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mercoledì 6 febbraio 2008

All'armi o alla deriva. Viva Zapatero.


Dietro le belle parole e gli schermi della stampa c'è un patto, tra pezzi di di qua e pezzi di là, affinchè nulla cambi, nel Belpaese.
Non è, tuttavia, una situazione solo italiana: bene lo sanno i francesi, che ad oggi faticherebbero a celebrare Sarkozy per qualcosa che non sia la sua (tuttavia notevole) ars amatoria. Penso si aspettassero ben altro, nel bene e nel male, da un simile "uomo forte"...non credete?

Ma pensiamo agli schieramenti progressisti, è di quello che voglio parlare.
In Inghilterra è stato assai bravo, Blair, a passare a Brown - con l'incarico - il cosiddetto "pomodorino di Fantozzi". Lontano dalla responsabilità di giustificare la (peraltro lieve) zoppia britannica, Blair adesso è riposato, e pensa addirittura di fare il Presidente d'Europa. Certo, fa sapere che dovrà rinunciare ai 10 milioni di euro che prende all'anno come consulente, ma d'altronde non si vive per il vil denaro, e che diamine.
Chissà se la pensa così anche Schroeder, che in politica non ci torna, e mi pare anzi che continui - lui sì, invece - con i suoi incarichi di consulenza.
Dominique Strauss Kahn, annusata l'aria della sinistra francese, dove probabilmente - capendo troppo di economia ed essendo incapace di camminare sui tacchi - sarebbe stato condannato a rimanere un outsider perenne, ha accettato di trasmigrare (proprio con l'aiuto di Sarkozy) all'FMI.
Buon per lui.

Ma, allora, di tutti i leader della sinistra europea (mi perdonerete se non riesco a pensare e definire leader la signora Royal), chi è rimasto a ....combattere sul campo?
Chi può dire, come disse Nixon (peraltro nel momento meno indicato) ..."I have never been a quitter"?

Certo, al confronto dei nostri maggiorenti, incollati al proprio ruolo per la vita, c'è da fare un plauso a costoro: capaci di dedicarsi ad altro (probabilmente perchè bravi) e di lasciare spazio ai più giovani.
Tuttavia, nel grande smarrimento europeo, chi resta a rappresentarla, questa sinistra?
Riformista, diversa, evoluta, democratica, liberale, ma pur sempre sinistra.

A conti fatti, il solo Zapatero.
Riformista senza dubbio, senza dubbio liberale, e senza dubbio coerente.
Non so se abbia fatto solo cose giuste, perchè non credo nei ...guanti di sfida (plateali quanto inutili), e Zapatero ha sfidato molto, moltissimo (io dico anche troppo), però Zapatero ha fatto molte cose giuste.
La velocità della Spagna ce lo dimostra.
Zapatero è certamente un uomo di una sinistra moderna, leader di un Paese che cresce.
Certo lui non ha Bertinotti & Co. a spiegargli come si debba essere "davvero" di sinistra; ma ciò non basta a motivare il suo lucido coraggio di stare sul campo, di essere e di sentirsi forte senza accordicchi sottobanco.

Zapatero è la sinistra che crea un'identità nuova di sè, davvero moderna, e che per farlo corre anche - se necessario - il rischio di perdere.
Non è la sinistra che, per non perdere, corre il rischio di non trovare mai nessuna identità.

Viva, quindi, la nuova sinistra di Zapatero, e - ne consegue - Viva Zapatero.
Una volta tanto penso e dico come Sabina Guzzanti.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Il discorso è vero ma in parte.
Zapatero è imbattibile a proposito dei diritti civili,ma sui diritti sociali ha proseguito la politica di Aznar.Per le imprese va bene,per i lavoratori un po'meno.
Non ditelo a Sabina Guzzanti,ma per la classe operaia(che esiste ancora,e come)ha fatto di più il ministro Damiano che il governo Zapatero.
Da quel punto di vista probabilmente il migliore è Brown,che purtroppo non ha la stoffa del leader.
P.S.
Touche pas à madame Royal.J'aime trop celle femme-là.

cioci ha detto...

Viva Zapatero, questo è ormai un paese munto da ogni parte e contento di esserlo !!!

La prossima volta che andiamo al governo (penso tra 10-15 anni) propongo portare la tassazione al 65%, Padoa premier, Ferrero e Damiano a Camera e Senato e perchè no...tagliarci tutti i c... !!!

Damiano ha fatto bene?
Brown anche?

CERTO !!!
Peccato che nelle moderne società mediatiche c'è l'obbligo anche di farsi capire e di Damiano non si è accorto proprio nessuno...di Padoa purtroppo si sono accorti tutti...
Di Zapatero anche... e lo vedrete...stravincerà.

W W W Zapatero

Anonimo ha detto...

Ma quale munto da ogni parte?Siamo un Paese che paga le stesse tasse della Francia,della Germania,della Svezia e di tutti quei Paesi occidentali che decidono di dare molti servizi(e dunque molta sicurezza)ai loro cittadini.

Per cui un conto è sottolineare la necessità di farsi capire(ed è SACROSANTO),un conto è dire che Padoa-Schioppa ha lavorato male(ed è una bugia).

