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mercoledì 23 maggio 2012

Fermare i fiumi.


Nel 1969 le cascate del Niagara furono prosciugate perchè il letto delle stesse potesse essere analizzato dall'Army Corps Engineers. 
A vedere, oggi, queste immagini si resta a bocca aperta. Deviare le acque, almeno in quelle specifiche condizioni, non era opera priva di difficoltà. Così ci sembra quasi incredibile che più di quarant'anni fa l'Uomo abbia potuto tanto; e forse un poco sembra incredibile anche per noi, oggi. Non incredibile, probabilmente, il "poterlo fare", la possibilità; ma certamente "il farlo", l'esecuzione, il verificarsi di quell'ipotesi.
Siamo infatti condizionati da rassegnazione e scetticismo crescenti; atteggiamenti che accompagnano la nostra disabitudine all'azione e all'impegno. Come se qualcos'altro potesse, o peggio dovesse agire in nostra vece. Così restiamo spesso in oziosa attesa, oppure ci consegniamo a una rabbia cieca.
Questo vale tanto per il privato che per il pubblico, cioè per la politica. O ci si oppone recisamente a tutto, a tavolino; o si denigra, o si evocano con maggior forza identità di varia specie (geografica, ideologica, morale) confidando che quella maggior forza, quasi facendosi imperio, possa nascondere il vuoto di una proposta che spesso non c'è.
In questa data odierna, simbolica, il significato del tentativo, della sfida, dell'impegno (che da privato diventi, appunto, pubblico) riporta con la mente a chi - sfidando non tanto la natura, ma una parte, potremmo dire oscura, di quella stessa - ha perso la vita e guadagnato, tuttavia, la nostra memoria condivisa. 
Nessuno di noi può fermare, da solo, i fiumi; e neppure le bombe; e questo vale anche per gli uomini di Stato. Ma ci consola pensare che neppure le bombe hanno fermato, infine, quegli uomini di Stato. Loro sono ancora ben presenti. In quel plurale, ovvero nella pluralità di quel coraggio c'è infatti la nostra forza, e la nostra speranza: collettiva, ed in fondo - io credo - anche personale.
In quel plurale c'è il fiume della nostra Comunità: che non dobbiamo fermare, ma - anzi - riprendere a navigare. Con rinnovata, maggiore ed ambiziosa fiducia.

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