Cerca nel blog

mercoledì 4 settembre 2013

Ti amiamo Nico Gervinho.



Tifare la Roma è spesso una croce. 
La delizia del risultato è rara come un gol regolare della Juve. Resta però quella dell'identità, indipendente da variabili sportive. 
Spesso di un'identità romana, prima ancora che romanista.
Quindi tifare Roma vuol dire prendersi e portarsi in dote tutto un pacchetto di convenzioni, aneddoti, icone, non solo calcistici.
E come potrebbe assai meglio di me testimoniare l'ottimo Giuseppe Sansonna, il culto di Nico Giraldi e del Monnezza, cioè dei personaggi che in un decennio hanno costruito il mito trash di Tomas Milian, è parte integrante di quel pacchetto.
Bello quindi constatare che quest'anno la As Roma schieri in attacco il sosia nero dell'ispettore Giraldi.
Tal Gervais Yao Kouassi, meglio noto come Gervinho, punta ivoriana dotata di dribbling quanto di emotività, e che per tale ragione si annuncia come scarsamente prolifica (leggi: catastrofica) sotto rete.
Ma ovviamente a noi non interessa nulla di fare gol. E amiamo già tutti Nico Gervinho, che se ne è mangiati due giusto domenica scorsa.
Perchè vincere non è mai stata e mai sarà la priorità per cui si tifa Roma.
Avere una punta che è il sosia di Nico Giraldi, invece, si.
Perchè tifare Roma è spesso una croce. Ma la croce è anche la delizia. 



 (link a Giorgio Cascio - La ballata del trucido)

Nessun commento: