Non
mi era mai capitato di veder morire qualcuno davanti ai miei occhi.
Stamattina, nel corso di una riunione di Scelta Civica, in piazza Duca
d'Aosta a Milano, un iscritto si e' alzato per parlare, e quando stava
per concludere il proprio intervento e' crollato al suolo. Abbiamo
contato circa 25 minuti prima che arrivasse un'ambulanza. E questo
malgrado fossimo in pieno centro. Una cosa che ci e'
parsa incredibile e inaccettabile. Ma e' il morire stesso che e'
difficile da accettare, specie in un modo simile. Tanto da far sembrare
ancor piu' prive di senso la politica e le sue brutture. Che sembrano
davvero inutili - di fronte alla forza crudele delle cose -
l'appassionarsi, l'incazzarsi, il restare delusi. Poi pero' pensi che il
paese allo sbando che vuoi cambiare e' anche in quegli assurdi e
tremendi 25 minuti di attesa. E allora ritrova un senso l'appassionarsi,
l'incazzarsi, e pure il restare delusi. Finche' il destino ti concede di
farlo.
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