Non sono ottimista per natura ma ci spero, mi sembra che l’Italia abbia voglia di voltare pagina e soffi un vento di cambiamento".
(continuo a non avere ben chiaro in cosa questi 4 Si - di cui 3 su a) e b) gestione delle risorse idriche, per farle restare esattamente come sono, cioè pubbliche per diritto divino; e c) sull'energia nucleare, per continuare a non produrla - dovrebbero far "voltar pagina" al Paese)
5. "Una delle scintille di questo cambiamento è stata la mobilitazione delle donne, che andrà avanti perché l’Italia diventi davvero "un paese per donne".
(...ma, e mi si perdoni l'espressione, che cazzo c'entra questo con l'acqua, l'energia e pure col legittimo impedimento!?)
Insomma, non so proprio perchè artisti e intellettuali generici (perchè di tali si tratta) debbano trovare ospitalità sui giornali per parlare di temi su cui non hanno alcuna competenza (e infatti , peraltro, lo dicono). Non so, allo stesso modo, perchè questi giornali insistano a voler promuovere un élite di Sapienti Supercivili che ci dovrebbe portare fuori dal Medioevo berlusconiano; e che - beninteso - sceglie di farlo dicendoci di votare 4 Si a un referendum che riguarda 3 temi diversi, senza dire una parola sui motivi per cui esprimerà quel voto.
Eppure, mi dico, dovrà venire quel momento, quello di fermarsi un attimo. Magari anche un po' di più, se serve. Io credo proprio, e sempre con maggior convinzione, che serva, che sia addirittura indispensabile. Ammesso che non sia già - speriamo di no - tardivo.
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