P.S.
Zapatero non verrà rieletto perché "si fa capire",ma perché propone uno Stato che chiede meno sacrifici:e chiedendo meno sacrifici garantisce meno sicurezza.
Scusate,ma quel tipo di Stato non mi convince del tutto.Al massimo mi convincerà quando avrò molti,molti soldi.

Anonimo ha detto...

Che piacevole sorpresa, un Italiano non ancora lobotomizzato dalla tv.
Ultimamente, qui da noi, il modello "meno sacrifici/meno garanzie" sembra convincere, incredibilmente, anche chi di soldi ne ha veramente pochi.

Anonimo ha detto...

Il problema è questo.
1)Chi non ha soldi(o ne ha molto pochi)ha qualche oggettiva difficoltà a fare dei sacrifici.Ma questo non è un problema,perché si può riuscire - anche se ci vuole tempo - a garantire sicurezza a tutti senza chiedere troppi sacrifici ai più deboli.
2)Anche chi non ha soldi - e ha dunque maggiore bisogno di garanzie - tende comunque a essere insofferente alle regole.E questo è un problema,anzi IL problema, perché senza regole valide per tutti non c'è sicurezza per tutti.

cioci ha detto...

Scusate, NON mi sono fatto capire...munto da ogni parte vuol dire che chiunque qui delinque ma nessuno ci fa caso (ci si lamenta dell'immigrato che non paga il biglietto delbus e non del grande evasore che è ben peggio!!!).

Il serio problema è che promettendo sempre lacrime e sangue si consegna il Paese alla destra e, come Tafazzi, la cosa si ripropone ogni volta !!!

Meglio farsi un po' furbi (forza Walter !!!) oppure continuare ad utopizzare un'Italia razionale e convinta della bontà delle scelte difficili, un'Italia che non c'è (ma dove sono tutti quelli che dovrebbero applaudire un governo che lotta contro l'evasione? dove sono gli operai che dovrebbero essere intimoriti in primis da Tremonti e c..? ecosa vota questa gente???).

E' questione di priorità, io a vedere trionfare la destra non ci sto più.

Anonimo ha detto...

Questo è corretto.E'chiaro che facendo rispettare le regole(e dunque promettendo lacrime e sangue)non si ottengono consensi.
Zapatero risolve il problema imponendo il rispetto della legge solo in alcuni campi(comunque fondamentali),e lasciando libertà d'azione alla gente in altri.E'chiaro che se si potesse risolvere così la situazione sarebbe facile.
Io credo invece che il rispetto della legge vada imposto in tutti i campi,in modo da offrire più garanzie possibile.E allora sì che ottenere consensi diventa difficile.

Attualmente può darsi che Veltroni riesca a fare tutto questo.Credo che Veltroni farà una buona,anzi buonissima,campagna elettorale.Ma se Veltroni dovesse vincere,il suo governo riuscirebbe veramente a scansare le forche caudine dell'opinione pubblica?Questo è il dubbio.

cioci ha detto...

Veltroni ha un grande carisma ed un grande seguito, vincere è difficile, quasi impossibile ma bisogna porre le basi per una sinistra di governo.

Una sinistra di governo però ci creerà qualche mal di pancia perchè assomiglierà spesso alla destra...ma per quanto mi riguarda sarà nulla in confronto all'umiliazione di assoggettarsi sistematicamente alle stercomoschine di turno...(Mastella è il peggiore ma qualcuno potrebbe ricordare che turigliatto ha votato contro questo governo dal primo giorno all'ultimo?).

Anonimo ha detto...

Tutto vero.Anch'io voglio vedere una vera sinistra di governo. Anche se potrei non trovarmi d'accordo su tutte le scelte(è anche normale),sarei disposto a votarla in ogni momento.
Ci sono solo due cose che vorrei che Veltroni non toccasse proprio.E cioè:il servizio sanitario nazionale e la contrattazione nazionale.Perdere queste due cose non comporterebbe un mal di pancia ideologico,ma una grossa fregatura sul piano pratico.

Anonimo ha detto...

Finalmente anche gabriele riconosce il coraggio e i meriti di zapatero. Meglio tardi che mai; a volte,però, meglio presto...

Anonimo ha detto...

A PROPOSITO DI SISTEMA SANITARIO NAZIONALE:

Questa mattina ho visitato la signora M.S. per la 5 volta in 5 mesi.

La signora è ricca ma esente, essendo anzianotta.
E' solo un po' paranoica e quindi richiede visita oculistica in media 10 volte all'anno.
Vi assicuro, ci vede benissimo.

Stato sociale italiano significa che le liste d'attesa sono piene di gentili pazienti che, non pagando un solo euro di prestazione, ci vengono spesso a trovare...
Il problema è che chi invece ha davvero bisogno deve poi aspettare dei mesi...

Soluzioni?
vi sembra giusto?
a me no.

Anonimo ha detto...

No che non è giusto.
Ma ciò non significa che si debba smobilitare il sistema sanitario nazionale:è sufficiente gestirlo come si deve.
E ciò non toglie che il privato, che è generalmente più conveniente del pubblico,non lo è - salvo eccezioni di altissima eccellenza - nella sanità.Specie in Italia dove la sanità privata campa con le convenzioni(e dunque col denaro pubblico).