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venerdì 25 gennaio 2008

La musica è finita. Gli amici se ne vadano.

Ognuno valuterà da sè le ragioni di quel che è accaduto.
Prodi ha (legittimamente da punto di vista umano, imprudentemente da quello politico: e Prodi è un uomo che fa il politico) voluto "parlamentarizzare" il dibattito. Il risultato è che così il supernano, rivelatosi vero stratega, ha buon gioco nel respingere le offerte di esecutivi istituzionali, può dribblare l'ingenua sponda veltroniana e puntare dritto alle elezioni con questa orrida legge: lì, verosimilmente, trionferà, costituendo così il Parlamento che lo manderà al Quirinale (questa è una inesattezza: spiego all'interno di commenti).
Complimenti, dunque, a tutti noi.
Ma soprattutto complimenti a Voi, maiores che da quindici anni dettate la rotta di questo centrosinistra. Su quindici anni, sei anni e mezzo di governo. Quattro governi caduti, e tre premier diversi. Calo dei consensi al Nord stimabile nell'ordine del 30-40%. Potrei continuare. Nessuna riforma importante approvata in tutto il periodo di Governo, a cominciare dalla legge sul conflitto di interessi. Legittimazione politica dell'avversario meno legittimabile unita alla propria perdita di credibilità attraverso lo schizofrenico balletto tra bicamerali e comparsate ai girotondi.

Io potrei ancora continuare.
Il problema, tuttavia, è se intendete continuare Voi.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

La caduta del Governo determinerà: 1)la mancata firma sul contratto degli statali
2)l'impossibilità di diminuire le tasse ai lavoratori dipendenti
3)l'impossibilità di aumentare la tassazione delle rendite
4)il fatto che l'Italia resterà senza Governo in piena crisi economica mondiale.
Chi esulta per la caduta di Prodi lo tenga a mente.

Una volta premesse le conseguenze concrete,farò alcuni rilievi più astratti.
1)Sulla politica di Prodi - come su quella di tutti i governi democratici - pesa la reazione di quella parte di società - che è maggioranza - composta dai furbi. Quelli che le regole non le vogliono rispettare.E dunque non vogliono chi le fa rispettare.
Non rendendosi conto che così impediscono di garantire sicurezza a tutti:e dunque a loro stessi.
Preso atto di questo,c'è bisogno di un centro-sinistra che sia abbastanza "populista" da far digerire alla gente il modello democratico.Cosa che a Prodi non è riuscita.Questo è un limite suo e di tutto l'attuale centro-sinistra.
2)Più in generale su Prodi pesa la debolezza che,in Italia,colpisce tutti i governi(figuriamoci i governi democratici,che alla maggioranza della gente non piacciono).
A tale debolezza si può rimediare solo cambiando la legge elettorale e modificando i poteri del Parlamento(sono per la Repubblica parlamentare,ma due camere uguali sono una palla al piede del Governo).
Volendo questo si poteva fare.E si poteva persino farlo in combinazione con il conflitto d'interessi.Non si è fatto.E qui la colpa non è di tutto il centro-sinistra,non è di Prodi:è di Veltroni e solo di Veltroni che ha fatto errori da dilettante.Ben peggiori di quelli di D'Alema in Bicamerale.
Ne consegue che se il "nuovo" è Veltroni,quasi quasi conviene tenersi il "vecchio":Prodi e D'Alema.
Sapendo che i "nuovi" non sono generalmente all'altezza dei "vecchi",o ci si coltiva un "nuovo" che dimostri vera intelligenza politica,oppure è inutile candidare un "nuovo" tanto per candidarlo.

P.S.
Non è affatto detto che,andando al voto con questa legge elettorale,il Senato vada al centro-destra.

cioci ha detto...

Sarebbe ora di discernere tra sogni e realtà.

La realtà aimè è che la sinistra non c'è più nelle regioni produttive del paese, e questo da anni.

Possiamo inseguire i sogni cavillando su tutti i temi che ci stanno a cuore e, come sempre sputando su chi cerca di far divenire il centro-sinistra forza di governo (io adoro sparare sentenze, per carità ma quando si tratta di far sul serio...siamo seri).

La realtà è che l'unica novità della politica italiana degli ultimi 15 anni è rappresentata dal P.D (e complimenti ai destrorsi se si crogiolano di nuovo e sempre nel fini-berlusconismo...).

Non è discutibile che solo il P.D. in questo momento rappresenta, in embrione, quel centro-sinistra in grado di governare e non solo di scazzare all'interno con indegno spettacolo che da ormai 15 anni stiamo ad assistere.

