Questo signore ha fatto la Storia.Oggi si occupa di "governance", a colpi di ospitate, e fa pubblicità.
Ora la fa anche a un noto e prestigioso marchio di borse e accessori.
Nulla di male, ci mancherebbe. Ognuno fa quel che vuole di sè e della propria immagine.
Ma per un personaggio pubblico, e di questo calibro, credo che debba (sottolineo: debba) essere diverso.
Intristisce sempre vedere la discesa che segue al raggiunto apice di un percorso politico, artistico, esistenziale. Qui, discesa o meno (certo non mi pare ascesa), intristisce la debole custodia che certe icone hanno di sè, del proprio valore storico prima che simbolico.
A che serve, mi chiedo, oltre che a garantire una cifra (che comunque non posso immaginare iperbolica), questa sponsorizzazione? Davvero è indispensabile a un ex capo di Stato?
E poi, col Muro di Berlino dietro...ma che terribile banalità...
Guardate, io penso che anche dalle piccole cose nascano i grandi principi e un'etica sociale condivisa. Dubito che Ernesto Guevara avrebbe sponsorizzato sigari o rhum, in un'ipotetica vecchiaia. Sono quasi certo che De Gaulle o Mitterrand non avrebbero mai fatto spot, di alcun tipo. E in ogni caso non nei luoghi simbolo della loro carriera politica.
Certo, le mie sono solo ipotesi, più o meno condivisibili.
Ma insisto: questo mondo è ormai solo comunicazione a spot.
Anche quando non c'entrano i prodotti commerciali.
Ovunque è imposta una comunicazione corrotta, ambigua, comunque piatta, banale. E spietata, onnivora.
Questa comunicazione cannibale, attraverso la Tv commerciale ha preparato il disastro culturale in cui versa l'Occidente "evoluto" e in particolare l'Italia.
Quando vedo che si mangia anche la Storia, i suoi artefici e i suoi "posti" (in un sol colpo), mi viene da ...postare. Riflettendo su questo, ma anche su un altro aspetto: ovvero su quanto sia difficile dimenticare quel che si era, e su quanto sia duro accettare un diverso presente.
Anche quando il passato è lontano, anche quando il presente non è anonimo.
Ma forse, in questo mondo, che ha di fatto abolito l'anominato, si è comunque sempre troppo anonimi.
La comunicazione, del resto, segue (imponendole) le regole del Mercato: c'è sempre una domanda dietro un'offerta. E c'è (quasi) sempre una debolezza dietro un errore.
4 commenti:
Sono del tutto d'accordo con te. Ormai tutto è in vendita, ed ogni cosa ha un prezzo: anche un passato importante si può comprare a suon di dollari, anche la dignità.
V
Questo blog non è fatto per esternare malamente i propri disagi, nè per ospitare polemiche, peraltro gratuite, con tizio o caio. Al limite ci si rechi sul blog di Tizio o Caio. Grazie.
il muro è ancora in piedi. più che altro è crollato michelino.
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