10 anni fa: Piazza Navona.
Al di là di ripensare a ciò che di giusto, e profetico disse Moretti (in un discorso che in larga parte condivisi, tolto naturalmente l'endorsement a Pardi a qualche altra amenità pre-movimentista), quello che constato è come in dieci anni la situazione non sia peggiorata, ma semplicemente divenuta irreversibile.
Il conservatorismo domina ovunque, a ogni latitudine politica; ma da questa, di parte, si è addirittura giunti alla restaurazione postcomunista (sì, nè più nè meno), forse mitigata dalla timida deferenza verso il grande capitale (anch'essa, in fondo, tradizionale), e infine movimentata da una tensione artificiale quanto inutile con Santa Madre Chiesa che pure sa di tremendamente di già visto. E di finto.
E' come guardare una fiction di tanto tempo fa in replica.
Se era comica non fa più ridere.
Se era drammatica non fa più piangere.
Se guardi ai vecchi sono ancora là.
Se guardi ai giovani devi cercarli tra quegli stessi vecchi, perchè ne sono diventati copie esatte.
La sinistra italiana è immobile.
E in genere chi è immobile, o aspetta qualcosa, o aspetta di essere seppellito.
Ps. Quella volta, in ogni caso, fu una delle poche in cui sentii parlare chiaro "a sinistra" (diciamo così, per capirci), dove "parlare chiaro" vuole intendere, più che il fare casino per il casino, il tentativo di rompere quel velo d'ipocrisia che ho sempre trovato insopportabile. Di questo, ancora oggi, credo si debba rendere merito a NM.
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