Se qualcuno gode nell'andare al governo e poi affondare a causa del partitino di turno (che, spaventato dalla soglia al 5%, rompe tutto..e sento ancora dire che è colpa di Veltroni, ALLUCINANTE)dopo qualche mese...I MIEI COMPLIMENTI.

Io sono molto critico nei confronti dei teo-dem, ne i confronti di quello che ho visto negli ultimi anni (Mastella ministro, Bassolino e Pecoraro ancora al loro posto, giunte regionali di centro-sinistra che nominano primari incapaci e senza alcun titolo...di AN !!!)...ma mi son dato una regola ormai..

se sputo sentenze devo proporre un'alternativa e secondo me alternativa a remare tutti pro-P.D. ne abbiamo solo ancora una...suicidarci politicamente come siamo molto bravi a fare...

Anonimo ha detto...

Non è che la colpa della caduta del Governo è di Veltroni.Non direttamente.
Diciamo che l'arma per rafforzare un governo di centro-sinistra ed evitare i ricatti del Mastella di turno si chiama legge elettorale.
E il tentativo di Veltroni di trovare una buona legge elettorale è fallito.Con esso è fallito il tentativo di fare la legge contro il conflitto d'interessi.
Il motivo di questo(doppio)fallimento di Veltroni può essere spiegato così.

1)Veltroni avrebbe dovuto fare una legge elettorale che potesse al tempo stesso:avvantaggiare i partiti grossi(com'è logico,visto che il suo partito è grosso)e al tempo stesso accontentare i partiti medi.Come la Cosa Rossa.Ma anche come AN e UDC.
Perché vedendosi togliere i voti dei partiti piccoli dell'Unione, la legge elettorale si sarebbe potuta fare soltanto pescando nei voti dell'opposizione.
Ma si sarebbe anche dovuto evitare di cercare i voti di Forza Italia, perché questo sarebbe significato ritardare la legge Gentiloni sulle televisioni.E,ovviamente,quella sul conflitto d'interessi.(Esattamente quello che è successo).
2)Veltroni,dicevamo,avrebbe dovuto trovare un compromesso fra partiti grossi(il suo)e medi(Sinistra,AN e UDC).E l'avrebbe anche trovato:la Legge Vassallo era perfetta in questo senso.
Il problema qual è?Questo:non si può arrivare a un compromesso partendo da un compromesso.La Legge Vassallo sarebbe dovuto essere un punto di arrivo.Non di partenza.Mi spiego.
Se Veltroni fosse partito dal sistema a lui più comodo(il sistema spagnolo),AN e UDC(e Lega),se avessero voluto trovare un compromesso(e secondo me volevano farlo)avrebbero dovuto mollare la soluzione a loro più comoda(il sistema tedesco)e accettare,alla fine,la legge Vassallo.Che non era la legge a loro più congeniale(neanche a Veltroni,se è per questo)ma al tempo stesso non avrebbe portato loro alcun danno.
3)Questo non è successo.Così AN e UDC si sono fissate sul modello tedesco,e Veltroni,per potere fare la legge a lui più comoda,ha dovuto tentare la mediazione con Berlusconi.
E dunque,rinunciare alla legge sul conflitto d'interessi.
Dopodiché Berlusconi,una volta visto che Mastella stava tagliando la corda,ha lasciato Veltroni in tredici.
Col risultato che sappiamo.

P.S.
Io sono d'accordo con chi dice che il PD è l'unica forza da cui può venire un rinnovamento.
Ma il rinnovamento,l'ho già scritto,dev'essere anche un miglioramento.
Le cazzate fatte da Veltroni non migliorano proprio nulla.
D'Alema fece cazzate simili a Veltroni nei confronti di Berlusconi,ma non nei confronti degli alleati:tanto che D'Alema ha portato la coalizione a vincere due volte,riuscendo a tirare dentro Bertinotti.Quello che Veltroni adesso vuole cacciare.
Questa è la differenza.

cioci ha detto...

opinioni in parte condivisibili ma...E QUINDI?

SI AFFONDA IL PD E SI PROPONE..?

Anonimo ha detto...

La proposta?
Napolitano sciolga solo il Senato.
Costituzionalmente è possibile.Anzi è la scelta più logica sapendo che:
1)la destra spinge per votare.
2)al tempo stesso,non puoi sciogliere una Camera(quella dei Deputati)che ha espresso un chiaro voto di fiducia al governo Prodi.

Può darsi che gli italiani non capirebbero una scelta del genere.Ma basterebbe spiegarglielo.

