L'esigenza (per contingenti motivi di lavoro) di non dilungarmi oltremodo mi induce ad alcune schematiche riflessioni. 0. L'Italia ha bisogno di riforme, e questo Parlamento ha il dovere di proporle e votarle. Confermo le mie impressioni sull'imbolsimento di Berlusconi, ma questo non è pregiudizievole a tal scopo: anzi, questo è probabilmente, in assoluto, il momento in cui egli è stato (o almeno parso) più "dialogante". Forse inconsapevolmente conscio del non avere più nulla da dire, egli propende per l'ascolto, o - almeno - per il silenzio. Occorrerà vedere se vorranno esserlo, dialoganti, anche An e (soprattutto) Lega. 1. Ieri ho avuto modo di confrontarmi con molti amici, che in questi mesi hanno letto e duramente criticato ..le mie critiche a Veltroni. Il senso è questo: "Adesso non ci verrà mica in mente di fargli la guerra...". Chiarisco subito: no. No, questa non è l'intenzione di nessuno. Di sicuro non la mia, anche se non posso non rilevare (in accordo con "Il Riformista") come WV abbia di fatto perso la sua scommessa. Il 33% è risultato modesto, corrispondendo alla media storica di DS+DL. WV non ha sfondato, ma i meriti accumulati in questi mesi sono comunque molti...anche se con qualche zona d'ombra. Il quadro politico si è infatti definitivamente semplificato, anche se all'interno di una metà - la nostra - il quadro è incompleto, talora direi malfatto... 2. Questa è, appunto, la questione del "partito". Partito che WV ha voluto costruito e definito per cooptazione, dagli organismi regionali e nazionali alle liste per Camera e Senato. Non c'era tempo, si è detto, per fare di più...Ma da chi ha fatto di "Si può fare" un vero e proprio mantra, forse - direi - era lecito aspettarsi ..di più. Ciò non avrebbe comunque cambiato le cose, direte voi: e probabilmente è vero, in considerazione del fatto che il nostro scarto era troppo ampio per essere colmato in questo poco tempo. Ma qui veniamo appunto ad un altro aspetto decisivo: i tempi: tempi che sono stati voluti, direi anche cercati - in una certa misura - da chi pareva quasi avere fretta di un confronto. Quasi che esso cadesse in un momento propizio. Ma propizio per chi? E per cosa? Forse per una scommessa molto coraggiosamente giocata; e altrettanto dignitosamente perduta. Il dato numerico è lì da vedere: è il solito da qualche anno a questa parte. Ma - oggi - senza più una sinistra da "riconquistare" o, meglio ancora, "recuperare". 3. A chi rivolgerci, oggi, dunque? A tutti, direi. Senza inseguire le icone "da candidatura" (il Vip da sistemare, ovviamente in testa alla lista: dall'impenditore all'operaio), ma attraverso un pieno e QUOTIDIANO coinvolgimento di TUTTE LE CATEGORIE PROFESSIONALI E SOCIALI. Così da poter avere, ma davvero, un partito politico moderno; così da allontanare, ma davvero, il fantasma del "professionismo della politica". Certo, è evidente che questo confronto a 360° non può prescindere da un dato storico e naturale: noi siamo, infatti, per quanto moderni e post-ideologici, collocati a SINISTRA. E oggi, per ragioni di cui mi riservo una valutazione in altro momento, portiamo (più che mai) su di noi le aspettative (molto spesso tradite) di milioni di elettori di sinistra. 4. E' evidente che un Parlamento come questo, in cui anche la parola "socialista" è scomparsa, è un Parlamento a cui manca qualcosa. Io non ho lesinato critiche a chi voleva far vivere le grandi tradizioni politiche in piccole botteghe, così da trarne la più opportunistica delle rendite. Oggi posso dire che costoro hanno avuto quel che meritavano. Oggi però devo anche dire che è nostro preciso dovere recuperare il senso migliore di quelle tradizioni, e farle vivere in un Partito che davvero può vincere la sfida del futuro. A patto che sappia coltivare una memoria delle origini, una capacità di dialogo (e in questo lode a Veltroni), ma - permettetemi - anche una capacità di ascolto. E questo dipende molto da tutti noi: ascoltiamo la società che cambia: cosa ha da dirci, e cosa ha da chiederci. Non banalizziamola come siamo spesso soliti fare.
