
Sopra l'Alaska c'è una piccola isola che muore. Kivalina, 400 abitanti, vede le proprie coste aggredite ed erose dalle onde: dalle quali, fino a qualche anno fa, era protetta dai ghiacci (per nove mesi all'anno). Ora i ghiacci sono scomparsi, il livello del mare è cresciuto. E tutto questo, evidentemente, è collegabile all'aumento della temperatura.
Nel 1838, quando alcuni esploratori fecero un primo rilievo dell'isola essa risultava 3 volte più grande di oggi. Secondo l'Army Corps of Engineers, come spiega il Los Angeles Times, Kivalina potrà resistere al mare per non più di 10-15 anni, poi sarà completamente, sgretolata dalle onde dell'oceano
I detrattori delle teorie più catostrofiste sono soliti dire che è "tutto normale", che non c'è da essere così allarmisti.
Intanto, però, in questa "normalità" capita che pezzi di terra progressivamente scompaiano. Inghiottiti dagli Oceani. Il che non è contestabile.
E c'è un altro aspetto da considerare. Gli abitanti dell'isola sono circa 400. Ciascuno di loro si pone il problema più ovvio: "che ne sarà di me?". Le risposte non ci sono per tutti, e anche quando ci sono esse sono diverse, e lasciano spazio all'inquietudine. Peraltro nessuno vuol finanziare l'esodo degli isolani: pare che servano 250 mln di dollari. La gente è disperata.
Capita così che qualcuno si uccida, a Kivalina, e che qualcuno uccida: forse per il troppo stress.
D'altronde è difficile vivere in un posto che sta per svanire.
E infatti, molto probabilmente, presto Kivalina scomparirà dalle carte geografiche.
Non sarebbe la prima, né l'ultima isola a finire così la sua storia. E' già successo per un'isola posta tra il Gange e il Bramaputra obbligando circa 10.000 persone ad andarsene.
Le più pessimistiche stime dell'ONU dicono però. che l'intera situazione mondiale (quanto a sommersione delle terre abitate) potrebbe precipitare nel volgere di pochi anni.
Se così dovesse essere, ad andare sotto (e a dover scappare) non sarebbero solo 400 eschimesi, ma 400 milioni di persone del "nostro mondo", cioè del mondo che sta alle nostre latitudini.
Cosa capiterebbe, in quel caso?
E prima, ancora? Se 3 suicidi e 3 omicidi in un anno sono il prezzo che paga un posto con 400 abitanti, proviamo a moltiplicarlo per un milione.
Che fare? Il problema lo conosciamo: sono gli idrocarburi. Il loro uso indiscriminato. Ora, più di prima, l'uso dei loro più nocivi, impuri, surrogati.
La soluzione?
Molti ripetono, da un po' di tempo, che essa starebbe nell'energia eolica e in quella solare. Pare quasi diventato un mantra.
E allora io sorrido. Perchè mi sembra un modo elegante per non risolvere nulla.
Certamente un modo intelligente in assoluto, condivisibile in proiezione futura. E politicamente molto corretto.
Ma che non tiene assolutamente conto del gigantesco, attuale problema di approvigionamento.
Non vorrei che fossimo costretti a salutare Kivalina, e poi - che so - S.Francisco, Genova, Napoli... nella più totale impotenza.
Come barchette che osserviamo affondare, inabissarsi più nel mare della nostra irresponsabilità (soprattutto politica) che in quello vero, fisicamente liquido.
Magnifico, anche se un pò sporco.
(Cliccando sulla foto si accede all'articolo su Repubblica.it)
7 commenti:
Però, pensa che bello se su quell'isola ci fossero, in forma stanziale, alcuni o tutti i ben noti esponenti vercello-valsesiani di quel ceto politico che ha letteralmente sommerso il nostro territorio di pochezza, egoismo e incapacità di visione al di là dei propri miseri interessi........
Apres moi le deluge.... o meglio: il dopo di loro
Ma poi mi dici dove hai capito che si parlava solo di politici di centro-sinistra..........
Quando faccio riferimento al ceto politico, intendo tutto lo spettro "istituzional-amministrativo", mica solo a una parte.
Facezie a parte, il tema ambientale è una sfida che questa societa' deve affrontare e vincere.
Affrontare piantandola di crogiolarsi nelle idiozie di quella parte politica che si ispira all'ambientalismo solo tingendosi di un verde che, ogni giorno che passa, tende a sbiadirsi sempre di piu'.
Nuke them...... nuke them all
Vogliono dividere l'italia !!!!
Ciao Gabriele,
a proposito delle condizioni climatiche che cambiano...ti lascio l'indirizzo per farti vedere come sta messa la spiaggia che da più di 20 anni frequento. Siamo in Sicilia e la spiaggia è quella di Eraclea Minoa.
Era una spiaggia di larghezza superiore a 40 metri...
ecco il link
http://www.peppeamato.it/?p=125
PS
Grazie per il commento al post su rilke
Enzo, ti ringrazio della segnalazione. Ho provveduto a linkare il sito da te indicato in basso.
...non me l'aspettavo questa svolta alla al gore..!!;)
h_
È che siamo troppi su questo pianeta, e c’è un miliardo di persone in particolare che consuma come i restanti quasi 6 miliardi.
Ma sono ottimista: questo ritmo non può durare in eterno e, prima o poi, rallenteremo, volenti o nolenti.
Ben trovato :)
Posta un commento