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giovedì 14 febbraio 2008

Le osservazioni giuste (e laiche) di Bobba sull'aborto.

Copio da Ansa e incollo. Non servono commenti.
’’Non ho aspettato due mesi di tempo per definire originale e utile la provocazione di Ferrara sull’aborto e nel fatto che Berlusconi rivendichi adesso quella sua idea in piena campagna elettorale, c’e’ solo puzza di bruciato’’. Il senatore teodem Luigi Bobba, del Partito Democratico, considera strumentale la presa di posizione del leader del Pdl sulla moratoria per l’aborto ma considera anche sbagliata la decisione del direttore del Foglio di candidarsi con la ’Lista Per la vita’. ’’Considero la decisione di buttare nel l’agone elettorale un tema come quello del diritto alla vita - dice Bobba - una strada sbagliata che rischia di ompromettere la buona intenzione originale’’. ’’Il tema sollevato da Ferrara - osserva Bobba - comporta una battaglia di tipo culturale che investe anche la necessita’ di inserire il diritto alla vita dal concepimento nella carta dei diritti dell’uomo ma se si riduce il tutto ad una battaglia ideologica tra chi vuole e non vuole la legge 194 io non ci sto’’. Secondo Bobba ’’la politica e’ di fronte ad una nuova famiglia di domande sui temi etici che comporta il superamento delle vecchie categorie di destra, sinistra o di credenti e laici perche’ bisogna cercare di fornire delle soluzioni, senza inforcare occhiali ideologici’’. ’’Insomma - conclude Bobba - noi dobbiamo fare dei passi in avanti, nel rispetto anche delle opinioni diverse verso una soluzione che porti a un minor numero possibile, per esempio, di aborti ma se si brandisce l’arma del voto non facciamo alcun passo in avanti’’.(ANSA).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Nutro più di un dubbio sul fatto che chi aderisce ad una religione, chi "ha fede", possa essere di qualche utilità in un dibattito sulle nuove sfide etiche poste dalla società contemporanea.
Chi arriva all’etica attraverso il comando divino finisce con il ridurre la moralità a qualcosa di simile alle regole di un’etichetta, mentre il suo vero fondamento risiede nel carattere autonomo (e relativo) della scelta di un individuo.
Chi non è disposto a cambiare idea, chi proclama l'esistenza di "valori non negoziabili", si pone in antitesi con il concetto stesso di discussione democratica.
Visto che l'etica di una nazione è data dalle sue leggi, e che quest'ultime non sono altro che il frutto di continui compromessi tra le convinzioni di ogni cittadino, è necessario che tutti siano disposti a riconoscere uguale dignità a posizioni diverse dalla propria.
E ad accettare che le regole siano scritte secondo principi condivisi dalla maggioranza, anche se radicalmente incompatibili con i propri.
Esistono religiosi in grado di fare questo?