E' nato in un'isola che in pochi saprebbero trovare sulla carta geografica, e che fa 38mila abitanti. Ha un fisico piccolo, asciutto. Ben lontano dagli standard comuni del centometrista.
Nel 2002 non se lo filava nessuno, e vinse i Giochi del Commonwealth. Fu la sua prima grande affermazione, e si mise a piangere.
Nel 2003 non se lo filava nessuno, e vinse i Mondiali di Parigi. Fu la sua più grande affermazione, e - non credendo, neppure lui, ai suoi occhi - si mise a ridere.
Per festeggiarlo il suo sponsor tecnico, la Adidas, gli confezionò addosso uno spot in cui lo faceva correre con Jesse Owens, e in cui loro - alla fine - si abbracciano. Slogan perfetto: "Impossible is nothing". Infatti non si sapeva se fosse più incredibile che Collins abbracciasse Owens, o che Collins fosse Campione del Mondo.
Vinse ancora un bronzo, dopo, nel 2005. E, dopo ancora, non vinse più.
Un lungo declino, che in fondo non stupì nessuno.
Nel 2010, a 34 anni, annuncia il ritiro.
Ma nell'estate del 2011, Collins ritorna; e il 28 di agosto, nella finale dei 100 m. del Mondiali di Daegu è terzo. Dietro Blake, 22 anni. E Dix, 25.
Fino ai 60 m. Collins avrebbe addirittura potuto vincere, ma questo non cambia nulla. Nè alimenta rimpianti.
Collins, poco conosciuto dalle folle in quanto soggetto poco mediatico, è - per chi ama l'atletica - uno dei più grandi velocisti degli ultimi trent'anni. Al pari di altri "meno noti", come Frank Fredericks.
Perchè i grandi sprinter hanno questo, in comune: che vengono, passano, a volte pure scompaiono; ma poi tornano.
Magari non è il primo gradino del podio. Ma non è mai una volta sola.
Nel 2003 non se lo filava nessuno, e vinse i Mondiali di Parigi. Fu la sua più grande affermazione, e - non credendo, neppure lui, ai suoi occhi - si mise a ridere.
Per festeggiarlo il suo sponsor tecnico, la Adidas, gli confezionò addosso uno spot in cui lo faceva correre con Jesse Owens, e in cui loro - alla fine - si abbracciano. Slogan perfetto: "Impossible is nothing". Infatti non si sapeva se fosse più incredibile che Collins abbracciasse Owens, o che Collins fosse Campione del Mondo.
Vinse ancora un bronzo, dopo, nel 2005. E, dopo ancora, non vinse più.
Un lungo declino, che in fondo non stupì nessuno.
Nel 2010, a 34 anni, annuncia il ritiro.
Ma nell'estate del 2011, Collins ritorna; e il 28 di agosto, nella finale dei 100 m. del Mondiali di Daegu è terzo. Dietro Blake, 22 anni. E Dix, 25.
Fino ai 60 m. Collins avrebbe addirittura potuto vincere, ma questo non cambia nulla. Nè alimenta rimpianti.
Collins, poco conosciuto dalle folle in quanto soggetto poco mediatico, è - per chi ama l'atletica - uno dei più grandi velocisti degli ultimi trent'anni. Al pari di altri "meno noti", come Frank Fredericks.
Perchè i grandi sprinter hanno questo, in comune: che vengono, passano, a volte pure scompaiono; ma poi tornano.
Magari non è il primo gradino del podio. Ma non è mai una volta sola.
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