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martedì 17 gennaio 2012

Italy falling.


Prima telefonata tra il Comandante della Costa Concordia e la Capitaneria di porto


Seconda telefonata tra il Comandante della Costa Concordia e la Capitaneria di porto


"Il garantismo è sacro. Ognuno ha diritto a non essere vittima di processi di piazza o di una giustizia che si battezzi "esemplare". E questo vale certamente anche per il Comandante Schettino. Ma le parole, e i gesti, parlano. E dicono che questo Paese merita senz'altro di meglio di ciò che qui si ascolta e si ascolta fare (o non fare).  Vero, si può obiettare, ed è anche stato fatto, circa l'opportunità di renderle pubbliche, queste parole, ma mi pare che in questo specifico caso non ci si trovi nel tipico "gossip" di corollario a qualche inchiesta penale e vi sia, invece, 1) un evidente interesse pubblico a conoscere la verità dei fatti, che se l'ascolto delle telefonate pure non esaurisce, tuttavia - anche solo in parte - consente; 2) una pronosticabile rilevanza giudiziaria di queste stesse registrazioni. Per cui no, stavolta a differenza di tante altre volte non credo che ci sia da scandalizzarsi, tantomeno eccessivamente, per questa pretesa (da alcuni) violazione della privacy. E', quello della pubblicazione "rubata", un malcostume italiano che andrebbe senza dubbio corretto, però stavolta - laddove pure vi fosse stata una forzatura, che io non vedo - credo sia più opportuno concentrarsi sul contenuto. Piaccia o meno emergono chiaramente due Italie. E io so, senza alcun dubbio, a quale di esse voglio continuare ad appartenere"

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