Eri il Conte, quando ti ho conosciuto.
Ragazzo un po' nato vecchio, allegro e con un bel sorriso, quando ti ho conosciuto avevi modi sornioni, tanto austeri quanto irriverenti, che ti giustificavano il soprannome, e ti piaceva raccontare aneddoti.
Ricordo perfettamente la storiella di te sul trattore, di tuo nonno che ti guidava in retro e del gatto schiacciato.
Te la chiedevo sempre, quando ti trovavo da Cecco, più o meno tutte le settimane.
La raccontavi bene, facevi morir dal ridere.
L'abbiamo anche evocata per anni, con altri amici comuni, quando poi ho smesso di vederti.
Ti ho incontrato di nuovo poche settimane fa, dopo parecchio tempo.
Nessuna storiella, solo un sorriso e un saluto veloce.
Ma mi aveva fatto piacere. Mi eri simpatico.
Quando ti ho conosciuto mai avrei potuto immaginare che sarebbe andata così.
Ciao Michele, resti ragazzo, Conte e un bel ricordo.
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