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sabato 26 ottobre 2013

Una mattina a Milano.

Non mi era mai capitato di veder morire qualcuno davanti ai miei occhi. Stamattina, nel corso di una riunione di Scelta Civica, in piazza Duca d'Aosta a Milano, un iscritto si e' alzato per parlare, e quando stava per concludere il proprio intervento e' crollato al suolo. Abbiamo contato circa 25 minuti prima che arrivasse un'ambulanza. E questo malgrado fossimo in pieno centro. Una cosa che ci e' parsa incredibile e inaccettabile. Ma e' il morire stesso che e' difficile da accettare, specie in un modo simile. Tanto da far sembrare ancor piu' prive di senso la politica e le sue brutture. Che sembrano davvero inutili - di fronte alla forza crudele delle cose - l'appassionarsi, l'incazzarsi, il restare delusi. Poi pero' pensi che il paese allo sbando che vuoi cambiare e' anche in quegli assurdi e tremendi 25 minuti di attesa. E allora ritrova un senso l'appassionarsi, l'incazzarsi, e pure il restare delusi. Finche' il destino ti concede di farlo.

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