Il senso del titolo mi pare pieno. E a un senso pieno non c'è molto da aggiungere.
Al massimo cinque minuti di un amico un tantino irascibile.
Ma che ne sa.
La vita non è una gara di dolori.
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lunedì 9 settembre 2013
domenica 8 settembre 2013
Editoria, dalla storia a un tweet.
Per dare un'idea di come cambino i tempi a coloro che ingenuamente o presuntuosamente pensano che non cambino mai, e che i social siano solo satana (magari lo sono, ma è un fatto che ci sono e contano), ho selezionato su Twitter questo scambio divertente ed abbastanza esplicativo di ciò che ho appena affermato.
L'account di Einaudi compie 4 oggi anni: seguono auguri degli altri vari account editoriali, fino al seguente botta e risposta, simpatico e simbolico, con uno di essi in particolare.
@Einaudieditore Mmm, come si tirano le orecchie a uno struzzo? :)
— Adelphi Edizioni (@adelphiedizioni) September 8, 2013
@adelphiedizioni con prudenza ;-)
— Einaudi editore (@Einaudieditore) September 8, 2013
sabato 7 settembre 2013
Canzoni nella notte.
Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere
A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato
L'amore ha sempre fame, non l'avevi notato
E dice sempre con disinvoltura
Senza paura dice: mai, senza paura mai.
Che si veste di bianco per scandalizzare
E compra rose a dozzine
E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene
Che si gioca per vincere e chi vince è perduto
Con una chiave ed un numero in mano
Tutta la notte aspettare un saluto
E a pensare: ti amo
Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l'amore indecente, che si lascia guardare
L'amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell'amore non si butta niente
venerdì 6 settembre 2013
Aforismi da treno, venerdi pomeriggio, dopo aranciata, caffè e quotidiano.
Dite quello che volete, ma l' #Italia e' un posto meraviglioso in cui sopravvivere.
— Gabriele Molinari (@SeanHMallory) September 6, 2013
mercoledì 4 settembre 2013
Ti amiamo Nico Gervinho.
Tifare la Roma è spesso una croce.
La delizia del risultato è rara come un gol regolare della Juve. Resta però quella dell'identità, indipendente da variabili sportive.
Spesso di un'identità romana, prima ancora che romanista.
Quindi tifare Roma vuol dire prendersi e portarsi in dote tutto un pacchetto di convenzioni, aneddoti, icone, non solo calcistici.
E come potrebbe assai meglio di me testimoniare l'ottimo Giuseppe Sansonna, il culto di Nico Giraldi e del Monnezza, cioè dei personaggi che in un decennio hanno costruito il mito trash di Tomas Milian, è parte integrante di quel pacchetto.
Bello quindi constatare che quest'anno la As Roma schieri in attacco il sosia nero dell'ispettore Giraldi.
Tal Gervais Yao Kouassi, meglio noto come Gervinho, punta ivoriana dotata di dribbling quanto di emotività, e che per tale ragione si annuncia come scarsamente prolifica (leggi: catastrofica) sotto rete.
Ma ovviamente a noi non interessa nulla di fare gol. E amiamo già tutti Nico Gervinho, che se ne è mangiati due giusto domenica scorsa.
Perchè vincere non è mai stata e mai sarà la priorità per cui si tifa Roma.
Avere una punta che è il sosia di Nico Giraldi, invece, si.
Perchè tifare Roma è spesso una croce. Ma la croce è anche la delizia.
(link a Giorgio Cascio - La ballata del trucido)
lunedì 2 settembre 2013
Pop Art.
E dunque, dopo aver - nell'ordine - sfidato Bersani, aver fatto subito dopo l'accordo con Bersani, quindi alleandosi con Bersani contro Renzi, gli ex Popolari sono prossimi ad annunciare il proprio appoggio a Renzi contro Cuperlo, cioè Bersani.
Va dato loro atto che nel 2009 Franceschini, che allora sfidò appunto Bersani per la segreteria, diceva più o meno le stesse cose che dice oggi Renzi (e aveva percentuali di gradimento non troppo inferiori).
Quindi l'errore non sta certamente negli approdi, semmai nella giustificazione di un percorso che va da A ad A passando da B e C. Anzi, da D e C.
Ma loro, i Pop, sapranno sicuramente offrire una spiegazione plausibile.
Ne trovano infatti di buone da sempre: la loro è un'arte, è Pop Art.
Cicerone non era un pirla.
Summum ius, summa iniuria. Sic et simpliciter. Cicerone non era un pirla, caro #Violante. #lodoberlusconi #berlusconi #decadenza
— Gabriele Molinari (@SeanHMallory) September 1, 2013
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