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lunedì 7 aprile 2008

La fiaccola non si spenga. Ma si accenda la coscienza.

Condanno sempre ogni forma di violenza, quale pure è stato lo spegnimento forzoso della fiaccola olimpica, giunta a Parigi.
Anche simbolicamente mi pare fatto residuale: importa poco se la fiaccola continuerà a bruciare: quel che più ci deve premere è - ribadisco (vedi post precedente sul tema) - la posizione che i governi europei assumeranno sulla partecipazione (o meno) alle prossime Olimpiadi.
A meno che scelgano di non scegliere.
Finora Sarko è l'unico che ha parlato, manifestando l'idea di disertare la cerimonia inaugurale.
Che è già qualcosa, ma non basta.
Le Olimpiadi sono un inno al dialogo, alla libertà del confronto: tra gli individui e tra i popoli.
Non possono celebrarsi in una nazione il cui governo è uno dei più sanguinari del pianeta.
Non può celebrarsi una festa nella casa in cui qualcuno sta per essere ucciso.
Sulla Cina, poi, vedo schizofrenici balletti di posizionamento e giudizio: l'altroieri era una minaccia, ieri un'opportunità, poi di nuovo un pericolo, poi infine un Paese che paga uno scotto ai grandi cambiamenti interni...
Non vorrei che l'unica lente con cui guardiamo ad essa sia quella del Mercato: perchè ciò che può conseguire a questa costante deformazione del nostro criterio di giudizio può essere molto, molto pericoloso. Direi letale.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Nulla da aggiungere però devo dire di essere molto soddisfatto da come sta evolvendo la situazione...la fiaccola sta portando un grande movimento mediatico intorno a problemi che la casalinga di voghera magari da domani non più ignorerà totalmente!

cioci

Anonimo ha detto...

Il silenzio è assordante, vero? Hai ragione, dobbiamo assolutamente boicottare le olimpiadi. La dittatura militare fascista cinese non può rifarsi il trucco ospitando una manifestazione che è anche un simbolo di pace e di fratellanza.
I Governi devono prendere una posizione netta a favore della rinuncia alla partecipazione, perchè questo è necessario per cominciare a cambiare la storia.
Ma anche gli atleti non possono sottrarsi con la scusa che quello è l'obiettivo della loro vita, perchè questa è ipocrisia. Vincere una medaglia alle Olimpiadi è il sogno di un atleta, ma dire no, anche a prezzo di una enorme rinuncia, ai massacri di cittadini inermi (Tibet) ed all'oppressione di un intero popolo (quello cinese) è una medaglia della quale qualsiasi uomo potrà parlare con orgoglio ai propri figli.
Che ognuno si prenda le proprie responsabilità, atleti e associazioni sportive nazionali.
Qaunto alla fiamma olimpica, beh, da trinariciuto comunista, dico che deve essere aggredita e spenta perchè l'uso che ne abbiamo consentito, come CIO, è aberrante.
Forza manifestanti, fatevi sotto....
Ciao
Dario Roasio
P.S.: sei spesso da me, ma non commenti molto, eh!!!???!!!

Gabriele Molinari ha detto...

Hai perfettamente ragione, Dario.
Gli atleti dovrebbero essere, e sentirsi, responsabilizzati. Tuttavia essi sono, in molti casi, ostaggi. Ostaggi di lusso, quelli con sponsorizzazioni milionarie, date da Spa che sono le principali finanziatrici dei Giochi. Ma sono pochi. Assai di più gli ostaggi delle cosiddette "discipline povere", cui le Federazioni impongono le scelte "politiche" dei Governi. Che sono quindi i soli a poter scegliere...Scegliere cosa si è già capito: come diceva Gaber "di fronte ai terroristi e a chi si uccide c'è solo lo sgomento".
Ma con lo sgomento si fa poca strada, e non si cambia nulla. Forse avete ragione voi (includo anche cioci), forse le azioni di "disturbo" possono sortire qualche effetto. Sapete tuttavia che io non sono proprio un teorico del conflitto...Preferisco sempre un ponderato confronto, e una ferma (sottolineo ferma) presa di posizione. Magari con parole dure, ma col sorriso sulle labbra. Un pò come fanno, con noi, i cinesi.
ps: dario....commenterò!

Anonimo ha detto...

Credo che abbia ben dipinto Gabriele la situazione. Tutt'altro che ovvio il cosa fare e ancor più complesso il come farlo.
Siamo tutti concordi e solidali con il Tibet.Ci mancherebbe.
Io non abbastanza conoscenze dirette per dire cosa fare; di certo essere comunque in Cina con un evento mediatico aiuterà a discutere,a generare visilià e conoscenza.Sarà un pò di luce per tutti.Anche per il Tibet. Anche se dopo, ad evento consumato, ci sarà la resa dei conti.
La Cina è comunque "un mondo" che deve aessere aiutato a crescere democraticamente e a riquilibrare l'altra parte del mondo, più furba ma non sembre più morale ed onesta.
Leggi Bush.
Continuiamo a parlarne.
Non dimentichiamo.
Mauro

Anonimo ha detto...

"E penso:si son dati la zappa sui piedi con le Olimpiadi,dove arriva lo sport,si aprono le porte,qui comincia a cambiare la storia.Di lì a poco,un pezzo alla volta,l'impero sovietico si è sgretolato".
(Italo Cucci sulle olimpiadi di Mosca del 1980).

Anonimo ha detto...

Italo cucci! citazione dotta!