5 commenti:
1)Bisogna chiarirsi su come si vuole impostare l'opposizione:in base a quello potremo sapere come impostare la prossima conquista del governo.
La coalizione di Berlusconi è fuori dal sistema democratico.Su questo,e sulle conseguenze che questo avrà sull'operato del governo(conseguenze molto dolorose per la gente)bisognerà battere e insistere.Di più,non si può fare.Per questo motivo bisogna rifiutare ogni margine di trattativa con questo governo.Riforme o non riforme.
Solo sull'insoddisfazione per l'operato di questo governo il PD potrà ottenere la maggioranza.
2)Questo non significa tornare alla vecchia formula "raccogliere tutti contro Berlusconi",da Caruso a Mastella.Ciò non toglie che sarà necessario raccogliere tutte le forze democratiche con cui è possibile un'alleanza:i socialisti,ma anche Salvi e Mussi.(Raccoglierle,ma anche tenerle a bada:già con Di Pietro e i Radicali bisognerà stare molto attenti).
Se la sconfitta dell'Arcobaleno potrà servire a quell'area politica per meditare su alcuni errori(l'incapacità totale di scendere a compromessi),per quanto mi riguarda la porta può riaprirsi anche a loro.Ma solo a questa condizione.
3)La sfida più importante del PD sarà raccogliere il malcontento contro Berlusconi(che ci sarà).E'l'unica possibilità di ottenere risultati in un Paese ostile come questo.Ma da sola non è sufficiente.
Occorre accelerare quel processo di rinnovamento delle strutture e delle logiche del partito che Veltroni ha messo,più o meno,in moto.
Altrimenti il PD sarà completamente incapace di governare un Paese che,già di per sé,avrà enormi difficoltà a governare.
Confesso di essere "noto" per il mio essere radicale, nei pensieri e forse meno nei fatti. A tratti con i piedi troppo incollati a terra, a tratti vivendo nell'ombra dell'illusione e talvolta di retorica troppo prolissa. Ma oggi, per commentare quanto è accaduto, sarò ancora più incollato a terra.. anche perchè l'illusione e ormai disillusione.
Ho vissuto questa campagna elettorale in un modo assolutamente nuovo ed interessante e di questo devo ringraziare il mio amico Gabriele. Mi sono sentito colpito da ogni parola sentita e da ogni fatto accaduto qui o là. Mi sono riaffacciato alla politica in una città per me nuova e non vi nascondo qualche strascico di nostalgia per la realtà dalla quale arrivo.
In questi mesi ho parlato con le persone che conosco, anche con chi è storicamente democratico, socialista, comunista (si può dire? si può ancora dire?) e sono rimasto incredulo alle parole sentite riguardo al PD.
Penso che ha sentito solo chi ha voluto sentire. Ho come l'impressione che questa volta il "meno peggio" non fosse il PD ma partiti e ideologie di tutt'altra natura. Continuo a dire che questo è davvero, troppo, sintomatico di quanto sta accadendo. Oggi ho letto di operai FIOM che votano (con legittima facoltà di scelta) Lega e PDL. Una sinistra, se pur radicale, che si sposta verso il pensiero di destra. Speranza e illusione di poter risolvere qualche problema dentro e subito fuori le proprie mura domestiche. Legittimo, non lo giudico.
