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venerdì 21 novembre 2008

Finire. E ricominciare.

Per sapere come la penso sul PD, su Veltroni, sull'effettività di quella "D" che sta nel nostro nome...si può leggere il pregresso di questo blog.
Oggi, tuttavia, mi sento di dire che tutto è superato. Non smentito, non corretto: superato.
L'emergenza va oltre l'opinione, la travolge, la relativizza. O forse no: anzi, la rende assoluta, specie se l'opinione è, o era, non infondata.
L'opinione era, è, sarà che il sottoscritto vuole stare in un partito vero, moderno, post-ideologico, riformista e - certo - realmente democratico. L'opinione era (è, sarà) che con quella che ho definito "cosmesi democratica" non si va lontano. Non si va, cioè, lontano con l'impalpabilità Veltroniana, con il rifiuto identitario, con l'assenza di meritocrazia, con i calci nel culo, con l'ipocrisia, con il "degrado buonista".
Ma nemmeno si cresce con la presunzione dei grandi strateghi, che oggi godono dell'imbarazzo del leader: D'Alema sopra tutti, certo, ma ce ne sono...ce ne sono molti: almeno tutti quelli, sciagurati, che oggi vorrebbero fare davvero un compromesso storico bonsai. Inconsapevoli di vivere un altro tempo. O ad esso furbescamente (?) indifferenti.
Nè si cresce - e questa osservazione è generale e trasversale - con la mediocrità, con il mito vuoto della missione della politica, che poi - quasi per una mutazione genetica - diventa "costrizione" della politica, e genera classi dirigenti scolpite nel tempo.

Ma qui la mia opinione conta poco, credetemi.
Qui la situazione è drammatica, e mostra - credo - una strada sola.
In cui non vi sono posizioni contrapposte. Non vi sono guerre intestine. Non vi sono summit di alto livello per salvare il salvabile. Tempo scaduto.

La strada è finire.
Finire qui con questa classe dirigente che ha lasciato molti disastri dietro di sè; che non convince, che non appassiona...forse perchè - è un mio sospetto - è essa stessa assai poco convinta e appasionata.
La strada è RICOMINCIARE: da altri. O, almeno, da molti altri.
E non dico lo sconosciuto preso dalla strada (nè però lo escludo, s'intenda)...non parlo di scelte populistiche...PArlo di un NORMALE AVVICENDAMENTO AI VERTICI.
Che esiste ovunque, in ogni paese.
E parlo di tutti i vertici: nazionali, regionali, locali.
Non parlo di una deriva "giovanilista": c'è gente di 50 anni che a forza di aspettare diventerà eterna promessa non per propria colpa...

Ma davvero non ci insegnano nulla il caso Villari, il terrificante (per la terrificante valenza simbolica) siparietto televisivo tra Bocchino e Latorre, l'eterna rissa tra Veltroni e D'Alema?

Ma davvero non capiamo come e quanto sia tempo di cambiare, di aprirci, di superare il passato, di smetterla di comportarsi da vecchi ragionieri e provare a sfidare il nuovo (pur con tutte le sue incognite ed insidie)?
Ma devvero non capiamo quanto la gente sia stanca di questo niente (pure bruttino)?
Ma davvero il citatissimo Obama non ci insegna nulla?
Io, e chiudo, invito a credere ancora al PD. Ma anche a pretendere un PD diverso.
Ricco di posizioni, di diversità, di confronto. E di futuro.
Ma prima di tutto di coraggio: il coraggio di voltare pagina.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro il mio "riformista", credi davvero esista qualcuno che non lo è (nel bene o nel male)?

Gabriele Molinari ha detto...

guarda, detesto il termine, e mentre lo scrivevo - detestandolo - pensavo che fosse utile a una "chiarificazione" della mia posizione, secondo gli schemi correnti (più o meno corretti che siano).
tuttavia non posso notare che in una nota di 50 righe tu lasci perdere tutto il resto vieni a contestare una parola.
come se in essa si esaurisse il mio post.
che dire...

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe intanto spiegare ai comunisti rimarsi nel PD come mai gente come Villari e la Binetti (ex DC convinti e fieri di esserlo) siano così propensi ad assumenre posizioni fuori da ogni logica .

Io che non mi definisco, per ora, comunista provo un certo fastidio a pensare di dover votare un partito con certe personucole (che con me non ha proprio nulla da condividere) al suo interno.

Il fastidio è pari al fastido che ho nei confronti del suo gruppo dirigente (è vero Gabri che tu lo manifesti da tempo e te ne do atto).

Insomma,perchè non sorteggiamo i parlamentari in due schieramenti, uno lo chiamiamo Inter e l'altro Juve...sarà tutto più trasparente a questo punto e sarà garantito il pluralismo al loro interno !

Cioci

Anonimo ha detto...

A gennaio alla caduta del governo Prodi, avevo deciso di non votare. Poi Il PD annuncia di presentarsi alle elezioni da solo. Decido di votare per Veltroni, convinta che qualche cosa possa cambiare. E' l'idea di voltare pagina, di non soffermarsi sull'ultima polemica, ma di volare alto sulla progettualità, su un'idea di paese che si sappia pensare e realizzare in un futuro prossimo, partendo dalla dura realtà dell'oggi senza perdere la speranza di divntare migliori di ciò che siamo.
Ho votato e non sono rimasta delusa dal 33% raggiunto, se non ci fosse stato veltroni la sinistra tutta insieme non avrebbe razzolato più di 25%.
Sono rimasta delusa dal dopo: non sei al potere, ma non può venire meno l'idea del progetto, non puoi ripiegarti sulle sterili polemiche.
Non sono iscritta al PD, ma vorrei fosse un parito ch si togliesse dalla prassi di bassa lega, che facesse largo a volti nuovi.
E penso che il cambiamento passi attraverso il cambiamento del singolo nella singola sezione, senza rassegnarsi. L'alternativa? Buttare tutto: bambino e acqua sporca e ricominciare.

Geraldo Maia ha detto...

Ciao Gabriele,
Un cordiale saluto dal Brasile, con tutte le migliori:
Geraldo