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venerdì 8 luglio 2011

Capire cosa c'è.

La mort laisse une immense nostalgie. Je n'oublierai jamais un mort. D'ailleurs, je n'ai oublié aucun des morts qui m'ont entouré...Chaque jour, je pense à mes morts. Penser aux morts, c'est assurer, pour son temps de vie, la survie des gens qu'on aimés, en attendant que d'autres le fassent. C'est comme un devoir. Je me vois en gardien à la porte d'une forteresse. Gardien de la mémoire, gardien du souvenir.

Francois Mitterrand, 5.2.1982 (citato in
Verbatim, di Jacques Attali).

Parole, in cui si scoprono somiglianze e amicizie impossibili, che consegnano una parte dell'umanità ad un compito tanto più profondo quanto alieno dalla retorica. E' la memoria, cioè è la sua custodia.
Tanto più cara per persone che anche oggi, in qualche modo e per qualche ragione, sembra che vivano in qualche impressione che senti; o in un soffio di vento che si alza, e che ti colpisce. E, purtroppo o per fortuna, colpisce proprio te.





"Capire cosa c'è dietro il dolore
saperlo analizzare e motivare
allora quel dolore è la mia rabbia
di fronte a repressioni sempre più allarmanti
la rabbia di uno, la rabbia di tanti"

Ritrovare, in quello stesso sentimento di custodia di cui scrivo poco sopra, anche un senso a quel che accade oggi. Tempo dopo il tempo dei nostri amici impossibili. Ma in tempo per dirci cosa avrebbero detto. E in tempo per dire quel che dicono ancora.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

E' un bel pensiero Gabri.

damiano ha detto...

Ciao Gabriele,inserire nello stesso post Mitterand e Gaber fa veramente riflettere su qualcosa di grande che non c'è più... Ripercorrendo la vita di Mitterand, un pensiero va anche ad un altro "mostro sacro" come Sandro Pertini.
Davanti a questi Uomini giù il cappello ad un mondo che non c'è più..."Istituzioni" che continueremo a rimpiangere ogni volta che vediamo artisti e politici dei giorni nostri: quattro pagliacci, loschi figuranti, figli di una storia che grida vendetta...