WV mi ha fatto emozionare, ridandomi la forza di agire e credere ancora in uno slogan, in un partito. Ma io ho voluto ascoltarlo. Io ho voluto predere ore di ferie per ascoltarlo. Ma chi si è scottato dal governo Prodi, chi ha perso interesse o, banalmente, chi ha avuto troppi impegni per tenersi informato... il 13 Aprile cos'ha fatto? Si è affidato all'unica alternativa oggi possibile. Pensateci bene: la campagna elettorale di coloro che stanno dall'altra parte è stata silenziosa. Niente scoop, e non cercate di convincermi che il colpo elettorale del bollo sia riuscito a portare tutti questi voti alla lega! Quindi, in sintesi, è successo che mentre noi discutiamo di liste elettorali, ma anche di problemi seri e di soluzioni fattibili e credibili, chi non ha ascoltato è corso senza indugi verso quel vittorioso silenzio. E l'unico vero scoop è presto arrivato dopo le elezioni. Una Lega che guadagna il 7% dei voti nella stessa coalizione dove troviamo gli autonomi del Sud. La divisione dell'Italia che qualche anno fa spaventava oggi è assolutamente digerita. E non credo che le armi verranno mai impugnate a Nord e a Sud per fare la guerra nel centro, a Roma. La lega è stata una valida alternativa. La lega ha parlato di sicurezza: guardiamoci intorno e capiremo che questo è un problema sentito. Credo che il PD abbia tutta la forza per combattere anche questa piaga ma non l'ha detto, non l'ha detto a chi aspettava di sentirlo. Ho sentito il ministro Amato. Confesso di aver avuto qualche difficoltà a seguire tutto il discorso di Vercelli. E non mi reputo proprio un ignorante ma confesso, in quella circostanza, una buona dose di ignoranza. Eppure mi ha colpito, quello che ho colto mi è sembrato prezioso. Ma in quanti eravamo al teatro civico?
Credo davvero che si debba ripartire da qui, anche dalle piccole cose, e trovare il modo di parlare a tutti. Anche a coloro che non si interessano di com'è fatto il parlamento. A chi non valuta il vero dramma di una sinistra sfumata. A chi non si interessa del numero dei gruppi parlamentari. A chi vede l'innovazione come un processo che rallenta e non ottimizza. A chi è spaventato dal cambiamento. A chi non legge i giornali. A chi parla con un lessico non intellettuale. Tutto il resto è già nostro. Sono i voti arrivati il 13 Aprile. Purtroppo continuiamo a guardare dentro la nostra scatola che sta diventando una matriosca.
Continuo a pensare che il PD sia ciò nel quale mi ritrovo, la disillusione non è stata poi così forte. E soprattutto sono convinto che debbano continuare ad esistere entrambi i mondi: quello strategico, ideologico e quello più pragmatico. Sapremo riprendere i nostri voti ma per prenderli... bisogna parlargli e soprattutto farsi capire.
Posto senza rileggere, quindi se fossi ricaduto nella prolissa retorica citata all'inizio... vi chiedo scusa!
Gianluca
Ma come si fa a parlare a chi non ha voglia di ascoltare e di confrontarsi?Perché così fa la gente.
Un conto è dire cose concrete,un altro è dire cose da ignoranti.La gente vuole le seconde e non ha voglia di sentire le prime.
Ecco perché la Lega vince e noi no.
Date retta,la gente non ci ascolterà mai.L'unica cosa che possiamo fare sarà cavalcarne il malcontento,appena ci sarà(e ci sarà).
Spero che tu abbia ragione ma non dimentichiamoci cos'è già successo in passato. Questa è la terza legislatura del cavaliere ed il malcontento avrebbe già dovuto dare i suoi frutti. Abbiamo contato sul malcontento due anni fa vincendo per poco. Il futuro governo sta già preparando il proprio elettorato (anche quello appena conquistato) al malcontento e proprio in questi giorni leggiamo di future leggi impopolari ma queste verranno addolcite da misure altamente popolari, le quali però serviranno solo a placare gli animi e tenere saldo il voto. Sono d'accordo con te, certo, ma credo non basterà. Voglio sbagliarmi.
Vedi,io non credo che Berlusconi abbia convinto l'elettorato più di tanto.Nonostante tutto il burdello dei due anni di Prodi,il PDL ha guadagnato,rispetto al 2006,un punto e mezzo di percentuale.Aumento non troppo convincente,diciamolo,e per giunta dovuto soprattutto(a sua volta)al malcontento per le amministrazioni di centro-sinistra in Campania e Calabria.
Rispetto al 2001,poi,il PDL ha perso addirittura 4 punti.
Chi ha veramente convinto l'elettorato è stato la Lega.Ma anche la Lega avrà il suo bel daffare a convincere,contemporaneamente,l'operaio e l'imprenditore,senza perseguire la politica di trattativa e concertazione che avrebbe messo in atto il PD.
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