Ci possono essere due odiosi torti contrapposti? Certo, che possono, che diamine! Dopo aver letto l'inqualificabile frase di Berlusconi sull'"abbronzatura" di Barack Obama, ecco un'intervista che mi fa incazzare solo un pò meno del compiaciuto orgoglio di Repubblica di sbatterla in bella evidenza. Carla Bruni è "contenta di non essere più italiana". E Repubblica, più contenta di lei, ci fa un bel titolo..."Certe volte - dice la Bruni - sono molto felice di essere diventata francese"; tuttavia, la stessa Bruni, appena dopo spiega che ora, dato il suo nuovo ruolo di 'first lady', non firma più petizioni contro razzismo (e similari). "Se fossi solo la 'cantante' Carla Bruni - osserva con acume la 'cantante' Carla Bruni - firmerei senza problemi il manifesto per l'uguaglianza in Francia, ma mi chiamo Bruni-Sarkozy" e pertanto ora "il mio nome mi appartiene meno", aggiunge Carla Bruni.Ricapitolando:
1) la Bruni, da first lady non può firmare petizioni (più o meno giuste), però può sparare merda sul proprio Paese di origine.
2) la Repubblica, quotidiano cui pure mi sento tradizionalmente legato, non ha problemi (anzi!) ad assecondare questo "anti-italianismo" davvero increscioso e - secondo me - pericolosissimo. Che sfoga, infatti, ora in un nazionalismo idiota (o peggio, razzista), ora nel culto fideistico del federalismo ("qualunque esso sia", come se le riforme fossero beni fungibili), ora nell'apatia che "tanto non cambierà mai niente".
A tutti coloro che insieme a me hanno gioito per Obama e la vittoria democratica negli U.S. ricordo che a nessun democratico americano è mai passato per la testa di assecondare il pubblico dileggio del proprio Paese. E che mai nessun vero democratico americano ha detto che "non avrebbe voluto esserlo", americano. Mi auguro davvero che la sinistra italiana (anche quella "stampata"), nel contrapporsi alla vergogna berlusconiana, sappia evitare le derive antinazionali e antistatuali del passato: onanismo che fa molto gauche-caviar, e che è perdente su tutta la linea.
Si cerchi, invece, un nuovo - consapevole e non solo retorico - orgoglio nazionale.
Io credo infatti che si debba sempre e comunque essere orgogliosi dell'Italia. Qualunque sia lo stato del Paese, qualunque sia il Presidente. Ovvero proprio per fare meglio, per dare al governo dell'Italia degli uomini migliori.
E Carla Bruni, se può, prenda da Sarkozy anche qualche esempio; oltre alla posizione, al ruolo e al ...prestigio (!?).
7 commenti:
Il senso dello Stato e dell'appartenenza ad esso è un Valore e non si può imporre per decreto...Non condivido di frequente il pensiero di Galli della Loggia, ma il suo pezzo di oggi sul Corriere - "Una nazione sotto l'ala di Dio" - qualche indicazione in proposito la fornisce...
carlo
1- iniziamo a elencare i motivi per essere fieri di una nazione con 3 organizzazioni criminali riconociute al suo interno
2- il moderatismo interessato del Corriere mi rende nervoso ed insofferente (ancora una volta in nostro Presidentucolo si è reso ridicolo davanti al mondo intero e di questo bisognerebbe rispondere prima della Bruni)e non mi porterà mai a DIMENTICARE chi è silvio Berlusconi anche se quello è l'intento
3- mi sono rotto di pensare a quale reazione possano avere menti malate e delinquenziali dalla nascita a miei liberi e più o neo condivisibili pensieri.
Cioci
condivido tutto quel che dici su Berlusconi, ma sparare merda sull'Italia (sono CONTENTA di NON ESSERE PIU' italiana !!!) è una cosa intollerabile. L'Italia potrà essere un paese che vale poco, ma fino a prova contraria è il nostro. facile spandere insulti e contumelie a destra e manca, specie quando stai come dimora all'Eliseo...Pur combattendo berlusconi finchè potrò, caro cioci, il mio interesse primo sarà quello nazionale. e credo debba essere così per ogni italiano. la prossima volta la bruni sia più esplicita su berlusconi, abbia le palle di dire che ne pensa...lasci stare l'italia, perchè l'italia siamo anche io e te, è una storia, una memora condivisa. l'italia non è "silvio berlusconi".
Mah, non ho mai apprezzato i dogmi (attualmente non c'è una sola ragione per pensarla diversamente dalla Bruni), vero è che la critica arriva dal pulpito sbagliato.
cioci
Che dire se non che CONDIVIDO in pieno le tue affermazioni.
Dovremmo scrivere a 4 mani un "manifesto per un patriottismo consapevole". E moderno.
Potremmo vincere il Nobel, l'anno prossimo magari.
e.p.
Questo tuo modo di intendere il cosiddetto "amor patrio", caro Gabri, mi lascia davvero senza parole.
Insomma, dato che la "suprema lotteria" mi ha fatto nascere in un determinato luogo, dovrei essere condannato ad "amarlo", vita natural durante, senza se e senza ma.
No, mi dispiace.
Il mio amore una nazione se lo deve meritare.
E non faccio favoritismi di nessun tipo (figuriamoci per una mera casualità genitorial/territoriale).
Avete sentito come canta la Bruni? bene, vien da pensare che quello sia il suo stile anche nel resto: BRUTTO!!
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