In questo modo cosa succede?Che Prodi torna al centro della scena.Perché è Prodi,e non Veltroni,e non qualcun altro,ad avere la fiducia della Camera.
Se torna Prodi,tutti i problemi che sono venuti fuori dalle dichiarazioni di Veltroni(io corro da solo)rientrano,perché Prodi riesce a tenere insieme il Pd con la Sinistra,coi Radicali e pure con Di Pietro.

In tutto questo frattempo,Veltroni avrebbe tempo per riflettere sulle cazzate fatte,e per cambiare qualcosa della sua strategia.

P.S.
E'un'ipotesi azzardata,ma non escludo che Prodi l'abbia presa in considerazione.
Così si spiegherebbe la sua ostinazione ad andare alle Camere.
In più qualcosa del genere l'aveva accennata,l'altro ieri,Cossiga.Che in genere le cose le sa.

cioci ha detto...

1 - secondo me Veltroni non ha fatto cazzate,è l'unico leader con un certo carisma ed uno smaltino di nuovo che possiamo presentare per cui non iniziamo a cavillare l'incontestabile
Veltroni paga il fatto che il PD è un partito nuovo ancora senza un chiaro Direttivo etc etc

2 - Prodi ha fatto la cazzata di andare al massacro in Senato e si è bruciato

3 - in ogni caso al Senato la situazione sarebbe di totale ingovernabilità

Anonimo ha detto...

1)Va bene.Sta di fatto che la posizione tenuta dal PD è stata completamente sbagliata.Con questo non sto dicendo che bisogna affondare il PD,giusto il contrario.
2)Secondo me il fatto di essere andato in Senato non è una scelta casuale di Prodi.
3)Al Senato la situazione sarebbe comunque ingovernabile.
Ma intanto si farebbe passare un po'di tempo: e per Berlusconi il tempo è prezioso.
In questo frattempo ci sarebbe l'occasione per chiarire un paio di cose a sinistra.
E soprattutto si farebbe capire definitivamente a tutti,tutti compresi nessuno escluso,che il problema sta nelle regole.E che,dunque,o le si cambia o non si va da nessuna parte:inutile fare i furbi.
La conseguenza si chiamerebbe Grande Coalizione.L'unica alternativa a Berlusconi al potere.

Anonimo ha detto...

Ma perchè mai Veltroni è incontestabile?
E' un pò grave se cominciamo a dire che qualcuno è "incontestabile" e che il ragionamento della contestazione è "cavillo". Attenti, perchè per dirsi laici occorre esserlo davvero, proprio evitando - pure in buona fede, come sicuramente è stato fatto - queste espressioni. Altrimenti che differenza c'è con i teodem e i valori "non negoziabili"? Veltroni è contestabile, invece, per l'imprudenza usata. E' contestabile perchè ha detto tutto e il suo contrario sulla legge elettorale. Alla fine non avendo nessuna posizione. Veltroni è un grande comunicatore, ma quel che comunica lascia spesso a desiderare. E, quando rimane a farsi insultare dal papa sul traffico de roma, pure quel che NON comunica...mi lascia a desiderare.

Gabriele Molinari ha detto...

Devo scusarmi perchè ho scritto una inesattezza che mina un pò il senso del ragionamento espresso sul post.
Il prossimo Parlamento, in caso di elezioni anticipate (in aprile o anche estate, insomma 2008) non eleggerà il futuro inquilino del Quirinale.
Me lo segnala il Club Prima Riformisti di Roma, in cui milita l'illustre collega Pierluigi Winkler, a mezzo del sito del Club (molto bello, l'ho linkato in home ), in cui si può leggere questo bell'articolo che aggiunge linfa al dibattito.
Copio e incollo...là...!


Caduto Prodi, l'interesse di Berlusconi

venerdì 25 gennaio 2008

L’immediata reazione di Berlusconi, dopo il voto che ha sfiduciato Prodi al Senato, è stata netta: “subito al voto”. Non dovrebbe dare adito a dubbi. Ma è davvero quella l’intenzione del Cavaliere ? Inutile nascondere che, in politica, non c’è leader vero che non sia prigioniero delle cose che dice e predica. Berlusconi non può facilmente smentire se stesso, vale a dire la promessa fatta e ripetuta per un anno e mezzo al suo elettorato: via Prodi ed elezioni...

