Credo si debba fare di tutto per vincere le elezioni. Accetto tutto, comprese le demagogie e le ipocrisie che in questi giorni abbondano nei comportamenti e nelle sortite di Veltroni. Accetto senza riserve, perchè non è il momento di fare questioni che possano distrarre dall'obiettivo ultimo. Ma a tutto c'è un limite e una serie di ma si impone.
Sono d'accordissimo con la questione generazionale. Ma questo non può e non deve andare a scapito delle migliori intelligenze che stanno nel PD. Nè può ritenersi accettabile che i giovani "chiamati" siano solo i figli di o gli amici di.
Tutto questo, invece accade. In un partito dominato da cinquantenni in carriera si libera qualche posticino per icone di vario tipo e raccomandati doc.
Ok, non facciamo casino adesso, sono d'accordo. Tuttavia non si può trascurare che questo partito detto democratico nasce con enormi pressioni di tipo non democratico, si costituisce nell'asserita verginità di chi "non fa correnti" ed invece si esercita in una pratica monocorrentizia: dove l'elemento qualificante la corrente non è essere più o meno postsocialista o postdc, ma semplicemente più o meno paraculato.
Avanti, non scandalizziamoci. Sappiamo bene che questo è il prezzo da pagare per provare a battere Berlusconi.
Quel che mi preoccupa è il dopo. Dopo cosa saremo? Che ci starà dietro al "Noi" di questa emozionante campagna veltroniana?
Ecco, in questo senso credo che - benchè non lo abbia mai amato - sia un bell'autogol perdere così Ciriaco De Mita, espressione di una politica forse anche vecchia, magari antipatica (fosse l'unica) ma certamente molto appassionata.
Più appassionata di quanto non sia lo spirito di molti altri, che magari hanno pochi anni ma anche altrettanto poco coraggio.
Oggi De Mita ha detto qualcosa di sconveniente. Non sono d'accordo con il passaggio circa l'essere "contro" (è personalistico, non è politico), ma credo che egli abbia rotto uno schema per così dire "omertoso": che pure non condivido. In ogni caso è significativo che un gesto di questo tipo, giusto o sbagliato che sia, ma in ogni caso "libero" e dirompente (credete che De Mita non potesse avere compensazione?), venga da un ottantenne.
Viva i giovani , di tutte le età.
8 commenti:
Gabri, hai sempre un gran coraggio e vai sempre controcorrente, ma...ciriaco De mita....???
Questa volta non ti seguo.
Quali idee innovative ha portato alla politica italiana?
E' l'ora di dare delle regole nuove alla politica e disincentivare chi in parlamento ci vuol vivere in eterno e non lo fa per passione...
Per quanto mi riguarda onore a chi ha il coraggio di forzare le cose...di obbligare perfino forza ladri a non candidare i condannati...!
Non credi?
Cioci (non so piu' la mia password)
Abbasso i "vecchi". Di qualunque età.
Premetto che Ciriaco De Mita è stato,per me,un grande.Perché quando prese il comando della DC, fece ai suoi soci questo discorso: noi abbiamo impostato il nostro partito in modo da stare ora di qua ora di là,e quindi in modo da stare sempre al governo.Ma non abbiamo più un'identità.De Mita avrebbe preferito una DC con un'identità precisa di partito moderato e conservatore(quello che vorrei diventasse la Rosa Bianca),anche se questo sarebbe significato perdere il potere.
Il disegno non gli riuscì,non per colpa sua.Se gli fosse riuscito probabilmente si sarebbero evitate in tempo alcune storture.
Ora proprio per questo mi stupisce la sua reazione.Mi stupisce che preferisca mantenere la sua nicchia di potere,piuttosto che accettare un processo necessario: quello di agevolare il ricambio generazionale.Che non è affatto sufficiente,ma è necessario.
Così come mi stupisce il fatto che De Mita preferisca mantenere la sua nicchia di potere,piuttosto che prendere atto di un fatto evidente:la politica è sì un mestiere(visto che le istituzioni politiche sono una cosa necessaria e non un ente benefico),ma è un mestiere diverso da tutti gli altri,un mestiere dove,a un certo punto,bisogna farsi da parte.
siamo sicuri che l'effetto di escludere qualche nome non sia, in termini di puro marketing, superiore al loro reale contributo al PD?
dobbiamo renderci conto che nessuno è insostitutibile e che se una politica è valida funziona con chiunque.
perchè le altre democrazie cambiano i leader che perdono le elezioni e noi ci dobbiamo tenere ciriaco e soci per l'eternità?
ci vogliono veramente nuove regole anche se ci potrebbero costare care
bisogna avere il coraggio di osare e di rischiare per poter sperare di rinascere
Binetti: "No a Veronesi ministro"
"Veronesi ministri della Salute? E' una posizione che non prendo in considerazione" dice la senatrice teodem del Pd Paola Binetti.
SEMPRE CONVINTI CHE QUESTA DEMENTE SIA MEGLIO DI TURIGILATTO?
IO NON NOTO LE DIFFERENZE.
CIOCI
Ciriaco De Mita fuori? Evviva!!! Tanti altri dovrebbero seguirlo a ruota. Sono tutti morti che camminano, gente fuori dal mondo e attori protagonisti di una politica della spratizione e degli interessi della casta. Dovresti essere contento e non dolertene, almeno si è liberato un posto sul quale De Mita ha messo il suo cappello da quando Zapatero aveva sei anni.
Ciao.
Dario Roasio
Il problema non è tanto togliere l'ottantenne De Mita (anche se vorrei arrivarci io così lucido) quanto vedere chi gli subentra. Forse qualche giovane e brillante politico, cresciuto gradualmente e capace di affermarsi di fronte all'opinione pubblica?
Assolutamente no! Si ricorre al peggiore stereotipo dell'antipolitica: l'uomo (o la donna) preso "dalla strada".
Anzichè la via maestra di un partitito democratico e aperto, capace di formare nuove genarazioni politiche, si sceglia la scorciatoia dell'operazione esclusivamente di immagine, gabellando per rinnovamento la promozione di qualche raccomandato che andrà in Parlamento senza la minima idea di quel che potrà fare.
A chi approva quesdto metodo vorrei proporlo per le aziende: quante giovani impiegate o vivaci fattorini attendono la chiamata a membro del CdA?
La presunta terapia di Veltroni è la prova invece che siamo ancora dentro la crisi, più di prima.
Il problema non è tanto il ricambio generazionale, che appartiene alla fisiologia della politica, anche se di De Mita va riconosciuta l'intelligenza e la passione, quanto i modi con cui sta avvenendo. Si sostituiscono personalità come De Mita, Violante, Pinza, Benvenuto, etc. con persone prese dalla strada, totalmente sconosciute e prive di qualsiasi esperienza. Tanto varrebbe sorteggiarle, piuttosto che sceglierle fra i figli o gli amici di qualcuno.
La tragica situazione è che nessun ricambio fisiologico può prescindere da partiti restituiti alla loro fondamentale funzione di formare la classe dirigente e orientare l'opinione pubblica.
E' inpensabile che giovani buttati così nella mischia possano diventare i leaders politici di domani. Così si fanno solo operazioni di immagine, che lisciano il pelo all'antipolitica dominante.
E' come se di fronte alla crisi di un'azienda si cambiassero i dirigenti con l'impiegata neoassunta o con l'addetto al centralino.
Con queste terapie Veltroni non ci porta fuori dai guai ma ci offre un'illusoria scorciatoia.
Ai posteri l'ardua sentenza!
Posta un commento