Tuttavia, se riflettiamo, le sue ambizioni personali (in questo caso, politiche) non lo portano a volere davvero le elezioni a primavera. Primo, perché sa che probabilmente porterebbe il centrodestra a vincere le elezioni ma, dopo, si troverebbe di fronte al solito e irrisolto problema del governare, caricandosi sulle spalle la croce di tenere insieme una coalizione conflittuale, da Storace a Tabacci, e dovendo fronteggiare tante grane del Paese in una congiuntura economica poco favorevole. Per non parlare dei dissensi di questi mesi con Casini e Fini, che rivelano forti incompatibilità per il futuro.

Secondo, c’è poi il suo sogno: diventare Presidente della Repubblica. Gli mancherebbe soltanto quella alta carica, per completare una straordinaria carriera pubblica. Sappiamo che, il solo parlare di quella sua ambizione, fa inorridire ogni cittadino dabbene, che abbia a cuore il “senso dello Stato”. Ma, ai fini del nostro ragionamento, non ci aiuta l’indignazione preventiva. Quella ambizione c’è, punto. Allora, deve essere a tutti chiaro che le elezioni anticipate svolte ora non convengono a Berlusconi, per un motivo molto semplice: un Parlamento eletto a primavera di quest’anno, in cui il centrodestra fosse maggioranza e durasse per l’intera legislatura, non sarebbe comunque il Parlamento che elegge il successore di Napolitano. La data di fine mandato del Presidente della Repubblica cade, infatti, nel 2014. Morale: per quel suo sogno. a Berlusconi fa comodo che le elezioni politiche siano nel 2009 e non prima. Solo così potrebbe sperare di ottenere una maggioranza parlamentare di centrodestra pronta a mandarlo al Quirinale, e così dare il tanto atteso via libera alla corsa per la leadership del centrodestra.

Pertanto, non si può escludere che Berlusconi dica “elezioni” ma pensi ad altro, e si appresti a favorire una soluzione di governo tecnico-istituzionale, con un mandato limitato: la nuova legge elettorale e poco altro. Noi azzardiamo due ipotesi: un governo Draghi-Letta, di profilo più tecnico che istituzionale, ovvero un governo Marini-Letta. Propendiamo per la prima ipotesi. In entrambi in casi, con l’intelligente e fidato Gianni Letta, chiamato al ruolo di Vicepresidente del Consiglio, Silvio Berlusconi si sentirebbe più che garantito, anche per “regolare la durata” di un governo di decantazione.

Per quei frequenti giochi del destino, così fosse, l’interesse di Berlusconi coinciderebbe, per una volta, con l’esigenza bipartisan di essenziale governabilità e riforma di cui il Paese ha indilazionabile necessità.

Anonimo ha detto...

La data di fine mandato finisce nel 2013.Napolitano è stato eletto nel 2006.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo. questo ceto politico di centro sinistra ha reso credibile come candidato premier uno come Berlusconi che è una contraddizione in termini con la politica. Eppure non sono riusciti ad ucciderlo politicamente!

E' il segno di una sconfitta che non può che significare "fuori dalle scatole" tutti.

Anonimo ha detto...

mi stupiscono gli apprezzamenti a Prodi e D'Alema perchè sono riusciti a "tenere insieme" l'Unione che ha vinto le elezioni,ma che ha tragicamente dimostrato,a causa della sua politicamente assurda eterogeneità, di non poter o saper governare. Condivido totalmente,quindi,la tesi di Veltroni : il PD da solo ; nel medio periodo sarà la scelta politicamente giusta e sarà premiata anche elettoralmente.

Anonimo ha detto...

In teoria il discorso di Veltroni è assolutamente condivisibile e può portare risultati.
Ma con la prospettiva di votare con QUESTA legge elettorale,il discorso cambia.Non tantissimo,ma cambia.Diciamo che il PD da solo riuscirebbe anche ad avere il premio di maggioranza al Senato in molte regioni,ma ne perderebbe alcune,quanto basta per concedere al centro-destra una buona maggioranza.

Mi rendo conto,comunque,dopo avergliene dette tante contro,che è probabile che Veltroni sappia tutto questo.E che probabile che stia semplicemente tirando sul prezzo con gli alleati.Che abbia semplicemente,e fortunatamente,imparato a contrattare nel mercato della politica,visto che sulla legge elettorale ha dimostrato di non saperlo fare.
Credo che il risultato della scelta di Veltroni,se si andrà a votare con questa legge,possa essere una coalizione,ma una coalizione limitata a tre partiti,e soprattutto coesa attorno al programma,molto più che nel 2006.
Non è poi escluso che a sinistra avvenga finalmente l'unità.Sperando che Salvi e Mussi,che sono politici veri,prendano bene in mano la situazione.